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giovedì 6 ottobre 2016

Recensione-Review moltiplicatore di Zuiko ec-20

Il campo dei moltiplicatori di immagine è uno di quelli in cui i fotografi trovano sempre terreno su cui scontrarsi.

Da un lato si ha infatti la possibilità di aumentare la lunghezza focale degli obietti, soprattutto i tele e i macro ma dall'altro si deve sottostare alle regole fisiche e si ha una caduta di luminosità e spesso anche di qualità.

Olympus grazie al suo fattore di moltiplicazione 2x legato al sensore parte già avvantaggiato rispetto agli altri sistemi per quanto riguarda la costruzione dei teleobiettivi e per fortuna anche nel campo dei moltiplicatori di immagine preserva un certo vantaggio. Tempo fa parlai del moltiplicatore ec-14 che ha un fattore di moltiplicazione 1.4x mentre oggi vorrei parlare del fratello maggiore, l'ec-20 che ha un fattore di moltiplicazione 2x.

Se l'ec-14 era un punto di riferimento grazie all'esigua perdita di luminosità che si fermava a 1 stop l'ec-20 arriva a 2, cosa che potrebbe rivelarsi un problema se abbinato a lenti già buie di loro o se si scattasse in condizioni di luce non ottimali.

Io lo utilizzo abbinato allo Zuiko 50mm f2 che viene trasformato in un 200mm equivalente f4 e allo Zuiko 50-200 swd che diventa un 200-800mm equivalente f3.6-7.

Con il 50mm è uno spettacolo fare i ritratti ed anche le macro, f4 rimane un'apertura dignitosa soprattutto rapportato alla lunghezza focale equivalente che si raggiunge.

Con lo zoom bisogna invece stare attenti a lavorare con buona luce, a 800mm equivalenti f7 è comunque una buona apertura ma si inizia a dover salire con gli iso per avere tempi di scatto bassi se si fa fotografia naturalistica.

I risultati comunque sono molto validi perché il moltiplicatore ec-20 ha lenti di prima scelta e permette di minimizzare la perdita di qualità e nitidezza che, comunque, si può recuperare in post produzione.

Sicuramente non è un moltiplicatore per tutti, si deve aver bene presente l'uso che se ne farà e ancora prima le lenti cui si vorrà abbinarlo. Ho letto recensioni pessime e poi, guardando i vetri a cui lo attaccavano capivo il perché. Non si può infatti pensare di usarlo con le ottiche standard dei vari kit, sarebbero veramente talmente buie da diventare ingestibili, soprattutto su corpi diversi dalla e-5 che almeno regge bene valori iso elevati.

Sto ancora raccogliendo scatti che poi utilizzerò per completare questa mia recensione ma posso dire di essere molto soddisfatto.

Qualcuno potrebbe obbiettare che oggi, con un sistema morto come il vecchio 4\3 è inutile una recensione di questo tipo ma per me è vero il contrario. Oggi si trova parecchio materiale usato in vendita a prezzi competitivi e se si ha la fortuna che ho io di possedere l'ultima ammiraglia della serie 4\3 allora prendere in considerazione acquisti come quello di un moltiplicatore ad un buon prezzo può risultare vincente.

Il mio attuale "kit" conta un corpo e-5, gli Zuiko 12-60swd, 50-200swd, 25 f2.8, 50 f2 macro e 35 macro, tutte lenti valide che sfornano e sforneranno fino alla loro morte naturale delle belle immagini e come me ci sono ancora molti utenti fedeli al vecchio sistema per fortuna.



sabato 30 giugno 2012

Olympus E-M5 + EP-11 + battery grip + GS-4

In rete si fatica a trovare immagini della nuova micro4\3 con gli accessori montati così vi posto delle foto con il battery grip assieme all'oculare di serie, a quello maggiorato ed alla cinghia laterale. Le dimensioni tra la macchina pura e così accessoriata variano moltissimo e si passa da una quasi tascabile ad una simil reflex pur mantenendo pesi irrisori rispetto a quest'ultima. L'EP-11 è fondamentale per migliorare la lettura del mirino se si ha il sole di lato perchè con l'oculare di serie alle volte si creano dei fastidiosi riflessi.
Di sicuro la compattezza della E-M5 viene meno così accessoriata ma vi assicuro che usando lenti 4\3 adattate o anche il 14-150 l'ergonomia migliora se si hanno mani grandi come il sottoscritto.













La qualità delle foto è penosa...lo so...ma ho usato un cellulare e sono pure croppate e ridimensionate...

domenica 3 giugno 2012

Zuiko 14-150mm + Olympus E-M5

Una lente a mio giudizio sottovalutata nel mondo micro 4\3 è lo Zuiko 14-150, una lente versatile e che ritengo superiore in tutto al 12-50 presentato con la nuova omd. Questa lente non ha il barilotto in metallo, non è tropicalizzata ma risulta molto nitida su tutta la lunghezza focale e si attesta come luminosità a valori normali come 4-5,6, numeri migliori del 12-50.
Ecco alcuni scatti eseguiti con questa lente, tutti a mano libera e, grazie allo strepitoso stabilizzatore della em5, tutti fermi nonostante siano scattati a 300mm equivalenti e con soggetti qualche volta molto piccoli.



















giovedì 17 maggio 2012

Review Olympus OM-D E-m5 prima parte

Eccomi qua con la nuova Olympus E-m5 finalmente arrivata tra le mie mani, alla fine mi sono deciso per la versione nera perché mi ricorda maggiormente la E-5 e mi ha dato un’aria più professionale rispetto alla silver ma sono gusti personali ovviamente, non è il colore che conta ma l’anima della macchina fotografica.
In questa prima review voglio parlare delle mie primissime impressioni, della presa di contatto e mi riservo di approfondire vari argomenti in varie recensioni che farò per analizzare singoli punti che possono essere d’interesse comune.
Una cosa che mi preme far notare e che non avevo letto nelle varie recensioni della macchina fotografica è che la stessa emette un leggero ronzio, percettibile chiaramente quando ci si trova in una stanza senza rumori e si inquadra nel mirino. Ho fatto delle ricerche e chiesto ad altri possessori della e-m5 e risulta comune a tutti gli esemplari ma ci sono solo ipotesi sul cosa lo generi, lo stabilizzatore no perché spegnendolo il ronzio permane, io non saprei a cosa attribuirlo, sembra quasi una micro ventolina di raffreddamento il cui rumore si attenua se si fanno filmati. Sia chiaro che non pregiudica in alcun modo la funzionalità della macchina ma magari un nuovo acquirente potrebbe allarmarsi mentre è tutto nella norma.
Iniziamo dal corpo macchina, piccolo, molto piccolo ma non scomodo da usare, io ho le mani grandi, porto la taglia 12 come guanti per rendere l’idea ma la impugno bene e montando il battery grip o anche solo la parte di esso che fa anche da impugnatura l’ergonomia migliora ulteriormente. Il magnesio usato come materiale è sempre il top, dona una sensazione di solidità estrema tipica delle ammiraglie Olympus e questa om-d è l’attuale ammiraglia della casa nel settore micro 4\3. nella parte superiore della macchina trovano spazio ben 3 ghiere, una per la selezione dei programmi di ripresa sul lato sinistro del corpo e due sul lato destro configurabili a piacere dall’utente nelle funzioni che andranno a comandare. Sempre sulla parte superiore ci sono anche due tasti di scelta rapida sempre configurabili a piacere.
Passando alla parte posteriore del corpo abbiamo il bellissimo monitor touch da 3 pollici basculante, molto nitido (è un amoled) e dai colori brillanti, però devo ancora verificare se sono veritieri o troppo vividi rispetto al file generato. Le funzioni attivabili tramite tocco dello schermo sono molteplici, si va dallo scattare la foto selezionando il punto di messa a fuoco all’ingrandire la foto in fase di revisione, da notare che si può anche disabilitare la funzione touch dello schermo se non si è amanti del genere.
Sempre nella parte posteriore troviamo la piccola leva di accensione nel tipico stile della serie E, il tasto menu, quello per le informazioni, il cestino e le quattro frecce per spostarsi nei menu con il tasto OK al centro, le frecce sono configurabili a piacimento per quanto riguarda le impostazioni rapide che possono azionare in fase di scatto.
Nella parte posteriore in alto troviamo due tasti, uno per la visione delle foto ed uno configurabile a piacere.
A livello di accessi diretti e configurabili direi che siamo a posto, sono molti e ben disposti, forse un po’ piccoli per dita grosse ma la miniaturizzazione ha seguito quella del corpo ed era prevedibile.
Veniamo al mirino, pezzo forte di questa macchina fotografica, io non sono un amante dei mirini elettronici provenendo dalle reflex analogiche ed avendo sempre usato reflex digitali con mirino ottico di generose dimensioni ma devo dire che questo che monta la e-m5 è di buon livello, nitido e senza sfarfallii e con la copertura al 100%, il passaggio tra schermo e mirino avviene o in modo automatico attraverso un sensore di prossimità oppure si può scegliere si fare tutto manualmente tramite un tasto dedicato posto a lato del mirino, io ho optato per questa soluzione per avere un sensore in meno che consuma comunque corrente.
Un appunto lo devo fare alla Olympus, ad una macchina da 800 euro che vuole essere anche la punta di diamante della casa non si può abbinare una tracolla così misera, è una caduta di stile e di immagine anche se mi rendo conto che oggi le case puntano a vendere in un secondo momento gli optional che un tempo davano di serie e che facevano la differenza.
Nella confezione troviamo un manuale di partenza risicato che spiega solo come accendere la macchina, un dvd con il manuale vero in pdf ed il programma per la gestione della macchina oltre al carica batteria ed il flash esterno, per chi sceglie la versione con il 12-50 ci sarà la brutta sorpresa di non trovare il paraluce, altra caduta di stile rispetto al passato, si sono allineati alla concorrenza nel male purtroppo.
Per me la lente che dovrebbe essere montata sulla e-m5 nel 90% dei casi è il 14-150mm, duttile e valida per le uscite senza pensieri e in cui la riduzione di pesi ed ingombri è importante, al limite in tasca il 9-18 per i paesaggi e a casa il 12-50 da usare solo se il meteo promette pioggia o se si andrà a fotografare in un ambiente ostile con acqua e polvere essendo l’unico tropicalizzato.
Altro suggerimento è l’acquisto immediato del battery grip, costa 250 euro ma è molto utile sia per la sola impugnatura sia per il raddoppio della durata degli scatti disponibili.
Ovviamente io suggerisco l’acquisto di tutti i fissi Zuiko, sono di ottima qualità, sono leggeri e ben si sposano con questo corpo mentre gli zoom li vedo bene per le gite e per le uscite con poche velleità artistiche.
Nelle prossime recensioni vedrò di analizzare menu e scatti ma per questi ultimi ci vuole tempo e lasciare che l’entusiasmo per il nuovo arrivo non vada a influire sul giudizio.