sabato 22 febbraio 2014

Test ISO Olympus OMD E-M1

Oggi vi posto il mio test per valutare la bontà del sensore della Olympus OMD E-M1 sotto il profilo della gestione del rumore.
I settaggi sono stati i seguenti:
-IS off
-lente 75mm 1.8 a F4
-messa a fuoco manuale
-esposizione media ponderata al centro
-modo normal
-variato il settaggio della riduzione rumore tra OFF-STANDARD-ALTO
 A voi le foto e relativi crop per una vostra valutazione.

RIDUZIONE RUMORE SPENTA

ISO 100




ISO 100 CROP



ISO 200 



ISO 200 CROP




ISO 400



ISO 400 CROP



ISO 800



ISO 800 CROP



ISO 1600



ISO 1600 CROP



ISO 3200



ISO 3200 CROP



ISO 6400



ISO 6400 CROP



ISO 12800



ISO 12800 CROP



ISO 25600



ISO 25600 CROP




RIDUZIONE RUMORE STANDARD 


ISO 100



ISO 100 CROP



ISO 200



ISO 200 CROP



ISO 400



ISO 400 CROP



ISO 800



ISO 800 CROP



ISO 1600



ISO 1600 CROP



ISO 3200



ISO 3200 CROP



ISO 6400



ISO 6400 CROP



ISO 12800



ISO 12800 CROP



ISO 25600



ISO 25600 CROP





FILTRO RUMORE ALTO



ISO 100



ISO 100 CROP




ISO 200



ISO 200 CROP



ISO 400



ISO 400 CROP



ISO 800




ISO 800 CROP




ISO 1600 



ISO 1600 CROP



ISO 3200



ISO 3200 CROP



ISO 6400




ISO 6400 CROP



ISO 12800



ISO 12800 CROP



ISO 25600



ISO 25600 CROP





















mercoledì 19 febbraio 2014

Regole e tecniche in fotografia

Qualche hanno fa ho accompagnato la mia fidanzata ad un corso base di fotografia perché voleva crearsi le basi tecniche per iniziare e sperava che attraverso un corso le sarebbe stato più facile acquisire le nozioni base ma non ci voleva andare da sola.

La cosa che mi ha lasciato perplesso è stata da subito la mancanza di esperienza, le persone che tenevano il corso le conoscevo da tempo ( non sapevo fossero loro gli insegnanti ) ed avevano iniziato a fotografare solo un paio di anni prima. Ok, non è fondamentale il tempo ma la capacità e l’impegno ma si sa, in qualunque lavoro l’esperienza conta, specialmente se si vuole salire in cattedra.

Per farla breve la mia fidanzata, che comunque un paio di libri se li era letti, alla terza lezione ha deciso di lasciare il corso per evidenti errori del docente e presunzione dello stesso anche messo davanti all’evidenza dei suoi sbagli.

Io non sono un sostenitore di questi corsi, a prescindere da chi li tiene, per me la fotografia è istintiva e deve seguire la mente di chi scatta mentre i corsi cercano di ingabbiare il tutto dentro tecniche prestabilite e regole ferree.

Per me è una cosa inconcepibile.

Il tutto alla fine si risolve nella predisposizione che uno ha o meno nello scegliere l’inquadratura e nell’esprimere qualcosa con lo scatto e queste cose esulano dalla tecnica o dalle regole che si possono apprendere.

A mio avviso un corso base di fotografia dovrebbe trattare di pura e semplice meccanica-elettronica, sapere cos’è un diaframma, a cosa serve, cos’è un sensore e come funziona, conoscere i tipi di lenti che compongono un obiettivo per poter in futuro sceglierne uno di qualità. Il resto è esperienza sul campo e basta.

Parlare di regola aurea, di regola dei terzi e cose del genere a chi di fotografia non sa nulla è assurdo, se uno è portato quando guarda nel mirino queste cose gli vengono naturali perché si tratta semplicemente di riuscire a fare una composizione armoniosa. Se invece non è portato potrà seguire tutte le regole del mondo ma la foto non trasmetterà nulla.

Per fare un paragone è come prendere un quadro e rimanerne affascinati, poi prendere una di quelle tele con il disegno già fatto cui basta aggiungere i colori, mettendo a fianco le due opere, per quanto uguali, il tratto istintivo dell’originale risalterà rispetto a quello per quanto bello ma semplicemente preimpostato.

Diversamente dai corsi credo che siano importanti i workshop fotografici dove dividendo le spese si possono noleggiare sale e pagare delle modelle per potersi esercitare nei ritratti ad esempio oppure le uscite fotografiche a tema dove poi ci si confronta mettendo sul tavolo le foto e cercando di aiutarsi a perfezionare il proprio stile.

Un’altra buona palestra sono le esposizioni collettive, non finalizzate a vincere un premio ma a mettersi in gioco per sentire le critiche che le persone comuni possono fare alle nostre opere. Spesso viviamo nel nostro piccolo villaggio digitale fatto di parenti e amici che ci fanno i complimenti ma che magari non conoscono nulla di fotografia e comunque sono condizionati dai fattori affettivi e non vogliono deluderci. Un estraneo è più sincero e schietto e può sbatterci in faccia delle verità anche amare davanti alle quali non bisogna nascondersi dicendo che è lui a non aver compreso lo scatto ma ci deve stimolare perché ciò che volevamo trasmettere evidentemente non è arrivato.

Le regole nella fotografia digitale lasciano il tempo che trovano grazie alla post produzione, uno scatto nato male può diventare stupendo con il giusto crop e la giusta scelta cromatica effettuata al pc, cosa che con la pellicola era impossibile.

Oggi ritengo che più che un corso di fotografia le persone avrebbero bisogno di fare corsi di educazione fotografica e di legislazione in materia. Vedo sempre più spesso persone girare con cannoni e rubare momenti intimi altrui spacciandole per foto street. Ma quando mai, nessuno dovrebbe violare la vita altrui senza permesso, dovrebbe avere la buona creanza di chiedere alle persone se può scattare la foto e rispettare un eventuale diniego. Le foto ai bambini altrui poi le detesto, girare per i parchi e poi esibire bimbi nei forum è da maniaci e da pervertiti ( oltre ad essere illegale ) ma molti credono che sia la normalità e che anzi sia permesso farlo.

Evidentemente ai tanti corsi di fotografia nessuno insegna rispetto e educazione civica che oggi, più che mai, andrebbero inculcati ai troppi sedicenti fotografi.

 

martedì 18 febbraio 2014

Quale sensore scegliere? Quale corpo? Ogni esigenza ha la propria soluzione.

In fotografia tutto è relativo e molto soggettivo ma una cosa è abbastanza certa, la scelta di un corredo dovrebbe seguire le necessità del fotografo.

Ora, il marketing in questi anni ha convinto la maggior parte delle persone che per fare belle foto bisogna avere un corpo macchina reflex e che con esso tutto sarà rose e fiori.

La realtà è ben diversa, non esiste una soluzione univoca e non sempre il corpo più costoso, il sensore più grande e l’ottica più luminosa si rileva la soluzione migliore.

Cerchiamo di analizzare le diverse situazioni fotografiche che possono interessare una persona.

 

PAESAGGISTICA

Questo genere di fotografia richiede la possibilità di usare grandangoli, diciamo almeno 18mm equivalenti senza entrare nei fish eye, abbiamo bisogno di un sensore che più che mirare ai MegaPixel miri alla buona copertura dinamica e che restituisca colori quanto più reali possibile. La profondità di campo in questo genere fotografico è importante, risulta infatti cruciale poter mettere a fuoco tutto il paesaggio e non perdere qualità ai bordi dell’immagine quindi un sensore piccolo è avvantaggiato rispetto ad uno grande perché permette di avere una elevata profondità di campo a parità di luminosità rispetto ai sensori più grandi.

 

RITRATTISTICA

Le fotografia ritrattistiche sono molto specializzate, c’è bisogno di una buona risoluzione per cogliere i dettagli fini, di lenti luminose per avere un buon sfocato e di un sensore di medie-grandi dimensioni per massimizzare questo aspetto.

Con macchine fotografiche dotate di sensori piccoli si può barare e usare il tele per ottenere un buon sfocato, diciamo 300mm equivalenti ma si avrà lo svantaggio di fotografare da lontano e le lenti di questo tipo a massima lunghezza focale di solito sono morbide.

Importante nei ritratti è scattare in raw e quindi scegliere una macchina con tale opzione per poter poi intervenire a fondo sullo scatto.

La full frame è il paradiso per i ritratti? Bè dipende, con un sensore formato 35mm e una lente luminosa si rischia di mettere a fuoco le pupille e fuori fuoco la fronte, cosa che io odio e che porta comunque a chiudere il diaframma per avere un risultato decente.

 

FOTO A SOGGETTI IN MOVIMENTO

Qua vale la velocità e precisione di messa a fuoco, il sensore è importante ma lo è di più l’algoritmo che regola il tracking del soggetto, meglio puntare su macchine fotografiche che eccellono in questo campo come le Canon che da sempre primeggiano nell’inseguimento del soggetto ( reflex di fascia medio alta ovviamente ). Questo tipo di investimento vale per chi vuole fare foto sportive, a bambini che giocano o animali, tutti soggetti inclini a stare poco fermi.

 

CERIMONIE

Qua conta il binomio sensore-lenti, ci vuole qualcosa che regga bene almeno a 3200 ISO senza perdita di qualità e lenti luminose, chiese, locali ed eventi al chiuso solitamente necessitano di attrezzatura di buon livello ed eventualmente di un flash di supporto dove possibile utilizzarlo senza dare fastidio. Lasciate perdere compatte, bridge, o reflex con ottiche kit poco luminose, andreste a rompere le scatole con fleshetti vari e avreste miseri risultati, meglio godersi le cerimonie a quel punto e lasciare fare a chi può ottenere buoni risultati.

 

SOCIAL NETWORK-WEB

Questo è il terreno di compatte e cellulari, c’è poco da discutere, se siete appassionati del web e avete una vita social in internet e volete condividere il vostro mondo in modo rapido un buon cellulare è la scelta migliore. I Nokia in questo campo sono al momento i migliori, a seguire gli altri con risultati dignitosi fino a quando si parla di visualizzazione a schermo. Se amate condividere la vostra vita o non andate oltra la visualizzazione su uno schermo la scelta giusta è un buon smartphone che, con i tanti validi programmi di ritocco vi darà gioie immense.

 

CORPI MACCHINA

Qua si va molto sul soggettivo, io sostengo da sempre che per fare buone foto bisogna che la macchina e relativo software calzi come un guanto, se vi dovete sforzare, se i tasti non vi sono congeniali o se i menù non rispecchiano la vostra logica mentale cambiate corpo e corredo perché dovreste sforzarvi a lavorare con un attrezzo sbagliato. Per molti un corpo vale l’altro, sono i fotografi della domenica, quelli che non cambiano lenti e vivono sereni ma le cui esigenze sono limitate ma se della fotografia si vuole fare un passatempo serio anche senza essere un professionista allora anche il sentire la macchina come un prolungamento della mano-occhio è fondamentale.

 

Sensore Panasonic nella Olympus E-M1

Una notizia che mi ha sorpreso è stata l’apprendere che la E-M1 non monta il sensore Sony della E-M5 ma uno nuovo di zecca prodotto da Panasonic.

Tutti, io compreso, avevamo dato per scontato che l’alleanza finanziaria tra Olympus e Sony avrebbe avuto come immediata conseguenza l’adozione dei sensori Sony per le future macchine fotografiche e così fu con la E-M5 della quale si decantarono proprio i miglioramenti nel comparto sensore rispetto ai precedenti prodotti da Panasonic.

Oggi si apprende, grazie a siti specializzati nello smontaggio e nello studio delle componentistiche hardware delle macchine fotografiche, che il sensore scelto da Olympus per la E-M1 è prodotto da Panasonic.

Questa notizia è ottima perché dimostra che nonostante i capitali versati da Sony nelle casse di Olympus quest’ultima ha ancora il potere decisionale per scegliere le varie parti che costituiscono i propri prodotti. Va sottolineato anche il balzo in avanti di Panasonic visto che tutti hanno decantato le doti del sensore della E-M1 sia in termini di IQ che di tenuta agli alti ISO.

Forse l’aver perso un partner come Olympus, importante per le vendite, ha messo il pepe al culo di Panasonic oppure Panasonic ha sempre avuto anche proposte di fascia alta come sensori ma Olympus preferiva qualcosa di più economico, non ci è dato saperlo.

Per noi comuni mortali e semplici utilizzatori finali l’unica dato importante è vedere la buona resa finale e l’ottima velocità di messa a fuoco, il resto sono solo nomi sulla carta dei fornitori.

mercoledì 12 febbraio 2014

Nuovi M.Zuiko PRO annunciati da Olympus

In casa Olympus non stanno certamente dormendo sugli allori dopo i successi degli ultimi corpi macchina ed i riconoscimenti per l’eccellenza delle lenti in catalogo e tramite il sito Olympus internazionale si apprende la presentazione di due nuove lenti.

Le lenti in questione appartengono alla categoria PRO, quindi luminose, tropicalizzate e pensate per uso professionale e sono:

-          M.ZUIKO ED 7-14mm f2.8 Pro

-          M.ZUIKO ED 300MM f4 Pro

 

Queste lenti vedranno la luce nel 2015 e andranno a sommarsi al M.ZUIKO 40-150 f2.8 Pro in arrivo questa estate fornendo di fatto assieme alla E-M1 una scelta completa e professionale per i fotografi più esigenti.

Io sono entusiasta per questa scaletta, un parco ottiche di tale pregio nel mondo digitale non è facile trovarla ed anche se i costi saranno alti esse rappresenteranno quanto di meglio si possa volere a mio avviso pur mantenendo la compattezza come punto di riferimento rispetto alle concorrenti aps-c e full frame.

Alla fine del 2015 un professionista potrà contare sul seguente parco ottiche di altissimo livello, luminose e tropicalizzate:

-7-14mm f2.8

-12-40mm f2.8

-40-150mm f2.8

-300mm f4

Oltre a questi zoom d’eccellenza non vanno scordati i fissi:

-17mm f1.8

-25mm f1.8

-45mm f1.8

-75mm f1.8

Lenti di tale qualità, luminosità e nitidezza non possono lasciare indifferente il fotografo esigente o il professionista che ha bisogno in primis di ottiche di alto rango.

Finalmente il micro 4:3 sta creando un ambiente idoneo per accogliere i fotografi pro anche se a me rimane il grande rimpianto per il fatto che anche per il 4:3 standard le lenti di tale pregio erano presenti in catalogo ma furono snobbate dai professionisti a causa di sensori non all’altezza della concorrenza.

Peccato, una E-7 con il corpo della E-1, il sensore e il processore della E-M1 abbinata alle lenti top pro sarebbe stato il massimo raggiungibile da una reflex anche se mi rendo conto che tenere due sistemi e relative linee produttive sarebbe risultato impossibile per una piccola realtà come Olympus divisione foto.

giovedì 30 gennaio 2014

Olympus Stylus 1, recensione-review

Per anni ho affiancato al corredo reflex le compatte, molte delle quali ultra zoom, perché ero affascinato dall’idea di avere sempre con me una macchina compatta ma versatile ma purtroppo la qualità finale era sempre appena accettabile.

Oggi finalmente sembra che i miei desideri siano stati esauditi e dopo un paio di settimane assieme alla Olympus Stylus 1 posso tranquillamente affermare che tra le compatte ultra zoom di meglio non si trova a meno di non puntare sulla Sony che costa anche il doppio però.

 

ERGONOMIA

 

Buona, non dico ottima perché ho le mani grandi e trovo solo la E-M1 ottima, la Stylus è un buon compromesso anche in virtù del fatto che pesa poco e quindi non serve avere un grip particolarmente pronunciato per avere una presa sicura. La macchina si tiene bene e si usa come una reflex grazie all’ottimo mirino elettronico ereditato dalla E-M5 sul quale trova posto anche un piccolo flash a scomparsa.

I pulsanti sono posti in modo diverso rispetto alla serie OMD anche per motivi di spazio ma sono intuitivi senza contare che la ghiera multi funzione ereditata dalla serie XZ rende le impostazioni molto rapide da selezionare.

Le dimensioni della fotocamera sono tali che da spenta si ripone tranquillamente nella tasca del giubbotto oppure attaccata alla cintura in una fondina rendendola molto appetibile per chi vuole avere sempre dietro una macchina fotografica di qualità senza eccessivi pesi.

 

OTTICA

 

La punta di diamante di questa Stylus 1 è senza dubbio la lente Zuiko 10.7X f 2.8 costante che monta, una lente di qualità straordinaria frutto della grande esperienza Zuiko.

In tutte le ultra zoom da me provate negli anni la cosa peggiore era vedere come la resa subisse drastici cali tra minima e massima distanza focale cosa che con la Stylus 1 non avviene e di fatto si ha una resa costante dai 28 ai 300 mm equivalenti soprattutto in termini di nitidezza.

La lente ha il grande pregio di scomparire nel corpo una volta chiusa rendendo gli ingombri praticamente nulli e a sua protezione troviamo un tappo a petalo che si apre e chiude automaticamente, cosa molto comoda rispetto a quello adottato sulla serie XZ che invece si doveva mettere e togliere ogni volta con il pericolo di perderlo.

Una cosa che mi ha affascinato è lo sfocato che si riesce a raggiungere con questa macchina, frutto dello zoom spinto e della luminosità certo ma anche della qualità dell’ottica. Scattando a 300 mm a f2.8 si ottiene un effetto sfocato burroso che si ritrova nelle reflex abbinate a lenti di alta qualità rendendo di fatto possibile eseguire ottimi ritratti isolando il soggetto anche con un sensore di ridotte dimensioni (rispetto alle reflex) ma comunque più grande di quelli che si trovano solitamente nelle ultra zoom.

Altra cosa che mi ha impressionato positivamente è lo stabilizzatore che lavora sulla lente e che permette a 300mm di8 scattare a 1\30” a mano libera, dato soggettivo ovviamente ma buon indicatore sulla qualità dello stabilizzatore stesso.

 

SENSORE

 

12Mp sono più che adeguati per una macchina del genere e trovano un ottimo connubio con la tecnologia BSI e il processore di 6° generazione di casa Olympus. La resa a bassi ISO è ottima, ci si può spingere fino a 800 ISO senza problemi di rumore, oltre diventa percettibile ma gradevole fino a 1600, soglia massima a mio avviso prima di perdere i dettagli fini.

Ad un amatore serve di più?

Non credo, anzi, spesso le persone neanche stampano le foto o le fanno stampare al centro commerciale in 10x15 quindi 12Mp non solo bastano ma avanzano per il 99% delle persone.

 

WIFI

 

Ormai la sinergia tra smartphone e macchine fotografiche è totale ed essenziale e la presenza del wifi nella Stylus 1 rende tutta la filiera lavorativa molto snella, si scatta, si trasferisce tutto sul telefono o tablet, si elabora e si carica on line. Oltre a ciò il controllo remoto della fotocamera tramite cellulare è per me fantastico, lo uso spesso con la E-M1 ed anche con la Stylus 1 e credo che oggi giorno tale possibilità rappresenti un fattore molto importante per chi vive il mondo digitale a 360°, meno utile per chi invece passa al pc per lavorare le foto.

 

BATTERIA

 

Ecco, un punto di svolta rispetto alla serie OMD che vede il tallone di Achille nel numero di scatti risiede proprio nella batteria che nella Stylus 1 permette tranquillamente tra i 600 ed i 700 scatti prima di scaricarsi, ottimo risultato dovuto probabilmente al fatto che il sensore più piccolo assorbe meno corrente oltre al fatto che lo stabilizzatore sull’ottica consuma meno di quello a 5 assi della serie OMD posto sul sensore.

 

PREZZO

 

Quasi 700 euro, la si trova anche a meno volendo, sono troppi?

No, se si vuole una macchina tutto fare di alta qualità come secondo corpo o come corpo unico la spesa è giustificata. Non si può volere una lente di questa qualità, un ottimo mirino elettronico, uno schermo basculante ad alta risoluzione e un corpo ben assemblato per pochi soldi, ci sono molte alternative più economiche tra le ultra zoom ma si perde molto in termini di qualità finale, cosa fotograficamente fondamentale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 29 gennaio 2014

Olympus E-M5 new firmware 2.0

Per i possessori della Olympus E-M5 oggi c'è una buona notizia, è uscito il firmware 2.0 che porta in dote la possibilità di scattare a 100 iso e il punto dimessa a fuoco piccolo come sulla E-M1. Due cose richieste da parecchi forum e ascoltate da mamma oly.

Evitare di dare consigli

Un mio collega si comperato una Nikon entry level dopo mesi passati a torturarmi chiedendomi sempre le stesse cose tipo cosa sono gli iso, l’equivalenza, la grandezza del sensore ecc…

Una cosa mi è apparsa subito chiara dopo l’acquisto, se non spendevo tanto tempo a parlare e a spiegare era uguale.

Già perché questo collega alla fine non ha fatto una scelta ponderata, legata a fattori quali il futuro reale utilizzo della macchina, il tipo di fotografia che gli piace fare o altro ma semplicemente ha trovato una offerta volantino in una catena di elettronica e ci si è fiondato sopra.

Ora, il prezzo era realmente interessante per la macchina e due ottiche ma l’acquisto non doveva essere dettato dal costo ed infatti è insoddisfatto. Ovviamente la colpa è della fotocamera a suo dire.

La super offerta comprendeva una Nikon 5100, il plasticotto 18-35 ed un Tamron 40-200 o qualcosa di simile come lunghezza focale con un valore di diaframma infimo. Va da se che il prezzo rispecchiava semplicemente il valore del lotto con uno sconto proporzionato al fatto che si tratta di una grande catena di distribuzione che non ha mai regalato e mai regalerà la qualità.

Da tutto questo ho tratto diversi insegnamenti:

-      Non sprecare tanto tempo a ripetere le stesse cose, chi ascolta vuole solo sentirsi dire che ha ragione

-      Non sprecare tempo portando foto di esempio, dando link ecc…perché tanto il tutto non verrà minimamente visionato

-      Non dare consigli a uno che lavora con te perché poi ti arruolerà come tutor a vita

-      Non cercare di far capire che si è preso una fregatura, davanti allo sconto gli acquirenti diventano ciechi

-      Non far vedere le proprie foto ai colleghi, poi trovi sempre quello che vuole farla uguale e non si capacita del perché non gli riesca

-      Iniziare ad informarsi sul mondo del calcio, argomento sempre utile per sviare le conversazioni ed evitare domande

-      Smettere di essere disponibile

Ecco, credo che nel male alla fine il fatto di aver tratto degli insegnamenti sia un fatto positivo, c’è sempre da imparare nella vita.

 

Presentata la nuova Olympus E-M10 e alcune lenti, un paio di riflessioni

Oggi è stata presentata ufficialmente la nuova entry level del segmento OMD, la E-M10.

Personalmente credo che Olympus stia commettendo nuovamente gli stessi errori che in un recente passato l’avevano portata sull’orlo del fallimento creando una marea di corpi macchina con poche differenze sostanziali e mettendo in tal modo in confusione un possibile acquirente.

Non molto tempo fa lodavo il fatto che Olympus avesse iniziato a razionalizzare la filiera, pochi modelli, ben fatti, ben supportati a livello di aggiornamenti e dalla vita media di almeno 1 anno senza nuove presentazioni, il metodo Apple in sostanza.

Oggi mi sconforta vedere che a poca distanza dalla E-M1, con ancora in catalogo la E-M5, si sia voluto proporre un ulteriore corpo dedicato a chi vuole mettere piede nella famiglia OMD.

La E-M10 è una E-M5 zoppa, in plastica, con lo stabilizzatore a 3 assi e priva di rotelle dedicate alle scelte rapide ma vanta lo stesso processore di immagine della E-M1ed ha il flash incorporato come la Stylus 1. Troppa confusione, troppe fusioni e mutilazioni su un corpo macchina a mio avviso.

Secondo me se Olympus vuole creare profitti deve razionalizzare le proposte, ha in catalogo la Stylus 1, ottima compatta premium che soddisfa gli amatori, la E-M5 che si propone come mirrorless base per chi vuole un buon compromesso e ottiche intercambiabili e la E-M1 per chi ha il palato fino e pretende il massimo. Tre macchine erano sufficienti e andavano al limite aggiornate con cadenza annuale lasciando alle Pen il compito di strizzare gli occhi al resto della platea.

Invece Olympus ripropone modelli di marketing degli anni ’90-2000 secondo cui solo massimizzando la disponibilità di prodotti si può fare cassa. Balle, lo dimostrano i fallimenti di marchi come Acer, HP e Nokia che hanno creato baratri economici nei loro conti seguendo questa vecchia logica e che non a caso oggi puntano alla razionalizzazione dell’offerta.

Nota positiva della giornata viene dalla presentazione della nuova lente 25mm f1.8 ( 50mm equivalente ), un’ottica interessante per tutti gli utilizzi, luminosa e dal prezzo onesto, dovrebbe attestarsi sui 399 euro e se darà gli stessi risultati qualitativi del 45mm sarà una lente che non potrà mancare nello zaino fotografico.

Anche 9mm f8 ( 18mm equivalenti ) potrebbe essere una scelta accattivante per scatti particolari, prezzo attorno ai 100 euro.

Da utente Olympus devo dire che mi aspettavo di meglio, magari un corpo macchina in meno di cui non si sarebbe sentita la mancanza ed una lente in più tipo un fish eye vero ad un prezzo non troppo esoso.

 

lunedì 6 gennaio 2014

Olympus Stylus 1 review by Robin Wong

Il buon Robin ha recensito la nuova Stylus 1 e le foto parlano chiaro e dicono che è fantastica.
In molti hanno creduto che le foto che aveva postato qualche giorno fa provenissero da una super macchima con super lente ed invece...una super compatta!
A voi il link, buona lettura  http://robinwong.blogspot.com/2014/01/olympus-stylus-1-review.html?m=1

giovedì 2 gennaio 2014

Attendibilità dpreview, giornali e siti del settore.

Dpreview mi sta stupendo ultimamente, per anni ha bersagliato i prodotti Olympus definendoli non all’altezza dei rivali e ponendoli sempre in croce per l’alto rumore ad iso elevati mentre ora giudica la em5 e la em1 come le migliori macchine nella propria fascia di utilizzo tra le mirrorless.
Ora, che Olympus soffrisse agli alti iso era vero ma molti, me compreso, reputavano questo aspetto secondario visti i molti altri vantaggi offerti dal sistema.
Oggi dpreview ha cambiato rotta ponendo in risalto la migliore gestione degli iso dovuta ai nuovi sensori e ai nuovi processori.
Ovviamente sono felice che Olympus finalmente sieda sul trono che le compete anche perché in molti reputano dpreview la bibbia on line e pendono dalle sue labbra per un acquisto ma non mi piace la politica adottata. Un sito specializzato in fotografia e prodotti fotografici non dovrebbe bocciare e sconsigliare per anni dei prodotti valutandone solo un aspetto e rendendolo predominante rispetto a molti altri.
Non ho idea di quante volte nei forum di fotografia mi sono sentito dire che il 4\3 era un sistema perdente per via del rumore e giù a mettere i copia incolla di dpreview per avvallare tali tesi. Alla fine mi ero stancato di rispondere ai teorici e avevo iniziato a postare foto, chiedendo alle menti illuminate di stamparle e poi tornare a parlare di qualità d’immagine.
Una cosa che ho notato però è come il giudizio di quel sito sia cambiato nel momento in cui sono apparse le pubblicità della serie Pen sul sito.
Qualcuno penserà che penso male ma alla fine chi morde la mano del padrone che paga il cibo?
I miglioramenti di Olympus ci sono stati e sono indubbi, quello che appare strano e toglie credibilità a dpreview è il fatto che il cambio di rotta sul giudizio di un intero sistema sia avvenuto con l’arrivo di quel sistema tra gli inserzionisti.
Purtroppo non è un problema solo di dpreview, è la normalità nel mondo dell’editoria in cui articoli e pezzi vengono confezionati se non per adulare gli inserzionasti quanto meno per non parlarne male.
Di sicuro altre case sono state più astute e lungimiranti andando a sponsorizzare i siti di recensione più seguiti sul web con le pubblicità assicurandosi un occhio di riguardo nelle valutazioni finali. Ricordo i tempi della canon 400d, nel 2006, osannata per l’ottima gestione degli iso da siti e riviste, furono quelli gli anni in cui si iniziava a vedere materiale serio e alla portata di tutti nel mondo reflex digitale e furono quelli gli anni in cui i marchi costruirono la propria fortuna.
Purtroppo Olympus ed il marketing non seppero sfruttare la rete e le testate giornalistiche a suo tempo, puntarono sul sistema e sul prodotto convinti che bastasse a persuadere la massa ma non funziona così purtroppo ed in più il passaggio da pellicola a sensore rese difficoltosa la scelta del sistema anche ai professionisti che si affidarono alle recensioni per scegliere dove investire.
Personalmente ho sempre diffidato dei commenti e dei giudizi finali sia delle riviste del settore che dei siti on line, l’idea me la faccio da solo andando a scaricare le immagini da Flickr, leggendo i blog ed i forum per tastare le sensazioni di chi una macchina la usa veramente ogni giorno.
Bisogna dire addio ai siti specializzati?

No, non serve arrivare a tanto, basta capire le dinamiche che li muovono e filtrare le informazioni che danno con senso critico e soprattutto basandosi sulle proprie esperienze personali.