Mi chiamo Thomas Lucchetti e vivo a Trieste, una piccola ma affascinante città italiana e la mia passione più grande è la fotografia. Ho iniziato quando per la comunione mi regalarono una compatta a pellicola della Kodak per poi passare alla reflex e, dal 2000 iniziai a usare attrezzatura digitale. Nel mio curriculum ho diverse esposizioni a Firenze e Trieste, ho eseguito diversi book fotografici per aspiranti modelle e immortalato matrimoni e battesimi.
domenica 6 maggio 2012
Facce da Bavisela 2012 Trieste
Le foto sono state scattate con la E-pl3 ed il 14-150mm, il tempo era infame purtroppo, cielo coperto e luce scarsa così sono dovuto salire con gli iso a 800 per quasi tutti gli scatti per cercare di evitare il mosso dato dagli atleti in corsa.
Ecco un pò di scatti che ho eseguito
martedì 1 maggio 2012
Instagram, smartphone e nuovi modi di condividere le immagini
Instagram...molti lo conosceranno già, altri no, per me è una realtà recente, da quando cioè si è esteso anche al mondo Android oltre a quello Apple. Di cosa si tratta? E' un social network che parla attraverso le fotografie, un mondo di immagini nato per far vedere a tutti tutto il mondo anche se oggi i ragazzini e le ragazzine lo usano principalmente per caricare foto di se, spesso in atteggiamenti non proprio seri. Ciò che mi piace di questo network è l'immediatezza, si scatta, si condivide, volendo si geotagga il luogo e subito si caric l'immagine nel web. Sia chiaro, non si parla di fotografia di spessore ma si possono trovare foto vermente belle anche perchè non si è obbligati ad usare lo smartphone, volendo si possoo caricare foto fatte in modo serio e poi condividerle. Instagram ha di buono il fatto che chiunque può dare libero sfogo alla propria fantasia fotografica condividendo le opere con il mondo ed in questo i giovani sono esperti e spesso riescono a creare dei capolavori già dal cellulare mentre noi della vecchia scuola ancora arranchiamo con PhotoShop e pc. Il mondo fotografico evolve e corre come non mai, ormai gli artisti ascono sul web ed è giusto così, la fotografia deve essere vissuta al passo con i tempi ed evolvere, saremo in grado di starle dietro? Comunque se vi interessa su Instagram io sono tommy781 , volendo potete vedere ciò che carico dal mio smartphone mentre girovago .
lunedì 26 marzo 2012
Tablet, Smartphone quad core, connessione perenne, come evolve la fotografia
Il fotografo di oggi non può prescindere da internet, tutto ruota attorno alla rete, le foto viaggiano a suon di bit e chi non è connesso praticamente non può lavorare. La fotografia oggi si sviluppa solo in digitale, scattiamo file, li elaboriamo in processori sempre più prestanti e li inviamo agli amici, ai siti o semplicemente a qualche servizio di stampa.
Cosa ha comportato tutto ciò?
Sicuramente un aumento enorme nella potenza di calcolo di ogni oggetto tecnologico che utilizziamo. I cellulari che fino a qualche anno fa ci servivano al massimo per mandare sms oggi devono potersi connettere alla rete ad alta velocità, devono avere uno schermo grande e ad alta risoluzione per rivedere foto e filmati e devono essere anche belli. Per chi ha esigenze maggiori esistono i tablet oppure i portatili con tanto di abbonamenti internet per non rimanere mai disconnessi.
In parole povere un fotografo oggi esiste più come entità virtuale che come professionista fisico.
Per fare un esempio a me è capitato più di qualche volta di trovarmi per strada, di assistere ad un incidente o a una manifestazione durante i quali ho fatto delle fotografie che nell’arco di 5 minuti erano già nella posta elettronica della redazione del quotidiano locale pronte per andare in stampa il giorno dopo all’interno di un articolo. Tutto questo è possibile grazie all’avvento del digitale, fino a 15 anni fa avrei dovuto sviluppare il rullino, stampare la foto, vedere il risultato e solo poi inviarlo al quotidiano, con conseguente perdita dell’attimo, della notizia ancora calda. Essere i primi, questo conta oggi, più rapidi ed efficienti si è e maggiori possibilità di veder pubblicato un proprio scatto si hanno e per essere i primi bisogna essere tecnologicamente pronti.
Io di mio cammino sempre con la macchina fotografica al fianco quando esco, uno zoom versatile, la batteria bella carica e il tappo dell’obiettivo tolto perché spesso le scene interessanti si presentano repentinamente e si ha appena il tempo di sollevare la macchina e scattare sperando che la foto sia venuta. Fatto lo scatto, se adeguato, lo passo o sullo smart-phone o sul tablet a seconda di cosa ho dietro in quel momento, lo elaboro con photo shop touch o equivalenti, lo ridimensiono ed eventualmente lo spedisco a chi di dovere o lo condivido su facebook se lo ritengo divertente.
Tutto questo mi richiede si e no 10 minuti di lavoro, impensabile una cosa del genere fino a pochi anni fa ma oggi il mondo corre, corre talmente tanto che una generazione tecnologica fa la differenza nel processo produttivo. Guardiamo gli smart-phone, io ho un HTC Sensation debitamente sbloccato per spremerne il massimo, è un dual core a 1.5 Ghz, una potenza di calcolo degna di un piccolo netbook o di un tablet, oggi stanno per uscire i nuovi smart-phone che montano un quad core per l’elaborazione video, una potenza di calcolo che supera quella di una Play Station Vita di ultima generazione e tutta a disposizione dell’elaborazione di foto e filmati in alta risoluzione. Ovviamente c’è anche chi compra questi mostri e poi semplicemente naviga in rete, manda sms o qualche mail ma a quelli io do dei folli, una spesa deve essere fatta in base alle esigenze e non in base alle mode.
Un fotografo sportivo, ha esigenze diverse ma sempre basate sulla rapidità, se ad esempio ci troviamo in un palazzatto dello sport a seguire un evento come fotografi ufficiali avremo bisogno della macchina fotografica, di un pc e di una stampante oltre a due collaboratori. Già perché mentre noi scatteremo le fotografie ci dovrà essere qualcuno che farà la spola tra noi e chi elabora le foto che provvederà a fare il cambio di schede di memoria e chi starà alla postazione pc dovrà essere rapido nell’elaborare gli scatti e pronto a stamparli nel caso si riuscisse a venderli a qualcuno degli atleti o loro famigliari.
I ritmi sono frenetici, tutto subito, tutto al volo.
I fotografi sono tutti pronti a questa rapidità operativa?
lunedì 19 marzo 2012
Tablet e foto ritocco, possibile?
giovedì 15 marzo 2012
In fotografia il costo equivale alla qualità finale?
martedì 13 marzo 2012
Robin Wong: Olympus OM-D E-M5 Review: Butterfly Park, KL
mercoledì 7 marzo 2012
In che misura la tecnologia ha cambiato la fotografia?
Una domanda che sorge spontanea quando si pensa alla fotografia moderna è: come facevano una volta senza questo o quello?
Oggi sembra impensabile scattare una fotografia senza avere a disposizione uno stabilizzatore di immagine, un sensore che possa spingersi fino a 12.000 iso, uno schermo ad alta risoluzione per rivedere lo scatto appena fatto o un modulo auto focus iper veloce e preciso.
Quando ho iniziato a scattare fotografie usavo una Olympus OM-1, un pentaprisma enorme, una pellicola nel corpo, tanta volontà e gli scatti venivano comunque, sudati, spesso sbagliati ma il dover pagare il rullino, lo sviluppo e la stampa faceva sì che imparare a fotografare divenisse non solo una possibilità ma una necessità economica. Oggi quando esco mi diverto a osservare che ogni volta che qualcuno fa una foto un secondo dopo si mette a riguardarla sul monitor della macchina fotografica per controllare com’è venuto, fanno così anche molti sedicenti professionisti purtroppo…segno che non sono sicuri di ciò che fanno e che non sanno come hanno scattato.
La tecnologia è bella, facilita di molto la vita ma il rischio è proprio quello di affidarsi ad essa con troppa disinvoltura e di non riuscire più a farne a meno. Mi accorgo sempre più spesso che le persone tengono accesi gli stabilizzatori di immagine anche quando potrebbero scattare in totale sicurezza solo perché non sanno più il rapporto tra tempo, lunghezza focale e mosso.
Vedo che sempre più persone scattano 3 immagini consecutive a diverse esposizioni per poter poi scegliere quella corretta invece di fermarsi a meditare un secondo in più in fase di scatto e farne una sola e corretta. I fotografi oggi girano con schede da 16 giga nei corpi macchina e riescono anche a riempirli, di cosa poi? Io non ho mai usato un taglio superiore ai 4 giga e scatto in raw+jpeg, una volta che si hanno a disposizione 300 scatti cosa serve di più? Ricordo i rullini da 36 pose che usavo una volta e mi sentivo un signore rispetto a chi usava quello da 24 perché quei 12 scatti in più sembravano infiniti, oggi non bastano più 36 scatti per una gita con gli amici, se non si crea un filmato continuo di ogni istante non si è contenti, ci si sente castrati.
La tecnologia ci ha aiutati parecchio ma per anni grazie ad essa i produttori hanno potuto smettere di costruire macchine fotografiche con mirini decenti e immettere invece nel mercato dei corpi con dei mirini piccoli e bui che hanno disabituato le nuove leve fotografiche all’uso del proprio occhio portandole ad affidarsi totalmente all’auto focus della macchina.
Io suggerisco sempre a chi mi chiede come iniziare a fotografare di imparare a non dipendere dalla tecnologia e a non sedersi sugli allori, per esempio suggerisco di scegliere la sensibilità iso prima di iniziare a scattare e di non modificarla per tutta la sessione come se si trattasse di un rullino fotografico, così si impara presto a scegliere la giusta sensibilità in base alla luce. Suggerisco di lasciare spento lo stabilizzatore per prendere confidenza anche con se stessi, non tutti abbiamo la mano ferma allo stesso modo, alcuni riescono a scattare a 1\6 di secondo, altri non possono scendere sotto 1\20 e bisogna saperle queste cose. Spingo molto anche sull’uso del mirino per comporre l’immagine, certo, lo schermo è più grande e bello da vedere ma il mirino ci fa entrare nella scena, ci isola dal resto, ci fa guardare il mondo da uno spioncino e questo è stimolante.
Solo quando un fotografo ha imparato a fotografare può avvalersi di tutte le diavolerie tecnologiche che oggi gli vengono messe a disposizione perché sa già fare foto, sa già usare lo strumento, il resto gli servirà solo nei momenti di reale necessità o come plus cui attingere per dare sfogo alla propria creatività.
Robin Wong Olympus E-M5 Review
domenica 4 marzo 2012
E-m5, pre-ordini sì ma non in Italia
danno la disponibilità dal 2 aprile mentre Amazon in Giappone pone il 31 marzo come inizio distribuzione. Sono quasi sicuro che in Italia i primi esemplari arriveranno verso metà aprile e solo in kit con l'obiettivo mentre per il corpo si dovrà aspettare maggio, solitamente funziona così da noi...
sabato 3 marzo 2012
Fuji X100 VS Olympus E-pl3
Per entrambe il diaframma era posto a 2.8 quindi la x100 guadagnava uno stop di nitidezza rispetto al valore f2 da cui poteva partire mentre lo Zuiko era a tutta apertura.
E-pl3 200 iso
Fuji x100 200 iso
E-pl3 400 iso
Fuji x100 400 iso
E-pl3 800 iso
Fuji x100 800 iso
Immagine ravvicinata E-pl3 200 iso
Immagine ravvicinata x100 200 iso
Trarre conclusioni non è semplice, di sicuro la x100 gode di una gamma dinamica maggiore e lo si nota nei dettagli che coglie nelle zone in ombra dove invece la e-pl3 non registra informazioni, d'altro canto le foto della x100 risultano sovra esposte rispetto a quelle della Olympus e questo potrebbe falsare i risultati in tal senso. Come colori non c'è storia, la Olympus vince a mani basse e a mio avviso anche come resa generale risulta migliore mentre per la resa agli alti iso non c'è nulla di eccezionale nel sensore della Fuji.
Osservando le foto a mio avviso non si può che rimanere delusi dalla Fuji, ok, regge le ombre meglio ma sovraespone le alte luci mentre la Olympus ha una lettura più equilibrata della scena e restituisce maggiori dettagli, a titolo d'esempio metto un crop al 100% delle ultime due immagini:
Olympus
Fuji
Per inciso il punto di messa a fuoco era identico per entrambe le macchine, tutte le foto sono messe in jpeg così come sfornate dalle macchine con tutte le impostazioni su standard.
giovedì 1 marzo 2012
Fuji X100 considerazioni varie
Sono qua seduto con al mio fianco la X100 e mi chiedo: “è valsa la spesa?”.
I contro di questa macchina possono essere tantissimi, dall’ottica fissa allo schermo fisso e non superbo, dalla scarsezza della ghiera del menù (quella della Olympus è 1000 volte meglio) al firmware scritto da qualche programmatore che di fotografia capisce poco visto il marasma che ha creato. Non è piccola, non è leggera, non ha lo schermo basculante e questo pregiudica le fotografie macro o comunque in posizioni inusuali, la messa a fuoco manuale è praticamente impossibile e a voler essere pignoli il tappo anteriore si stacca con troppa facilità.
Tanti difetti a prima vista, ma lo sono realmente?
Per comprendere questa macchina fotografica bisogna capire a cosa si sono ispirati in casa Fuji, una casa che di fotografia alle spalle ne ha da vendere e credo che la risposta sia una sola, il cardine fisso è stato lo scatto.
Questa non è una macchina per caccia fotografica, con il suo 35mm equivalente va bene per tutto e per niente allo stesso tempo, troppo ampio per soggetti lontani e troppo stretto per panorami mozzafiato ma è una lente che è tutta da gustare per luminosità e nitidezza.
Negli ultimi anni i produttori ci hanno abituati agli zoom che rappresentano sempre dei compromessi per quanto validi essi possano essere e le nuove generazioni di fotografi non sanno cosa perdono quando scelgono un unico obiettivo tuttofare. Con
La X100 è comoda da impugnare, restituisce un senso di solidità quasi perduto nel mondo del digitale e fa assaporare non solo la fotografia ma anche la dolcezza del mezzo fotografico.
I progettisti di casa Fuji nel creare questa macchina fotografica sono partiti da due elementi, il sensore e la lente, li hanno reciprocamente ottimizzati e attorno ad essi hanno costruito un corpo che strizza l’occhio a chi ha amato la pellicola e crede che le tradizioni debbano essere portate avanti pur stando al passo con i tempi. In ciò sta il miracolo Fuji, tolta l’elettronica la X100 potrebbe essere scambiata per una macchina anni ’70 a pellicola e qui risiede il segreto del suo successo.
Certo, il mirino ibrido di nuova concezione è una marcia in più, l’ottima resa agli alti iso, la buona qualità dei jpeg e i filtri fotografici sono un qualcosa che rende il tutto ancora più completo ma non sono l’essenza di questa macchina, ma solo una aggiunta.
Strano vero?
In un mondo che rincorre le ultime chicche digitali e innovazioni tecnologiche si può riuscire a godere a pieno la fotografia con una macchina non tecnologica, priva di stabilizzatore, con una lente fissa ed un mirino ottico.
Un quesito me lo ero posto però, ha senso prendere questa macchina quando mettendo lo Zuiko 17mm 2.8 sulla E-pl3 avrei la possibilità di fare praticamente le stesse foto?
La risposta è sì, non conta solo cosa si scatta ma anche come lo si fa e a regalare un certo gusto fotografico non concorre solo lo scatto finale ma anche le sensazioni che si vivono nell’attimo in cui lo si cattura.
mercoledì 29 febbraio 2012
Review Fuji X100 Black Edition : primo contatto
Sono tornato a casa con una X100 versione Black Limited Edition di cui sono stati fabbricati 10.000 esemplari numerati, il mio è il N°6489, per l'Italia ne sono stati previsti 180 in distribuzione.
Partiamo dalla scatola, c'è poco da dire, la Fuji ha fatto le cose per bene, la confezione è totalmente nera, molto elegante e divisa in due scatole, in una è contenuta la macchina fotografica, la custodia in pelle, il paraluce, un filtro UV e un adattatore per montare questi due aggiuntivi alla lente mentre nella seconda scatola trovano posto i cavi, il manuale, la batteria, il carica batteria e il tagliando con la numerazione della macchina e la tracolla.
Oggi posso solo fermarmi all'aspetto e alla costruzione non avendo fatto neanche uno scatto di prova e dovendo ancora dare un'occhiata al manuale, intanto eccovi le foto della piccola belva nera:
La macchina è di dimensioni generose, molto solida e squadrata, come piacciono a me insomma, ed il peso non è certamente contenuto tenendo conto che è totalmente in metallo.
L'ottica è nota, una lente fissa 35mm equivalente f2, una lente tuttofare quindi, buona un pò per tutte le occasione e ad essa è abbinato un sensore aps-c da soli 12Mp, dico soli come un complimento, meno risoluzione=meno rumore ad alti iso.
Sul perchè io abbia optato per la versione nera che costa parecchio più della versione silver è presto detto, comperando la custodia, il filtro e il paraluce avrei speso quasi la stessa cifra ma almeno questa è in edizione limitata e dovrebbe garantire una buona tenuta del valore nel tempo, cosa che nell'era digitale è assai raro.
La cosa che più affascina in questa macchina è sicuramente il mirino, un ibrido ottico-elettronico molto interessante, in pratica attraverso una leva si può passare da una visualizzazione ottica all'uso di un mirino elettronico di buona risoluzione a seconda dei gusti personali e della situazione, idea geniale a mio parere. Da segnalare che nella posizione ottica si possono comunque visualizzare le informazioni basilari dello scatto e la livella elettronica a tutto vantaggio dello scatto stesso.
Io sono un amante della vecchia scuola fotografica e rivedere delle belle ghiere sopra un corpo macchina mi rende felice, qua abbiamo quella per la selezione dei tempi e per l'esposizione, grandi e facili da raggiungere con il pollice.
Occhio al tappo, è in metallo, è stupendo ma non è vincolato al corpo e durante il trasporto ho visto che la possibilità che si stacchi accidentalmente c'è e non sarebbe bello doverne comperare un altro...
Le prime sensazioni sono positive, sono curioso di provare le impostazioni di colore che si rifanno alle gloriose pellicole Fuji per vederne i risultati e già domani conto di fare i primi scatti in esterna visto che dovrebbe esserci un bel sole.
Per ora non posso dire di più, conto di aggiornare il blog al più presto con qualche scatto di esempio e qualche riflessione più approfondita su questa macchina fotografica.
Nota informativa la mia macchina montava la versione 1.12 del firmware ma l'ho subito aggiornata alla più recente 1.13, ogni aggiornamento porta con se dei benefici, perchè farne a meno?
domenica 26 febbraio 2012
Test e mie conclusioni sullo Zuiko 12-50mm
Per prima cosa a mio giudizio non è una lente nata per la fotografia ma per i video e vi spiego il perchè, la luminosità 3.5-6.3 anche all'aperto costringe a salire con gli iso se ci si trova in zone d'ombra e ciò pregiudica qualità fotografica anche se la e-pl3 contiene molto bene il rumore. Oltre a questo devo anche sottolineare come la zoomata risulti molto comoda se usata in modalità motorizzata, in questo modo è fluida e regolare anche se il consumo di energia si fa sentire e la batteria della e-pl3 non è di certo un campione di durata mentre se usato in modo classico lo zoom risulta ruvido e si sente che semplicemente si agisce sul motore stesso in modo manuale. A mio gusto questo tipo di zoomata è poco appagante, sembra di usare qualcosa di rotto e si potrebbero contare i denti degli ingranaggi se si ponesse attenzione quindi reputo che Olympus abbia ritenuto questa modalità un'alternativa di emergenza più che per un uso costante.
Altro punto "dolente" è la modalità macro, utile senza dubbio ma in questa modalità oltre a bloccarsi la focale a 43mm si ha anche una apertura massima di f6, poco per un macro visto che nonostante lo sfocato si mantenga ottimo si devono alzare gli iso per abbassare i tempi di scatto.
Non boccio questa lente, sia chiaro, in presenza di ottima luce potendo tenere basse le sensibilità le foto vengono molto bene, molto nitide e dettagliate ma per un uso a 360° non mi sento sicuramente di consigliarla, per quello risulta molto più comodo il 14-150mm che oltre ad essere più luminoso è anche maggiormente versatile come focale massima.
Di sicuro chi ama girare filmati troverà nel 12-50mm un compagno appagante, usare lo zoom assistito ricorda molto le telecamere e la lunghezza focale per i video è adeguata e per questo reputo questa lente nata con uno scopo video e non fotografico.
Oltre agli amanti dei video questa lente è una scelta obbligata per chi vuole prendere la nuova om-d ed avere la tropicalizzazione corpo-lente per fotografare sempre anche se ritornando al discorso della scarsa luminosità mi chiedo come si possa pensare di fotografare in una giornata plumbea o di pioggia senza dover salire con gli iso.
Ora qualche scatto alla minima e massima lunghezza focale:
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