giovedì 24 luglio 2014

Zuiko Micro 75mm 1.8 + Olympus EM1

Posto alcune foto di una delle migliori lenti da ritratto non solo in casa Olympus ma del mercato fotografico in generale. La lente è compatta, pesa il giusto e costa quanto vale anche se qualcuno si è lamentato del suo costo eccessivo probabilmente non ha idea dei prezzi delle lenti da ritratto di qualità anche per gli altri sistemi.
Le foto sono fatte con un cellulare e la qualità non è il massimo, chiedo scusa, il paraluce non è originale...mi spiace ma non darò mai 80 euro per un paraluce...








mercoledì 23 luglio 2014

Review - Recensione Olympus EM1 + Zuiko 50-200 SWD

Dopo un bel pò di tempo rieccomi qua con un test interessante nato dalla necessità d'avere un tele zoom tropicalizzato dalla lunghezza focale decente ( il 35-100 Panasonic è corto per i miei gusti).
L'accoppiata è nata perchè il 40-150 2.8 non arriverà prima del 2015 ma sinceramente a questo punto non so se lo acquisterò viste le performance del 50-200 SWD sulla EM1.
Inizio parlando delle dimensioni, sicuramente la lente è importante ma aggiungendo il battery grip alla EM1 il tutto si bilancia bene e soprattutto alla fine si sostiene il peso complessivo tenendo lo zoom più che la macchina.
La velocità operativa con l'ultimo aggiornamento del corpo, il numero 1.4 è molto buona, e personalmente non ho notato tentennamenti o colpi a vuoto anche se io non fotografo uccelli in movimento o cose del genere.
Ho trovato molto interessante anche l'uso del moltiplicatore digitale 2X della EM1, non si tratta di un crop vero e proprio in quanto la foto risulta avere sempre 16Mp, comunque sia il risultato non è malvagio come mostrerò in foto.
Inizio con delle foto che come sempre parlano da sole, tutte sono eseguite a mano libera, le prime in casa e poi all'aperto ma con cielo nuvoloso e devo dire che lo stabilizzatore lavora egregiamente.

INTERNO A 50MM



INTERNO A 200MM



400MM GRAZIE AL MOLTIPLICATORE DIGITALE 2X




50MM




200MM




400MM CON MOLTIPLICATORE 2X DIGITALE



50MM




200MM



400MM CON MOLTIPLICATORE 2X DIGITALE




Tutti gli scatti sono a mano libera con iso auto, esposizione media al centro e stabilizzatore attivo. Velocità e nitidezza ottimi a mio avviso, certo, viene un pò persa la filosofia della compattezza ma chi se ne frega, un tele di qualità è sempre grande. 
A breve mi arriverà il moltiplicatore EC14 per allungare ulteriormente la focale senza perdita di luminosità.
Mi sento di consigliare caldamente questa accoppiata 50-200 swd + EM1, il costo usato di questo zoom sta sui 500 euro ma è un 2.8-3.5 tropicalizzato e dalla resa ottima a tutte le focali e si mangia a colazione gli zoom micro in circolazione più bui, plasticosi e non tropicalizzati. L'unica alternativa è il Pana 35-100 ma dopo averlo avuto posso dire che è dannatamente corto anche se di ottima fattura-dimensioni.
Per me è una lente promossa a pieno, appena riuscirò farò altri scatti, soprattutto quando arriverà il moltiplicatore.

Aggiorno con delle foto dell'accoppiata ed una del mio zaino fotografico composto da em1, 12-40mm, 50-200swd, 75 1.8 e 50 f2 macro







Le dimensioni non tascabili ovviamente si avvicinano a quelle che avevo con la e5 a suo tempo assieme al 50-200swd ma con una qualità dell'immagine nettamente superiore e un peso comunque più contenuto che sommati all'ottimo stabilizzatore della EM1 a mio avviso vengono ampiamente ripagate.

mercoledì 7 maggio 2014

Problema micro mosso su Olympus OMD EM1 dovuto all'otturatore

Personalmente non ho riscontrato il problema ma leggendo vari forum stranieri pare che in molti abbiano avuto problemi di micro mosso con la EM1 nelle foto a tempi di scatto tra 1\250 e 1\180 causato dallo stesso otturatore che andrebbe a generare un movimento non compensabile a causa della leggerezza del corpo macchina. Proprio per venire in contro a questo problema, quindi riconosciuto da Olympus dopo i vari feed ricevuti, con l’aggiornamento 1.3 del firmware  è stata introdotta una voce nuova nel menù per quanto riguarda il l’anti vibrazione.

Prima dell’aggiornamento nella sezione scatto con apertura preventiva dell’otturatore il tempo minimo tra apertura della tendina e movimento otturatore era di 1\8 si secondo ed era utile per evitare micro mosso su treppiede. Oggi c’è anche la voce 0 secondi che abilita l’otturatore elettronico al posto di quello meccanico evitando così il movimento fisico che causava appunto il micro mosso e quindi una perdita di nitidezza.

Molti suggeriscono di lasciare impostata tale opzione e di abilitarla tramite menù rapido , in pratica dopo aver settato il ritardo di 0 secondi nel menù basta che scegliamo la funzione scatto singolo affiancata dal diamantino nella scelta del tipo di scatto voluto.

In questo modo quando faremo la nostra foto si aprirà la tendina ma non avverrà il secondo scatto dovuto all’otturatore meccanico mentre entrerà in funzione quello elettronico originariamente non previsto ma in Olympus si sono inventati questa soluzione ingegnosa.

Io devo ancora sperimentare la cosa ma a detta di molti la nitidezza delle foto aumenta anche di molto a seconda di quanto la macchina soffrisse prima di questo micro mosso da otturatore meccanico.

Corso di fotografia : Introduzione

Questo mini corso non vuole essere la Bibbia e non vuole esaurire ogni singolo aspetto della fotografia ma piuttosto vuole essere una guida di rapida consultazione per chi è interessato alla fotografia e non vuole perdersi in mille discorsi spesso fini a se stessi.

 

Per prima cosa partiamo dalla parola fotografia, essa significa scrivere con la luce.

Scrivere con la luce, già questo dovrebbe servire per capire che pretendere di scattare a 250.000 ISO di notte è tutto tranne che fotografare.

Come tutte le arti visive la fotografia ha il compito di rappresentare una porzione di mondo in un determinato attimo, esso può essere un paesaggio, un ritratto, un reportage ma è e resta un’istantanea, un fermo immagine del film della vita.

A differenza di altre arti la fotografia può basarsi sia sullo studio dello scatto che sulla repentinità dello stesso perché alle volte si presenta una scena irripetibile e solo la prontezza del fotografo può sancirne il congelamento oppure no a prescindere dalla qualità della foto perché in certi casi un mosso, un sovra o sotto esposto sono ben perdonabili se l’evento fotografato è rilevante.

 

Io cercherò di essere semplice, chiaro e diretto nel trattare i tanti argomenti che riguardano il mondo fotografico restringendo il campo a quelli che ritengo fondamentali per chi si avvicina a questa forma d’arte e probabilmente dopo una prima stesura andrò ad ampliare o modificare i singoli capitoli.

 

Con la speranza che il mio piccolo lavoro possa piacere ed essere di qualche utilità iniziamo questo cammino assieme.

domenica 4 maggio 2014

Sfocato: lente VS software

Oggi giorno praticamente tutti i cellulari top di gamma permettono di sfocare l'immagine via software per ottenere effetti simili a quelli di una reflex.
Ho voluto fare una prova scattando una foto con il 45mm 1.8 su Olympus EM1 ed una con il Samsung S4 sfruttandone la possibilità di sfocare via software il soggetto. Ovviamente vale solo per soggetti statici e andrebbe fatto all'aperto per non avere rumore ma qua si vuole comparare lo sfocato e non la qualità dello scatto in se.
A voi le foto ed eventuali giudizi.

giovedì 1 maggio 2014

Grandezza sensori a confronto

Spesso che deve prendere una macchina fotografica non ha presente la differenza fisica dei sensori e si ferma a guardare i MegaPixel sulla scatola.
Di seguito potete vedere un sensore micro4\3 ed un sensore smontato da una compatta il quale a sua volta è circa il doppio rispetto a quello che potete trovare su un cellulare.
La fisica non perdona, tanto più piccolo è un sensore e tanto minore sarà la sua resa finale sopreattutto a parità di Mp.

venerdì 18 aprile 2014

Occhi di bambino

Quando qualcuno mi chiede un consiglio su come fotografare io rispondo sempre che prima di pensare alle regole, alla composizione e a tutto il resto deve imparare a guardare il mondo con gli occhi di un bambino.

Noi adulti siamo imbrigliati in mille vincoli, in mille regole e con il passare del tempo perdiamo quella capacità di stupirci propria dei bambini. Mio figlio ha 2 anni e quando guarda il mondo non vede ciò che vedo io, per me una coperta è qualcosa che serve per tenere caldo la notte, lui ci vede una tenda, se io guardo un castello ci vedo pietra e storia, lui fate ed elfi. Chi fotografa e vuole riuscire bene in questa particolare arte deve tornare a vedere il mondo con gli occhi di un bambino se vuole distinguersi, se vuole trasmettere qualcosa di diverso.

Tutti noi andando in giro vediamo le stesse cose ma se le fotografiamo otteniamo risultati diversi per tante ragioni, non ultima la capacità di cogliere ciò che altri non vedono e riuscire a trasmetterlo con lo scatto.

Tutto questo passa anche attraverso la post produzione in certi casi se sul campo non riusciamo a cogliere esattamente ciò che vogliamo magari lavorando sui colori troveremo una chiave espressiva adeguata.

Avere occhi di bambino vuole dire stupirsi, inventare, andare oltre la realtà cercandone un’altra alternativa e magari non ci basterà un singolo scatto per riuscire a dare forma all’idea ma servirà una sequenza che aiuterà anche gli altri a vedere le nostre stesse cose.

La fantasia in tutto questo gioca un ruolo fondamentale, da adulti la chiamiamo creatività ma sono la stessa cosa, sognare ad occhi aperti e trovare nella fotografia la via per rendere reali quei sogni è dura sia chiaro. Chi disegna o scrive ha il vantaggio di creare dal nulla una realtà, il fotografo deve basarsi sul mondo che lo circonda e questo vincolo è un macigno difficile da modellare.

Se ad esempio mi trovo su una scogliera con un cielo cupo ed il mare agitato e provo dentro di me una sensazione opprimente, quasi di disagio, non è detto che uno scatto basterà a far capire i miei stati d’animo a chi poi guarderà la foto. In questo caso un viraggio verso il drammatico, che enfatizzi gli stacchi chiaro-scuro  ed i colori potrà venirmi in aiuto. Al contrario se mi trovo in un prato fiorito e provo una sensazione di pace, di armonia con la natura che mi circonda e voglio trasmettere questa sensazione un leggero effetto velato potrebbe essere la soluzione.

Un bambino sogna quando guarda, vede nel mare una miriade di pirati, nei prati ci sono elfi e folletti e se lo lasci giocare li renderà parte del gioco come se fossero veri e presenti. Questo deve imparare a fare un fotografo se vuole fare belle fotografie e non è facile visto che la società ci insegna a essere razionali e a mettere da parte la nostra vena creativa.

 

mercoledì 9 aprile 2014

Setup Olympus E-M1 by biofos

In rete e precisamente sul sito www.biofos.com c’è un pdf scaricabile che va ad analizzare e descrivere molto bene praticamente tutti i menù e sotto menù della Olympus OMD E-M1 dando anche pareri sul come settarli.

Io ho trovato questo pdf molto interessante, se volete la traduzione in italiano basta che andiate sulla pagina www.biofos.com/mtf/omd_em1_settings.html e, se usate Chrome, facciate fare la traduzione in italiano della pagina.

Colore, bianco e nero, hdr o altro? Che scelta fare?

Parlando nei forum ho notato che spesso i fotografi si pongono in modo “talebano” sul tipo di fotografia che fanno, c’è chi difende a spada tratta il bianco e nero sostenendo che è la vera essenza della fotografia, chi il colore, chi l’hdr e, ultimamente, i filtri creativi messi a disposizione da quasi tutte le macchine.

Personalmente credo che assumere posizioni estremiste su questo argomento sia insensato.

Per come la vedo io non è la scena a doversi adattare alle preferenze del fotografo ma il contrario, deve essere cioè il fotografo a interpretare ogni singola foto e a scegliere come eseguirla.

La fotografia è emozione, è trasmissione di qualcosa di emotivo e non si può veicolare la giusta emozione se ci si arrocca in un’unica interpretazione della realtà.

Il bianco e nero o il colore sono scelte estreme ed hanno scopi diversi, trasmettono cose diverse. Un bel ritratto ad esempio restituisce emozioni diverse a seconda che sia sviluppato a colori o in bianco e nero così come un paesaggio fatto in hdr o con un tono drammatico è ben diverso da uno fatto con colori naturali.

Il fotografo deve porsi come interprete tra la realtà che vede attraverso il mirino e quello che vuole trasmettere a chi osserverà la foto scegliendo di volta in volta non solo cosa far vedere ma anche cosa far provare. Un aspetto spesso trascurato infatti è quello emozionale, ci si perde nella tecnica e nella pura e semplice bellezza e voglia di condividere ma ciò che rende unica una foto, ciò che la rende efficace o meno è il vocabolario scelto per descrive l’attimo.

Il problema è che la gente vuole imitare i grandi fotografi e spesso vuole fare proprie scelte di altri per poter citare qualcuno di famoso a sostegno delle proprie tesi. Il fatto è che un determinato scatto ha avuto successo perché era unico e irripetibile e cercare di raggiungere lo stesso risultato semplicemente ricalcandone le scelte cromatiche è assurdo.

Oggi la fotografia ci offre uno strumento chiamato RAW, il file grezzo, il negativo digitale da cui partire e poter fare ciò che si vuole, perché non sfruttarlo?

Non dico che si debba scattare in raw e poi al pc provare tutte le possibili interpretazioni dello scatto per azzeccare quella giusta, sia chiaro, dico solo che possiamo scattare in raw+jpg ed eventualmente correggere un errore di valutazione fatto in fase di scatto.

Se penso all’era analogica questa è una grande conquista, con la pellicola rischiavi già con la scelta della sensibilità del rullino, figuriamoci con la scelta tra colore o bianco e nero!

Quando guardo le grandi foto di guerra in bianco e nero ad esempio mi chiedo come sarebbero state a colori, se avrebbero trasmesso di più o se sarebbero state meno d’impatto e mi domando se anche chi le ha scattate si è posto a suo tempo lo stesso pensiero.

Il mio consiglio in questo tipo di scelta è di non essere integralisti, seguire l’istinto quando si osserva la scena e decidere sia con la testa che con il cuore e, soprattutto, avere ben presente cosa vogliamo trasmettere a chi domani guarderà la nostra foto.

 

mercoledì 2 aprile 2014

Applicazioni Android per foto

Tempo fa avevo iniziato a scrivere delle recensioni per quanto riguardava le applicazioni fotografiche per Android che a mio avviso sono utili e permettono di fare praticamente tutto ciò che ad una persona può servire senza passare per il pc.

Ovviamente parlando di applicazioni per fotografia le cose fondamentali sono l’aver un cellulare o tablet potente a livello di processore, almeno 2 giga di ram e volontà di spendere pochi euro per acquistarle.

L’applicazione che consiglio oggi si chiama Photo Editor, utilizzabile anche gratis con banner pubblicitari o a pagamento per toglierli.

Questa applicazione oltre a permettere un controllo totale su tutti  parametri dello scatto permette anche di inserire firme, utili ai fini della difesa della propria foto, permette il ridimensionamento del file per averne uno facilmente caricabile sul web dal tablet e cosa importante permette di salvare la foto modificata anche alla risoluzione nativa e massima qualità sulla scheda esterna.

Oltre a ciò esiste l’opzione Operazioni Multiple che semplifica la vita nel caso vogliate apportare modifiche standard a molte foto, ovviamente i tempi di attesa si allungheranno a seconda del peso dei files e della potenza dell’hardware a disposizione ma potrebbe risultare comoda a molti.

Non mancano ovviamente possibilità come le cornici e c’è anche la riduzione del rumore da usare con cautela perché appiattisce abbastanza i dettagli però. Abbiamo anche la funzione Clona in stile PhotoShop, Rotazione-Allinea per raddrizzare la foto, Ritaglio e controllo totale dei colori sia intesa come saturazione che come tonalità per singolo colore.

Personalmente utilizzo quasi sempre prima Snapseed, gratuita, per gestire i parametri base e poi passo a Photo Editor per aggiungere la firma e ridimensionare la foto per il web, già queste due applicazioni per Android sarebbero sufficienti a soddisfare il 90% dei fotografi a mio avviso, semplici, immediate e ideali per l’uso touch.

A breve parlerò anche di altre applicazioni, negli anni ne ho acquistate moltissime perché alle volte risultano utili anche solo per una singola specifica lavorazione, la cosa lunga e dispendiosa ma una volta presa la mano si fa tutto al volo e a livello economico si spendono forse 15 euro in tutto, prezzo più che onesto a mio modo di vedere.

Prova Zuiko Micro 40-150 RII con Olympus E-M1

Ieri finalmente sono riuscito a provare l’accoppiata Olympue E-M1 con lo Zuiko Micro 40-150mm RII, la seconda generazione quindi.

Devo dire che avevo parecchie riserve su questa lente, non molto luminosa e dal costo di 149 euro, costruita interamente in plastica e dal peso di pochi grammi.

L’occasione per testarlo è venuto per una visita allo Zoo di Lignano, luogo in cui ho scattato sempre a 150mm (300mm equivalenti) per via della distanza degli animali.

Devo ammettere che i risultati non sono stati malvagi come mi ero immaginato, la giornata non era di sole pieno ed il cielo velato regalava sì luce ma non sole pieno, peccato perché alla fine la lente si è dimostrata di buona qualità e se avesse avuto più luce a disposizione avrebbe regalato risultati ancora migliori.

Le foto che metto sono dei ritagli perché le ho caricate anche su Instagram e la risoluzione è bassina, purtroppo sono con il cellulare e non riesco a caricare quelle ad alta risoluzione quindi tenete conto della perdita di qualità dovuta alla compressione.

Non è un test scientifico ma può far capire le buone potenzialità del vetro soprattutto se usato in condizioni ottimali e ieri non erano tali.

Il mio giudizio è pienamente positivo, 149 euro non sono tanti ma permettono con estrema leggerezza di portarsi dietro questo piccolo obiettivo in attesa del 40-150 f2 pro che arriverà in estate.

Tenete conto che la maggior parte delle foto sono fatte a circa 50 metri dal soggetto, le scimmie anche più e che trattandosi di crop ridimensionati perdono molta nitidezza e dettagli per sfortuna.

lunedì 24 febbraio 2014