Mi chiamo Thomas Lucchetti e vivo a Trieste, una piccola ma affascinante città italiana e la mia passione più grande è la fotografia. Ho iniziato quando per la comunione mi regalarono una compatta a pellicola della Kodak per poi passare alla reflex e, dal 2000 iniziai a usare attrezzatura digitale. Nel mio curriculum ho diverse esposizioni a Firenze e Trieste, ho eseguito diversi book fotografici per aspiranti modelle e immortalato matrimoni e battesimi.
venerdì 15 gennaio 2016
Flash Nissin i40
giovedì 18 giugno 2015
Olympus e-30
Già dopo i primi scatti ho capito di essere tornato a casa con la e-30 e lo zuiko 14-54II.
La cosa che più mi mancava del 4\3 era l’ergonomia, quel sentire bene in mano la coppia corpo-ottica e, romanticamente parlando, il suono dello specchio che si solleva quando si scatta.
La macchina in questione è del 2009, una data che tecnologicamente parlando è preistoria soprattutto tenendo conto dei balzi in avanti compiuti dai sensori solo nell’ultimo anno.
Quello che apprezzo è quella sensazione di ritorno a casa come dopo una vacanza quando rientri e sai già cosa e dove troverai le cose.
I pulsanti che cadono proprio dove il pollice va a cercarli, le rotelle che scattano in modo preciso, il mirino ottico con tutti i vantaggi e svantaggi che porta.
Certo ci sono i compromessi da accettare come la tenuta agli alti iso, oggi si viaggia tranquillamente a 3200 iso puliti mentre nel 2009 ci si fermava a 800.
Quello che più mi piace è il fatto di non vedere la foto esattamente come verrà ripresa mentre nelle mirrorless il mirino ti mostra esattamente ciò che il sensore registrerà. Per me è un modo per usare la testa e conoscere la macchina, saper regolare l’esposizione per ottenere ciò che voglio senza vederlo è stimolante ed ancora di più è andare a rivedere gli scatti fatti e capire dove eventualmente ho sbagliato.
Al più presto spero di fare una sessione di caccia fotografica con lo Zuiko 50-200 swd, una lente che tante soddisfazioni mi ha dato e magari anche qualche macro o ritratto con il 50 f2 macro.
martedì 16 giugno 2015
Ritorno al #sistema4\3 dopo il #micro4\3
Dopo aver scritto di essere ritornato al “vecchio” sistema 4\3 mettendo da parte il più recente corredo micro4\3 alcuni lettori mi hanno scritto chiedendomi il perché, se ero rimasto deluso dal micro, se avessi riscontrato qualche grosso difetto o lacuna e cose di questo tipo.
La risposta è no.
Il sistema micro 4\3 è quanto di meglio a livello tecnologico oggi possa offrire #Olympus assieme a #Panasonic e in modo più ampio ritengo che sia il migliore sistema mirror less oggi presente sul mercato.
Alle volte però si fanno scelte di cuore, scelte di feeling, scelte basate sul piacere personale che si prova usando un determinato strumento.
Andare in giro con una vespa anni ’50 o con una 500 originale ha senso in un mondo in cui puoi avere mezzi ben migliori? La risposta è sì se ciò ti fa pulsare il cuore più forte, ti emoziona e non ti fa sentire la fatica anche dopo aver percorso chilometri.
Non si vive di solo progresso tecnologico e come ho sempre detto facevo belle foto anche con la vecchia e-1 da 5 mega pixel e senza stabilizzatore e ancora prima con la pellicola. Il progresso serve a facilitare il lavoro al limite, non di certo a stravolgerlo.
Quello che realmente mi è mancato è stato l’effetto cuore, il coinvolgimento mano-occhio-mirino che ti fa scattare la foto sapendo come verrà ancora prima di portare la macchina al viso.
Io ho avuto in contemporanea ambedue i sistemi fin dall’uscita del micro con la ep1, la prima #Pen di Olympus passando poi alla versione lite e alla e-m1 con relative lenti pro. Di sicuro apprezzo i pesi e gli ingombri ridotti di questo mondo privo di specchio ma queste stesse cose me ne hanno fatto allontanare. Devo sentire la macchina e la lente in mano, anche a livello di pesi e ingombri che pur essendo contro producenti per la schiena mi aiutano nella composizione dello scatto.
In tutto questo l’esibizione del cannone centra poco niente, per carattere preferisco passare inosservato e comunque quando l’utente medio legge Olympus sul corpo e Zuiko sulla lente al massimo fa spallucce e poi si gira ed in questo il micro mi aiutava perché meno appariscente.
A livello di lenti lo Zuiko Micro 12-40 è bellissima, ma per i miei gusti non restituisce lo stesso tipo di immagine che restituiscono i vecchi Zuiko. Saranno i nuovi trattamenti anti riflesso o altro ma il risultato è per me diverso, meno tridimensionale.
La tecnologia è anche questo, cambia il processore di immagine, cambia un algoritmo di elaborazione e cambia il risultato che magari è migliore per nitidezza e contenimento del rumore ma è anche meno personale se così si può dire.
In tutto questo conta anche la grandezza delle mani, le mie non sono esattamente piccole, sono alto 180 cm, ho le mani belle grandine e devo ammettere di non aver mai trovato la perfezione nei corpi micro 4\3 a livello di presa neanche con i grip aggiuntivi, sempre un pelo grandi o piccoli come un guanto che non calza a dovere o una calza della misura sbagliata. Per qualcuno ciò può essere ininfluente o non giustificare un cambio ma per me sì e sottolineo che è un parere soggettivo ma così come non farei mai una marcia con le calze troppo strette allo stesso modo non riesco a fare lunghe sessioni di foto con un corpo macchina piccolo.
La mia scelta di tornare allo standard 4\3 prendendo una #Olympus #e-30 rappresenta la sintesi di tutti questi pensieri, un corpo praticamente uguale a quello della e-5 ma meno pesante, un parco lenti adeguato già in mio possesso e il fatto di conoscere il processore di terza generazione di Olympus ( oggi siamo alla settima) molto bene avendolo usato per anni e quindi conoscendone limiti e virtù.
Non è una questione di meglio o peggio, è una questione di diverso.
mercoledì 23 luglio 2014
Review - Recensione Olympus EM1 + Zuiko 50-200 SWD
L'accoppiata è nata perchè il 40-150 2.8 non arriverà prima del 2015 ma sinceramente a questo punto non so se lo acquisterò viste le performance del 50-200 SWD sulla EM1.
Inizio parlando delle dimensioni, sicuramente la lente è importante ma aggiungendo il battery grip alla EM1 il tutto si bilancia bene e soprattutto alla fine si sostiene il peso complessivo tenendo lo zoom più che la macchina.
La velocità operativa con l'ultimo aggiornamento del corpo, il numero 1.4 è molto buona, e personalmente non ho notato tentennamenti o colpi a vuoto anche se io non fotografo uccelli in movimento o cose del genere.
Ho trovato molto interessante anche l'uso del moltiplicatore digitale 2X della EM1, non si tratta di un crop vero e proprio in quanto la foto risulta avere sempre 16Mp, comunque sia il risultato non è malvagio come mostrerò in foto.
Inizio con delle foto che come sempre parlano da sole, tutte sono eseguite a mano libera, le prime in casa e poi all'aperto ma con cielo nuvoloso e devo dire che lo stabilizzatore lavora egregiamente.
INTERNO A 50MM
INTERNO A 200MM
400MM GRAZIE AL MOLTIPLICATORE DIGITALE 2X
50MM
200MM
400MM CON MOLTIPLICATORE 2X DIGITALE
50MM
200MM
400MM CON MOLTIPLICATORE 2X DIGITALE
Tutti gli scatti sono a mano libera con iso auto, esposizione media al centro e stabilizzatore attivo. Velocità e nitidezza ottimi a mio avviso, certo, viene un pò persa la filosofia della compattezza ma chi se ne frega, un tele di qualità è sempre grande.
A breve mi arriverà il moltiplicatore EC14 per allungare ulteriormente la focale senza perdita di luminosità.
Mi sento di consigliare caldamente questa accoppiata 50-200 swd + EM1, il costo usato di questo zoom sta sui 500 euro ma è un 2.8-3.5 tropicalizzato e dalla resa ottima a tutte le focali e si mangia a colazione gli zoom micro in circolazione più bui, plasticosi e non tropicalizzati. L'unica alternativa è il Pana 35-100 ma dopo averlo avuto posso dire che è dannatamente corto anche se di ottima fattura-dimensioni.
Per me è una lente promossa a pieno, appena riuscirò farò altri scatti, soprattutto quando arriverà il moltiplicatore.
Aggiorno con delle foto dell'accoppiata ed una del mio zaino fotografico composto da em1, 12-40mm, 50-200swd, 75 1.8 e 50 f2 macro
Le dimensioni non tascabili ovviamente si avvicinano a quelle che avevo con la e5 a suo tempo assieme al 50-200swd ma con una qualità dell'immagine nettamente superiore e un peso comunque più contenuto che sommati all'ottimo stabilizzatore della EM1 a mio avviso vengono ampiamente ripagate.





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