venerdì 19 aprile 2013

Il prezzo della passione fotografica

Via mail spesso ho ricevuto messaggi in cui mi si chiedeva se trovassi giusto buttare tanti soldi in macchine fotografiche e lenti quando in giro ci sono tante persone che non arrivano a fine mese.

È vero, la fotografia costa, soprattutto se si vogliono lenti e corpi di qualità ed io non sono certamente ricco, sono un impiegato qualsiasi che porta a casa 1.200 euro al mese, ho un bimbo di 15 mesi, un affitto e le bollette da pagare come tutti voi. C’è da dire che nella mia vita mi concedo ben pochi vizi, tolta la fotografia ed il cellulare non mi concedo altro, non bevo, non fumo, non faccio viaggi e per me spendo realmente poco. Detto questo  credo che sia altamente maleducato fare i conti in tasca alle persone, certo, c’è chi sta peggio di me e non riesce a pagare neanche l’affitto ma conosco tanti che spendono e spandono in viaggi, automobili e altro e sembra che queste spese siano più giuste o utili di una buona lente da me acquistata.

Io non colleziono lenti e corpi oltretutto, per finanziare un nuovo acquisto prima provvedo a rivendere altro materiale, per esempio per passare al micro4\3 ho venduto un signor corredo Olympus 4\3 ed ora per comprare il 12-35 ho venduto il 9-18 e sto cercando acquirenti sia per il 14-150 che per lo Zuiko 14-54 II adattabile sul micro4\3 per poter ammortizzare la spesa.

Magari chi legge questo mio blog pensa che io voglia esibire e mettere in piazza i miei acquisti per pavoneggiarmi o far vedere chissà cosa a livello finanziario ma non è così. Molte delle cose che ho mostrato, sperimentato e recensito non le possiedo più ma magari quelle stesse semplici recensioni, descrizioni o anche solo immagini possono essere state d’aiuto a qualcun altro per effettuare o meno un acquisto.

Ad oggi per queste pagine sono transitati 62.000 visitatori, un numero che mi lusinga e che, visto che tratto prevalentemente materiale Olympus, mi rincuora sul numero dei potenziali acquirenti o utilizzatori di tale marchio.

Anche per le visite ho ricevuto qualche bordata da persone che mi hanno scritto che sono solo un cacciatore di numeri. Mah…onestamente se fosse così utilizzerei i social network come facebook e twetter per procacciare nuovi fan, cosa che non faccio perché qua io riverso semplicemente quella che è la mia passione per l’arte fotografica.

Ci sono persone che adorano correre, altre cui piace scrivere, io amo fotografare, amo sentire il suono dell’otturatore e riuscire a riprendere ciò che vedo nel modo migliore per trasmettere ciò che sento.

Non sono un professionista, quando capita faccio foto anche su richiesta ma avendo un lavoro da 40 ore settimanali non è concepibile per me utilizzare il mio poco tempo libero per far diventare una passione un lavoro.

Oggi poi mi ritrovo ad avere ancora meno tempo libero avendo un figlio, dal momento del concepimento ad oggi ho fatto al massimo 5 uscite fotografiche della durata di un paio di ore ciascuna perché mi sento in colpa se non sono presente in casa e magari sono a in giro a fare scatti.

Non sono neanche un fan boy Olympus, ne riconosco i limiti ed i difetti ma non ha solo quelli, ha anche molti pregi che spesso riviste e siti specializzati passano in secondo piano e non lo ritengo giusto così mi trovo a scrivere di questo marchio che ho nel cuore per ragioni a me ignote cercando di essere si obiettivo ma anche propositivo.

La fotografia ha un prezzo monetario alto, le lenti buone così come i corpi si pagano salati ma valgono ogni centesimo risparmiato e speso per l’acquisto. Io rimpiango la qualità degli Zuiko 12-60 e 50-200 che usavo prima e spero di ritrovarla nei Lumix 12-35 e in futuro 35-100 perché ciò che ti lega ad un marchio è anche questo, il trovare il tuo nido in cui ti trovi bene e se non fosse per i pesi e gli ingombri eccessivi per i miei gusti non avrei lasciato la mia E5 con il relativo corredo di ottiche, flash, battery grip ecc…acquistati negli anni.

Spesso poi ho avuto delle discussioni con persone che non solo di fotografia capiscono poco ma che riuscivano anche a negare l’evidenza difendendo a spada tratta lenti che un fotografo anche amatoriale non prenderebbe mai in considerazione come acquisto come ad esempio i super tuttofare da 20x. Che mi si venga a dire che sono comodi ok, è vero, che si dica che sono buone lenti no, sono lenti appena sufficienti che passano l’esame del fotografo occasionale in virtù della loro versatilità e del loro prezzo contenuto ma stop, qui finiscono le doti di tali lenti. Sarebbe come credere che comprando un SUV della Dacia si possa ritrovare la stessa qualità e confort di un SUV della BMW, basta un pelo di sale in zucca per capire che non è così ma in fotografia spesso ci si scontra con sedicenti fotografi che scambiano il fatto di scattare migliaia di foto con il saper fotografare.

Questo è un post polemico, me ne rendo conto ed ha poco a che fare con la fotografia fatta sul campo ma alle volte si deve mettere giù anche qualche pensiero personale su ciò che ruota attorno ad una passione che è solo uno degli anelli della nostra vita.

Come ho scritto in precedenza a breve, spero una ventina di giorni, mi arriverà il 12-35 f2.8, una lente da cui mi aspetto molto in termini di resa e qualità finale e che spero di riuscire a recensire in maniera adeguata, per chi fosse interessato l’ho trovata a 850 euro su uno store di San Marino…un prezzo ben più accessibile-accettabile rispetto ai 1200 richiesti nei negozi italiani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 18 aprile 2013

Panasonic Lumix 12-35 f2.8 in arrivo

E’ da un po’ che non aggiorno il sito ed il motivo è semplice: un figlio di 15 mesi.

Purtroppo il tempo è tiranno e la scelta tra passarlo con mio figlio o con la macchina fotografica nemmeno si pone così ho messo da parte per un bel po’ la mia passione per stare più tempo possibile con mio figlio.

Ultimamente però la voglia di scattare in modo serio e per serio intendo con qualità è tornata, forse alimentata dal fatto che da mesi gli unici scatti che ho fatto sono stati eseguiti con il cellulare.

A breve, credo nel giro di qualche giorno, entrerò finalmente in possesso del Panasonic Lumix 12-35 f2.8, una lente di cui avevo parlato tempo fa ma che per ragioni economiche era rimasta fuori dalla mia portata. Questa lente parla da sola, è il classico obiettivo adatto a tutto coprendo le focali dal 24 al 70mm equivalente con una luminosità massima costante di 2.8 ed il plus di essere tropicalizzato e quindi perfetto per la mia OMD.

Qualcuno ha scritto che 1200 euro sono troppi, non credo, costa parecchio meno degli omologhi Nikon e Canon di pari lunghezza focale e luminosità ma è molto più piccolo e leggero e, cosa importante, tropicalizzato e con stabilizzatore di immagine integrato.

A qualcuno una lente 3x potrebbe sembrare limitante ma non è così soprattutto se si calcola che negli zoom il 3x è considerato il massimo cui spingersi se si vogliono mantenere alte le prestazioni ottiche.

Certamente il 14-150 è un tuttofare diverso, molto duttile e comodo e se usato con discreta luce anche di buona qualità ma i numeri si sa che inebriano ed è facile abituarsi ad una lente di oltre 10x sentendo tutto ciò che è minore come una perdita.

Io ho sempre puntato sulla qualità nelle lenti anche nel 4\3 standard dove usavo solo ottiche pro, luminose e di elevata fattura costruttiva ed ho deciso di riprendere questa abitudine anche nel micro.

Il 12-35 è una di quelle lenti che può stare tranquillamente sempre attaccata alla macchina per la sua flessibilità e, spero più avanti, di affiancargli il fratello 35-100 riuscendo a risparmiare abbastanza per avere una accoppiata di zoom veramente flessibile, luminosa e sfruttabile.

Ovviamente per eventi particolari utilizzerò il 45mm 1.8 o il 50mm 4\3 f2 adattato come ad esempio per i ritratti ma per il resto non credo che avrò particolari problemi a sfruttare il 12-35.

Spero al più presto d’avere materiale e cognizione di causa per farne una recensione decente con scatti di prova in diverse occasioni, nel frattempo ringrazio tutti quelli che mi hanno scritto chiedendomi che fine avessi fatto J .

 

 

 

sabato 30 marzo 2013

Em5 OMD con 45mm e 17mm

Due scatti al volo della omd con 45mm e 17mm dotati di paraluce, il 45mm essendo solo color argento l'ho modificato per renderlo meno appariscente.

domenica 24 marzo 2013

OMD + 45mm 1.8 + lens hood

Ieri mi è arrivato il nuovo paraluce in metallo per il 45 mm, a mio avviso molto più bello dell'originale.

mercoledì 20 febbraio 2013

Filtri artistici Olympus E-M5 OMD

Una delle caratteristiche delle ultime Olympus è quella di avere i filtri artistici direttamente in camera che possono risultare simpatici da usare ogni tanto.
Di seguito vi allego una serie di scatti fatti con i diversi filtri a disposizione, per ognuno di essi comunque può essere scelta sia l'intensità che il fatto di applicare ulteriori filtri come cornici o effetti fish.












martedì 19 febbraio 2013

New firmware 1.6 per Olympus E-M5 OMD

Da oggi è disponibile il nuovo aggiornamento firmware per la omd che arriva così alla versione 1.6. Tale aggiornamento va solo ad aggiustare la lettura dell’esposizione per valori iso superiori a 2000 e a risolvere dei sporadici blocchi durante le lunghe esposizioni, niente di particolare come invece si vociferava da tempo ma sicuramente un buon segno perché dimostra come Olympus continui ad aggiustare i piccoli problemi che possono sorgere nella sua piccola ammiraglia. Il firmware è disponibile tramite il software Digital Camera Updater e come sempre è consigliabile eseguirlo perché oltre ai cambiamenti che vengono resi noti solitamente questi aggiornamenti vanno a migliorare in generale la fotocamera grazie all’ottimizzazione del firmware stesso. Come sempre vale la regola di accertarsi che la batteria sia pienamente carica prima di procedere e di seguire scrupolosamente le istruzione a video, soprattutto quando si deve premere il tasto avanti, se infatti non si fa attenzione si rischia di dare l’ok sbagliato e di dover mandare la macchina in assistenza quindi attenzione e leggete tutto ciò che appare sul pc prima di fare qualsiasi cosa!



martedì 12 febbraio 2013

Nuovi Sigma micro4\3

Sigma ha già in catalogo dei discreti fissi per il micro 4\3, un 19, un 30 ed ora un nuovo 60mm tutti f2.8. adesso la linea viene rinnovata migliorando la qualità costruttiva di queste lenti che si propongono come valida alternativa ai fissi proposti da Panasonic e Olympus e che personalmente mi sento di suggerire dopo averli provati.

In particolare sarà interessante il nuovo 60mm che sul micro4\3 diventa un 120mm f2,8 che si candida ad essere un’ottima lente da ritratto.

In America Sigma sta facendo una super offerta per finire le scorte dei 19 e 30mm di prima generazione con un prendi due paghi uno…se arrivasse anche in Europa una possibilità simile sarebbe veramente il caso di prenderli subito visto la più che buona qualità della prima serie di queste lenti fisse.

martedì 5 febbraio 2013

Allestire una mostra fotografica personale

Allestire una mostra fotografica non è mai semplice, ci vuole tempo, ci vuole fantasia, impegno e tanta voglia di mettersi in gioco.

La prima cosa da fare è scegliere cosa si vuole dire, può sembrare banale ma prima ancora di scegliere le foto e trovare la sala dove esporle bisogna avere in mente il messaggio che si vuole trasmettere. Molto spesso infatti le mostre personali finiscono per essere un insieme di scatti senza un filo conduttore scelti tra quelli che il fotografo ritiene essere migliori e questo può anche andare bene ma se manca un senso logico tra le foto chi le guarderà rischierà di perdersi.

Una volta scelto il messaggio che ci interessa trasmettere si deve fare la cernita delle foto, di solito si espongono una trentina di fotografie ma dipende dal luogo, dallo spazio a disposizione e dalla tematica scelta.

La sala è un altro punto importante, se si vuole avere pubblico bisogna puntare su luoghi di passaggio o già frequentati per altri motivi e in tal senso non mancano attività commerciali disposte ad ospitare le foto per fare arredo e dare la possibilità ai fotografi di farsi notare. Occhio però a ciò che si sceglie, se si vuole solo esporre degli scatti va bene anche un pub, se si vuole dare sostanza ad un discorso allora la scelta del luogo diventa fondamentale e si può andare dalla sala per mostre alla biblioteca o chiedere ospitalità presso qualche circolo o associazione culturale.

Altra cosa importante è far sapere che esponete e dove poter vedere le foto, i social network funzionano bene come canale divulgativo ma non bisogna tralasciare i volantini da lasciare nei locali pubblici o presso le associazioni e la locandina da apporre all’entrata della mostra che sarà poi il vostro biglietto da visita, non createla a caso quindi.

L’allestimento della mostra vera e propria va a vostro gusto, diciamo che l’ideale è presentare le foto in modo semplice su cartoncino nero o se le stampate direttamente su supporto tipo quadro ancora meglio ma evitate come la peste cornici a vista o cose simili, danno problemi di riflessi con le luci e sono brutte esteticamente, le persone che partecipano ad una mostra non vanno a toccare le foto quindi state tranquilli.

Attenzione alla scelta della finitura della carta in fase di stampa, per quanto il tipo lucido sembri migliore perché più appariscente è sempre consigliato il tipo opaco perché non crea riflessi e non avrete problemi di eventuali impronte poco estetiche se toccherete le foto con le mani in fase di allestimento.

È buona norma effettuare una inaugurazione della mostra in cui fare una presentazione di se stessi e delle foto, è un momento importante perché vi mette a contatto con coloro che avranno deciso di venire a vedere le vostre foto, non lesinate su un piccolo rinfresco con bibite e qualche tartina, la spesa sarà contenuta ma sicuramente apprezzata.

La durata della mostra di solito dovrebbe essere di almeno una decina di giorni e coprire due fine settimana interi ma in questo caso molto dipende dalla spesa da sostenere per la sala e dalla disponibilità tempiorale della stessa.

Ricordate di posizionare un banchetto all’entrata della mostra, vi dovranno essere dei volantini, dei biglietti da visita e un libro su cui far scrivere le impressioni ed i commenti a chi vi farà visita, e se possibile siate presenti in sala più tempo possibile per parlare con le persone perché lo scambio di idee, i suggerimenti e perché no le critiche sono sempre fattori di crescita per un fotografo o un artista in generale.

I costi…ci sono, solo la stampa delle foto ed il cartoncino nero possono portare via senza problemi oltre i 100 euro senza contare poi le spese per le locandine e la sala e quindi va meditato bene se vale la pena esporre o no ma io credo che se un fotografo ha un messaggio da poter dare e qualche scatto da poter condividere con gli altri allora può valere la pena mettere da parte il denaro ed allestire una propria mostra personale.

Non si diventerà famosi o ricchi ma se alla fine si avrà la percezione di essere riusciti a trasmettere ciò che si voleva allora la fatica e le spese saranno ampiamente ripagate dalle sensazioni che si vivranno.

 

 

 

 

 

 

 

Review Sony DSC-F828

Eccomi qua con la veterana F828, una macchina presentata nel 2003 che ha ben 10 anni sulle spalle quindi, come mai farne una recensione nel 2013?

Come ho avuto modo di scrivere in precedenza questa macchina era nelle mie mire fin dalla sua presentazione ma all’epoca la concorrenza era molta in questo settore ed iniziavano ad uscire le prime reflex entry level a prezzi umani e così non la presi in favore di altre proposte anche se mi affascinava non poco. Oggi sono potute venire in possesso di un esemplare in perfette condizioni per un prezzo stracciato, tenendo conto che nel 2003 costava 1000 euro e che oggi l’ho portata a casa per meno di 100 per togliermi lo sfizio non posso lamentarmi.

La prima cosa che balza all’occhio è la lente, un Carl Zeiss serie T (quindi di fascia professionale)  con luminosità f 2-2.8 spalmata su una escursione equivalente a 28-200mm, veramente non male quindi per la luminosità, altro discorso per la profondità di campo essendo il sensore di ridotte dimensioni ma si sa che è il prezzo da pagare nelle bridge.

La seconda cosa che salta all’occhio è il fatto che la lente è basculante rispetto al corpo e questa caratteristica, assieme alle sorelle della serie F la rendeva unica e particolare. Vi dico subito che oggi come 10 anni fa reputo questa scelta perfetta per una bridge rispetto al monitor snodabile perché poter ruotare il corpo rispetto alla lente permette di avere sempre la migliore ergonomia in fase di scatto per quanto riguarda la presa.

Altra particolarità di questa F828 era ed è il fatto di poter scattare foto in pieno buio grazie all’IL, in pratica è come avere un visore notturno e questo ci permette di scattare senza flash e senza alcune luce ambiente, utile per fare foto particolari.

Altra nota di rilievo era e rimane la il laser che assiste la messa a fuoco, in pratica per migliorare la precisione della messa a fuoco con poca luce invece di usare un led o una serie di lampi pre scatto la Sony F828 utilizza una griglia laser che rende la macchina molto discreta e precisa.

Il mirino è di tipo elettronico e se per l’epoca era di ottima fattura oggi non regge il confronto con i mirini elettronici cui siamo abituati, è usabile ma di scarsa qualità seppur a colori e riporta tutte le informazioni in fase di scatto.

Lo schermo è in linea con gli schermi del tempo, piccolo, poco risoluto ma ben leggibile anche al sole.

Ottima la disposizione dei comandi, tutto a portata di dito una volta fatta l’abitudine.

Il menù e ridotto all’osso, 10 anni fa non c’erano migliaia di voci selezionabili, tutto semplice e veloce e soprattutto pochi parametri modificabili, cosa positiva da un lato ma limitante se si è abituati ad usare tutti i menù e sottomenù odierni.

Il corpo macchina è in lega di magnesio, altra cosa che la distingueva all’epoca, le altre erano in plastica e si sentiva, questa F828 trasmette solidità e garantisce la durata nel tempo.

Il sensore era ed è particolare perché usa una matrice a 4 colori invece dei soliti 3 e questo gli permette di restituire non solo colori naturali ma anche molto ricchi di sfumature.

Per finire troviamo anche un piccolo schermo nella parte superiore che può essere illuminato e che riporta i dati di scatto come sulle reflex.

Le note dolenti non mancano ovviamente, la prima lacuna che mi viene in mente è la mancanza di un sistema di stabilizzazione, un vero peccato, fosse stata una stabilizzazione ottica o sul sensore poco importa ma avrebbe migliorato molto l’usabilità con poca luce visto il livello di rumore generato dal piccolo sensore da 8Mp.

La batteria come tradizione Sony è ottima e garantisce una buona durata, siamo sui 500 scatti e per quanto riguarda la memoria abbiamo a disposizione un doppio slot, uno per le memory stick di Sony ed uno per le CF decisamente più economiche.

Altra pecca la lentezza se si scatta in formato raw o tiff, si devono macinare i secondi in attesa della scrittura del file…meglio andare di jpeg.

Io la trovo una macchina estremamente attuale e utilizzabile conoscendone i limiti, il meglio di se lo da di giorno senza salire con gli ISO che fino a 100 (si parte da 64) sono pulitissimi, a 200 il rumore si nota e 400-800 possono risultare critici ma comunque la grana a mio avviso non è male perché facilmente lavorabile al pc e che comunque ricorda la grana della vecchia pellicola.

Vi metto gli scatti eseguiti alle diverse sensibilità con i ritagli.

 

ISO 64

 

 

 

 

 

 

ISO 64 CROP

 

 

 

 

 

ISO 100

 

 

 

ISO 100 CROP

 

 

 

ISO 200

 

 

 

ISO 200 CROP

 

 

 

ISO 400

 

 

 

ISO 400 CROP

 

 

 

ISO 800

 

 

 

ISO 800 CROP

 

 

 

 

A mio avviso se sono aggiornasse questo corpo con un’ottica stabilizzata ed un sensore moderno sempre da 8Mp avrebbe dalla sua parte la migliore bridge sul mercato ma si sa che gli aggiornamenti sono mal visti e si punta su novità eclatanti ma spesso inutili.

 

 

 

sabato 2 febbraio 2013

Modelle e Olympus

Alcuni scatti eseguiti in occasione di workshop con modelle con liberatorie per uso non commerciale degli scatti.

giovedì 31 gennaio 2013

M.Zuiko 75-300mm II f4.8-6.7

Dopo l’annuncio di Tamron e del suo 14-150 per il micro4\3 oggi è la volta di Olympus che ha deciso di aggiornare il suo super tele obiettivo che equivale ad un 150-600mm nel formato 35mm, una lunghezza focale notevole anche se al costo di una luminosità non eccelsa e sfruttabile solo in ottime condizioni di luce.

La nuova versione porta in dote il nuovo motore MSC silenzioso e veloce ed il nuovo trattamento ZERO delle lenti che dovrebbe apportare benefici sulle aberrazioni cromatiche.

Il prezzo in America sarà di 549 dollari, in Italia a mio avviso lo si troverà attorno ai 650 euro, forse qualcosa meno su ebay.

A mio giudizio è una lente che può benissimo restare in negozio a meno che non siate cacciatori di passerotti da fotografare a mezzogiorno a ferragosto perché onestamente una focale così spinta su una lente buia rende l’usabilità al limite del decente.

 

 

 

Tamron 14-150 per micro 4\3

Finalmente Tamron ha deciso di mettersi a produrre ottiche anche per il sistema micro 4\3 e la sua prima creatura sarà, un tutto fare 14-150mm f 3.5-5.8.

Io non sono amante di queste lenti ma hanno il grosso vantaggio di essere pratiche e se la qualità sarà almeno pari allo Zuiko 14-150 potrebbe rivelarsi un must have per i possessori di Panasonic o Olympus visto che il prezzo dovrebbe essere inferiore a quello delle analoghe proposte delle case ufficiali.

Da notare che avrà due colorazioni, argento o nero per adattarsi ai colori dei corpi macchina e che il barilotto sarà in metallo, ottimo per la durata nel tempo.

La lente avrà anche lo stabilizzatore incorporato che potrà essere disattivato in modo da lavorare perfettamente su corpi Panasonic o Olympus, attendiamo la data di presentazione ed il prezzo.

 

mercoledì 30 gennaio 2013

Corpo macchina grande equivale a professionista

Di una cosa mi sono reso conto, le persone identificano un fotografo come professionista basandosi unicamente alla grandezza dell’attrezzatura che usa.

La cosa ha anche un senso se ci si mette nei panni di un profano che reputa il bestione migliore della bestiolina, il problema è che anche molti fotografi si sentono psicologicamente castrati ad utilizzare corpi e lenti piccoli e leggeri seppur migliori di tanti bisonti.

Quando partecipo ad una sessione fotografica di gruppo è bello osservare la reverenza mistica che le persone provano davanti ad un corpo full frame e relative ottiche di grosso calibro e la superficialità, quasi la tenerezza, con cui guardano il corpo macchina e le lenti che utilizzo io.

Ancora più interessante è notare poi, quando ci si confronta sugli scatti, sentire frasi del tipo:” ah però, non credevo!, “ma guarda Olympus…” e cose così e notare come qualcosa nella loro mente sia vacillato messi davanti all’evidenza dei fatti che la qualità non deve per forza essere retaggio di corpi macchina ed ottiche grandi.

Io ho notato la differenza nel porsi con me quando fotografo alle manifestazioni pubbliche che hanno le persone da quando sono passato dalla E-5 e relative ottiche pro alla E-M5 con le sue ottiche minuscole, le persone prima mi fermavano, mi interrogavano, mi facevano i complimenti per l’attrezzatura mentre ora passo del tutto inosservato. Sia chiaro che la cosa mi piace, il mio carattere mi porta ad essere abbastanza schivo e non riesco a trovarmi a mio agio se qualcuno si mette a fissare quello che faccio e con la piccola Olympus riesco ad essere quasi invisibile e appena udibile quando scatto.

Forse noi fotografi ci siamo lasciati abbindolare un po’ troppo dal marketing delle grandi aziende perché bisogna rendersi conto che l’elettronica di una Canon 5D Mark III potrebbe tranquillamente essere riposta in un corpo come quello della E-M5, cosa cambierebbe se succedesse tenendo presente solo il risultato finale e cioè la foto?

Nulla ovviamente ma il fattore psicologico d’avere un corpo possente tra le mani genera anche sicurezza in chi lo maneggia e questo chi studia marketing lo sa, hanno fatto la stessa cosa con i SUV per cui se uno si prende una Panda si sente un uomo incompleto rispetto a chi si prende una 4x4 che userà solo per andare a fare la spesa ma sentendosi un dio nel farlo.

Io per primo alle volte rischio il baratro della possenza quando in un centro commercial eimpugno una full frame o se ripenso alle sensazioni che mi dava la E-5 con su il 50-200 e magari anche il battery grip, poi però ripenso alla mia schiena, al fatto che andavo in giro con un borsone del peso di 6 chile a pieno regime e che oggi vivo felice con meno di un chilo al collo.

 

 

 

 

 

 

Olympus OMD E-m5 migliore fotocamera del 2012 secondo Dpreview

Dpreview è storicamente un sito di riferimento nel panorama fotografico digitale per le recensioni che fa e le conclusione che trae, siano esse del tutto veritiere o di parte come spesso è accaduto.

Personalmente mi sono stupito della classifica stilata che vede al primo posto la Olympus E-m5, al secondo la Nikon D800 e al terzo la Canon 5D Mark III ed il mio stupore deriva dal fatto che da sempre il sito è un covo di fan Canon ed il sito stesso nello stendere le proprie conclusione ha sempre avuto un occhio di riguardo per la casa rossa.

Una volta tanto si assiste a qualcosa di straordinario visto che Olympus non è sicuramente il marchio con maggior numero di seguaci sul forum del sito e neanche uno di quei marchi che spende soldoni in pubblicità sullo stesso quindi mi viene da dire che se è stata valutata come la migliore macchina del 2012 forse forse ha realmente e inequivocabilmente doti ottime che le vengono giustamente riconosciute.

Io onestamente mi sarei aspettato di vedere a suo tempo anche la E-5 sul podio per le peculiarità che possiede ma non era ancora il tempo di aprire le menti probabilmente e guardare oltre i soliti noti, un vero peccato perché un sito come Dpreview è in grado di far cambiare le sorti in termini di vendite di una macchina e penso che se invece di perdere tanto tempo dietro al rumore digitale si fosse concentrato più su altri fattori come qualità del file, delle lenti, dei corpi ecc allora avrebbe potuto valutare meglio e più serenamente anche i prodotti Olympus usciti prima della E-m5.

 

 

 

lunedì 28 gennaio 2013

Gariz half case Olympus OMD E-M5

Alla fine, dopo un pò che ci pensavo, ho acquistato anche per la omd la custodia in pelle della Gariz con cui mi ero trovato benissimo sulla epl3.
La custodia è di ottima fattura ed in pelle di qualità e le cuciture rosse si sposano con la tracolla in mio possesso.
La peculiarità di questa custodia sta nel fatto che lascia libero l'accesso al vano batteria, cosa che l' impugnatura supplementare non fa e l'avere l'attacco per le tracolle "rapide" sul fondo in metallo.
Vi lascio le foto,il prezzo è di 80 euro su ebay.
Foto fatte con il cellulare...chiedo scusa per la qualità.

sabato 26 gennaio 2013

Sony F828 il passato ritorna

Era il 2003 quando Sony presentò la sua ammiraglia, la bridge F828 che succedeva alla mitica F717, 10 anni fa dunque, un'enormità tecnologicamente parlando. All'epoca io avevo sia una Panasonic FZ30 che una reflex Nikon d70 e quella Sony mi aveva conquistato per le sue forme avveniristiche e per alcune soluzioni tecniche all'avanguardia e per certi versi mai eguagliate ma il suo prezzo pari a 1000 euro era esagerato.
Oggi, a distanza di 10 anni sono venuto in possesso di questa macchinetta conoscendone perfettamente i pregi ed i difetti (non pochi) ma l'acquisto è stato il frutto di lunghe riflessioni e mirato a determinati ambiti di utilizzo.
La F828 fu la prima bridge ad arrivare alla soglia degli 8Mp su un sensore CCD a 4 colori all'avanguardia ma di dimensioni ridotte, cosa che causava un eccessivo rumore già a 200 ISO, numeri che oggi sembrano assurdi essendoci abituati a file puliti fino a 3200 ISO ma all'epoca per le bridge superare indenni i 200 ISO era un sogno.
La lente è la punta di diamante di questa lente, un 28-200 equivalente f2-2.8 che assieme al corpo basculante rende questa macchina unica e inimitabile per ergonomia e libertà di utilizzo.
Perchè ho scelto questa macchina?
Perchè fa foto al buio grazie alla visione notturna, perchè il sensore CCD a 4 colori restituiva ottimi colori, perchè l'autofocus era preciso anche al buio grazie al reticolo laser usato per illuminare i soggetti e perchè sono un sentimentale  e adoro queste macchine che hanno fatto comunque la storia della fotografia digitale.
A breve una review e qualche scatto di prova, ha senso a 10 anni dalla sua presentazione? Perchè no...ormai si trova a prezzi stracciati e potrebbe stuzzicare qualche altro palato.

venerdì 25 gennaio 2013

Luminosità della lente, velocità dell'otturatore e filtri ND

Un problema che potreste dover affrontare se non possedete una macchina fotografica professionale può essere causato dalla seguente concomitanza di fattori:

-         lente molto luminosa

-         luce ambiente forte

-         velocità dell’otturatore non eccelsa

Mettiamo caso che dobbiate fare una serie di ritratti ad una persona in una giornata soleggiata ( lo so, non è la condizione ideale…) e che vogliate sfoggiare la vostra lente luminosa, magari un f1.8 per poter esaltare lo sfocato del ritratto ma che il vostro corpo macchina arrivi al massimo a 1\4000 di secondo come velocità dell’otturatore ( la maggior parte), che risultate otterreste?

Ovviamente dipende dalla circostanza ma nel peggiore dei casi vi ritrovereste a non poter scattare perché la macchina non riuscirebbe a bilanciare la troppa luce con la velocità dell’otturatore oppure potreste ritrovarvi la sagoma dell’otturatore stesso nella foto.

In questi frangenti o si possiede un corpo professionale che arriva a 1\8000 di secondo di velocità e potrebbe ancora non bastare oppure si ricorre ad un filtro ND o a densità neutra.

Cos’è e come funziona?

Questo tipo di filtro ha il compito di agire su tutte le lunghezze d’onda della luce riuscendo così a preservare i colori senza andare a modificarli e nel fare questo abbassa la quantità di luce che arriva al sensore. Ne esistono di molte gradazioni a seconda della densità che crescendo riduce progressivamente la quantità di luce che fa passare.

Con un filtro ND sulla nostra lente avremo la possibilità di mantenere il nostro diaframma aperto e quindi anche l’effetto sfocato che desideriamo abbassando però i tempi di posa necessari, in pratica, volendo semplificare al massimo, otteniamo lo stesso effetto sui tempi che avremmo andando a chiudere il diaframma senza modificare però la profondità di campo.

Sono essenziali questi filtri? Io onestamente li ho usati solo in un paio di occasioni e quindi posso dire che si vive tranquillamente anche senza se si sanno le condizioni di luce ideali per fare le foto, se invece si va un po’ all’avventura o si crede che capiteranno foto occasionali particolari averne un paio nella borsa da usare al momento potrebbe risultare una scelta azzeccata.

Tenete conto che oltre ad essere usati con lenti luminose i filtri ND possono servire anche ad esempio nelle lunghe esposizioni come può essere uno scatto fatto ad un fiume con tempi lunghi per trasmettere il senso di movimento dell’acqua in cui per non bruciare la foto è necessario ridurre la quantità di luce in relazione ai tempi di posa.

mercoledì 23 gennaio 2013

Valore di una foto

Mi è capitato di partecipare a mostre e di vendere mie fotografie e la cosa che mi ha sempre messo ansia era la definizione del prezzo.
Io non sono bravo in queste cose, a vendere il mio tempo fotografico intendo e spesso mi ritrovo a regalare servizi e scatti alle persone perchè non riesco a percepire la fotografia, lo scatto, come un qualcosa di monetizzabile.
Ovviamente ci sono volte in cui si deve fissare un prezzo come durante le esposizioni il cui fine è anche la vendita dell'opera e allora si scopre quanto può valere la tua "arte".
Il prezzo massimo cui sono riuscito a vendere una mia foto in una galleria d'arte a Firenze è stato 450 euro, si trattava di una foto fatta a Venezia durante un carnevale, elaborata al pc e stampata su tela con il risultato finale che si avvicinava molto ad un quadro. Il prezzo era stato fissato a 450 euro perchè la sola stampa mi era costata 90 euro, poi si dovevano aggiungere le spese di esposizione tra invio dell'opera e quota di partecipazione alla rassegna che in tutto ammontavano a 100 euro e quindi in realtà il mio guadagno era stato di 250 euro una volta tolte le spese.
Per foto normali invece la tariffa che riesco ad ottenere è di circa 100 euro per formati A3 a colori e 150 per i bianchi e neri su foto fatte su commissione per lo più. Io nel proporre un prezzo calcolo le spese di cui devo rientrare come la stampa e poi valuto sul momento le ore spese per fare le foto.
Per servizi lunghi come matrimoni ad esempio o per fare book fotografici ad aspiranti modelle il prezzo varia a seconda del tempo richiesto, alle volte si riesce a fare tutto velocemente, altre volte bisogna spendere parecchio tempo per trovare la giusta locazione e luce, dipende sia dal soggetto che dalle giornate se si lavora all'aperto mentre in casa è più semplice ma meno di impatto a mio avviso.
Io trovo grande difficoltà a pormi con parenti e amici perchè mi è molto difficile chiedere di essere pagato da un lato e vedo che dall'altra parte le foto che faccio non vengono percepite come qualcosa di valore. Questa è una cosa strana ma credo anche diffusa, chi mi conosce apprezza le mie foto ma non percepisce il fatto che possano portare un ricavo mentre magari chi entra in una mostra e vede i miei scatti è disposto a pagare per averli e allora mi chiedo se le foto abbiano un loro valore o se tutto dipende da come si presenta la confezione.
A tal proprosito e con questo chiudo il post, mi viene in mente un esperimento condotto tempo fa in America in cui uno dei più grandi violinisti, pagato fior fior di soldi ad ogni esibizione, venne messo nella metro a suonare come un barbone per vedere se la sua arte gli avrebbe fruttato più di quello che raccimolava un normale senza tetto.
Il risultato fu che nessuno gli diede bada e guadagnò come l'ultimo degli stonati.
A cosa si deve il successo allora?

venerdì 18 gennaio 2013

Manico o mezzo fotografico?

Su Facebook ho letto la seguente frase :” Una sera andai a cena da una conoscente, per caso avevo dietro alcune mie fotografie, le feci vedere e lei esclamò che erano stupende e che sicuramente erano state fatte con una buonissima macchina fotografica. Al momento d’andare via nel salutare le dissi che la cena era stata ottima e le feci i complimenti per la padella che aveva usato che sicuramente era di tipo professionale”.

Di suo è una frase semplice ma ha un significato amaro perché rappresenta la percezione della fotografia che la maggior parte delle persone ha e che si è spostata dalla bravura del fotografo al mezzo usato per lo scatto.

È abbastanza triste constatare come sia caduta in basso la reputazione del fotografo, da professionista e alle volte anche artista è stato ridotto ad operaio (senza offesa per gli operai) che usa uno strumento e che a lui affida il risultato finale.

Io sono cresciuto con la convinzione che a fare la differenza è l’occhio, non la macchina fotografica usata e nell’era della pellicola effettivamente funzionava così perché la pellicola non permetteva errori o imbrogli che invece con il digitale sono alla portata di tutti.

Oggi si dice tranquillamente  che se fai uno scatto sbagliato è un errore, se ne fai 100 diventa una mostra personale ed è vero, foto discutibili vengono spacciate per artistiche solo per coprire l’incompetenza del fotografo.

Proprio in questi giorni di neve il giornale locale ha caricato nella sua versione online una foto emblematica, una stazione ferroviaria sotto il manto nevoso, scatto anche bello da vedere se a farlo fosse stato uno qualunque con un cellulare ma invece la foto era di un sedicente professionista ed i commenti erano tutti una lusinga ed un sussegguirsi di frasi che lodavano la bravura ed il fatto che si vedeva che era opera di attrezzatura seria. Ora…la prima cosa che a me è saltata agli occhi è stata il bilanciamento del bianco sbagliato con la neve color azzurrino, tipico errore da neofita che lascia il bilanciamento del bianco su automatico con la neve…e sarebbe lo scatto di un sedicente professionista? E ancor più grave tutti a lodarlo invece di fargli notare l’errore?

Credo che tutto si riassuma con l’aumentare dell’ignoranza fotografica che ha portato con se il digitale e la perdita di importanza che aveva un tempo il fotografo.

Forse sono io troppo pignolo, ma credo che nel mometno in cui una persona si fregia del titolo di professionista, in qualsiasi campo, a fare la differenza deve essere in primo luogo il suo sapere ed il suo modo di operare soprattutto in campi come quello fotografico dove per essere un professionista basta aprire partita IVA e farsi pagare per lavori spesso mediocri.

 

 

 

 

martedì 15 gennaio 2013

Panasonic TZ-40 e Olympus SH-50

Al CES  2013 Panasonic e Olympus hanno presentato quelle che dovrebbero rappresentare le rispettive ammiraglie nel segmento delle compatte ultra zoom, rispettivamente la TZ-40 e la SH-50.

La Panasonic ha alle spalle tutta la saga delle TZ, io avevo a suo tempo sia la TZ-20 che la TZ-30, discrete macchine se paragonate alla media delle compatte con il plus di un obiettivo ultra zoom in un corpo estremamente compatto. La Olympus porta in dote alla sua SH-50 sia lo stile delle Pen che lo stabilizzatore a 5 assi della OMD, fatto questo che la rende unica nel panorama delle compatte e che comporta un grosso vantaggio per quanto riguarda la riprese video potendo compensare ogni tipo di oscillazione provocata da chi effettua la ripresa.

I sensori sono ormai standard in questo segmento con risoluzioni esagerate a mio avviso, superare i 10Mp nel settore delle compatte vuole dire solamente seguire il marketing sacrificando la qualità finale delle foto ma si sa che molti si sentono castrati se sulla scatola non ci sono i numerosi scritti a lettere cubitali.

Risoluzione a parte queste due compatte a mio avviso rappresentano quanto di meglio si possa acquistare se si è alla ricerca di zoom molto spinti ma racchiusi in corpi molto compatti anche se saranno da attendere le prove sul campo per dare un giudizio in merito alla qualità dei file prodotti che si spera rappresentino anche il fattore chiave nella scelta dell’acquisto.

La Panasonic porterà in dote anche la connessione WiFi di serie per poter così scaricare le foto eseguite sul pc-tablet-smartphone e riuscire a condividerle con il mondo o elaborarle senza bisogno di cavi o di una postazione fissa e il GPS per la geolocalizzazione delle foto.

La Olympus avrà la compatibilità con le schede di memoria FlashAir che hanno di loro la connessione WiFi, quindi non integrata nella macchina ma porterà in dote la funzione tele macro con cui sarà possibile mettere a fuoco a 40cm di distanza alla focale equivalente di 600mm.

Entrambe le macchina hanno la pecca di avere delle lenti buie che partiranno da f3,5 , il compromesso è necessario per poterne contenere le dimensioni in virtù degli zoom 20X che portano in dote ma questo le renderà meno versatili in caso di luce non ottimale obbligando a salire con gli ISO a sfavore della qualità finale degli scatti.

Personalmente da ex possessore di una Panasonic FZ-50 mi piacerebbe rivedere una degna erede di quella famiglia che a suo tempo fece molto parlare di se grazie all’ottima lente che aveva in dote, chissà se Panasonic deciderà qualcosa in tal senso?

mercoledì 9 gennaio 2013

Samsung NX 300

Di recente Samsung ha presentato la sua nuova mirrorless NX 300, evoluzione della NX 200 da cui eredita parte dello stile, la risoluzione ma ne amplifica le doti grazie al nuovo sistema di messa a fuoco ibrido e al nuovo processore di immagine. Proprio il nuovo sistema di messa a fuoco che sta prendendo piede nelle mirrorless è la cosa che più dovrebbe interessare perché va a combinare la messa a fuoco a contrasto tipica delle compatte con quella a differenza di fase delle reflex che risulta molto più veloce.

Molti potrebbero storcere il naso leggendo la marca, Samsung, produttrice di frigoriferi, lavatrici ed ogni tipologia di oggetto elettronico che produce anche ottiche e corpi macchina ma alla facile ironia bisogna far posto anche alle competenze. Samsung è un colosso tra i più grandi al mondo e sicuramente la sua attività di ricerca e sviluppo in quanto a risorse è di diversi ordini di grandezza più grande rispetto a quelli di marchi fotografici storici come Canon, Nikon, Olympus ecc… e in un mondo in cui l’elettronica fa la differenza tra uno scatto bello dal punto di vista qualitativo o scarso non è poco.

Ovviamente la foto dipende dal fotografo, questo è indiscutibile, ma è altrettanto ovvio che oggi la macchina fotografica svolge un ruolo fondamentale per quanto riguarda la buona resa del file e per questo oltre a fare foto tecnicamente corrette ormai siamo anche dipendenti dallo strumento usato per eseguirle in quanto a resa finale.

Samsung ha dalla sua un parco ottiche limitato ma con ottimi fissi e discreti zoom e quindi non andrebbe scartata a priori se ci si affacciasse privi di un corredo al mondo mirrorless, diversamente si sa che le ottiche alla fine ti legano ad un sistema anche per tutta la vita visti i loro costi.

La NX 300 ha anche un nuovo schermo più grande rispetto alle precedenti e dalla buona risoluzione ed è stata migliorata l’impugnatura seguendo i suggerimenti degli utenti.

Manca il mirino, cosa che potrebbe far storcere il naso ma per chi proviene dal mondo delle compatte questa mancanza non darà fastidio a mio avviso e sono presenti le funzioni WiFi per poter condividere al volo gli scatti con tablet o smartphone per elaborarli praticamente in tempo reale.

Lo stile del corpo macchina a me piace molto, segue la filosofia retrò portata avanti anche da altre case ma senza esasperarla e riuscendo a ritagliarsi un suo perché ed una sua anima in un segmento che sembra ormai puntare o su copie delle proprie glorie del passato o sul futurismo estremo.

La NX 300 è anche la prima macchina al mondo che con una sola lente darà la possibilità di fotografare in modo classico o in 3D, funzione non essenziale ma interessante soprattutto per gli amanti delle nuove tecnologie che provvisti di appositi televisori potranno filmare la famiglia in tre dimensioni.

Per i difetti bisogna aspettare una prova su strada, ci saranno sicuramente come è inevitabile che sia ma a mio parere questa macchina per Samsung rappresenta finalmente la maturità in campo mirrorless da cui partire per erodere fette di mercato ai concorrenti e spero di avere la possibilità di testarla sul campo per valutarla al meglio.