Due scatti al volo della omd con 45mm e 17mm dotati di paraluce, il 45mm essendo solo color argento l'ho modificato per renderlo meno appariscente.
Mi chiamo Thomas Lucchetti e vivo a Trieste, una piccola ma affascinante città italiana e la mia passione più grande è la fotografia. Ho iniziato quando per la comunione mi regalarono una compatta a pellicola della Kodak per poi passare alla reflex e, dal 2000 iniziai a usare attrezzatura digitale. Nel mio curriculum ho diverse esposizioni a Firenze e Trieste, ho eseguito diversi book fotografici per aspiranti modelle e immortalato matrimoni e battesimi.
sabato 30 marzo 2013
domenica 24 marzo 2013
OMD + 45mm 1.8 + lens hood
mercoledì 20 febbraio 2013
Filtri artistici Olympus E-M5 OMD
Di seguito vi allego una serie di scatti fatti con i diversi filtri a disposizione, per ognuno di essi comunque può essere scelta sia l'intensità che il fatto di applicare ulteriori filtri come cornici o effetti fish.
martedì 19 febbraio 2013
New firmware 1.6 per Olympus E-M5 OMD
martedì 12 febbraio 2013
Nuovi Sigma micro4\3
Sigma ha già in catalogo dei discreti fissi per il micro 4\3, un 19, un 30 ed ora un nuovo 60mm tutti f2.8. adesso la linea viene rinnovata migliorando la qualità costruttiva di queste lenti che si propongono come valida alternativa ai fissi proposti da Panasonic e Olympus e che personalmente mi sento di suggerire dopo averli provati.
In particolare sarà interessante il nuovo 60mm che sul micro4\3 diventa un 120mm f2,8 che si candida ad essere un’ottima lente da ritratto.
In America Sigma sta facendo una super offerta per finire le scorte dei 19 e 30mm di prima generazione con un prendi due paghi uno…se arrivasse anche in Europa una possibilità simile sarebbe veramente il caso di prenderli subito visto la più che buona qualità della prima serie di queste lenti fisse.
martedì 5 febbraio 2013
Allestire una mostra fotografica personale
Allestire una mostra fotografica non è mai semplice, ci vuole tempo, ci vuole fantasia, impegno e tanta voglia di mettersi in gioco.
La prima cosa da fare è scegliere cosa si vuole dire, può sembrare banale ma prima ancora di scegliere le foto e trovare la sala dove esporle bisogna avere in mente il messaggio che si vuole trasmettere. Molto spesso infatti le mostre personali finiscono per essere un insieme di scatti senza un filo conduttore scelti tra quelli che il fotografo ritiene essere migliori e questo può anche andare bene ma se manca un senso logico tra le foto chi le guarderà rischierà di perdersi.
Una volta scelto il messaggio che ci interessa trasmettere si deve fare la cernita delle foto, di solito si espongono una trentina di fotografie ma dipende dal luogo, dallo spazio a disposizione e dalla tematica scelta.
La sala è un altro punto importante, se si vuole avere pubblico bisogna puntare su luoghi di passaggio o già frequentati per altri motivi e in tal senso non mancano attività commerciali disposte ad ospitare le foto per fare arredo e dare la possibilità ai fotografi di farsi notare. Occhio però a ciò che si sceglie, se si vuole solo esporre degli scatti va bene anche un pub, se si vuole dare sostanza ad un discorso allora la scelta del luogo diventa fondamentale e si può andare dalla sala per mostre alla biblioteca o chiedere ospitalità presso qualche circolo o associazione culturale.
Altra cosa importante è far sapere che esponete e dove poter vedere le foto, i social network funzionano bene come canale divulgativo ma non bisogna tralasciare i volantini da lasciare nei locali pubblici o presso le associazioni e la locandina da apporre all’entrata della mostra che sarà poi il vostro biglietto da visita, non createla a caso quindi.
L’allestimento della mostra vera e propria va a vostro gusto, diciamo che l’ideale è presentare le foto in modo semplice su cartoncino nero o se le stampate direttamente su supporto tipo quadro ancora meglio ma evitate come la peste cornici a vista o cose simili, danno problemi di riflessi con le luci e sono brutte esteticamente, le persone che partecipano ad una mostra non vanno a toccare le foto quindi state tranquilli.
Attenzione alla scelta della finitura della carta in fase di stampa, per quanto il tipo lucido sembri migliore perché più appariscente è sempre consigliato il tipo opaco perché non crea riflessi e non avrete problemi di eventuali impronte poco estetiche se toccherete le foto con le mani in fase di allestimento.
È buona norma effettuare una inaugurazione della mostra in cui fare una presentazione di se stessi e delle foto, è un momento importante perché vi mette a contatto con coloro che avranno deciso di venire a vedere le vostre foto, non lesinate su un piccolo rinfresco con bibite e qualche tartina, la spesa sarà contenuta ma sicuramente apprezzata.
La durata della mostra di solito dovrebbe essere di almeno una decina di giorni e coprire due fine settimana interi ma in questo caso molto dipende dalla spesa da sostenere per la sala e dalla disponibilità tempiorale della stessa.
Ricordate di posizionare un banchetto all’entrata della mostra, vi dovranno essere dei volantini, dei biglietti da visita e un libro su cui far scrivere le impressioni ed i commenti a chi vi farà visita, e se possibile siate presenti in sala più tempo possibile per parlare con le persone perché lo scambio di idee, i suggerimenti e perché no le critiche sono sempre fattori di crescita per un fotografo o un artista in generale.
I costi…ci sono, solo la stampa delle foto ed il cartoncino nero possono portare via senza problemi oltre i 100 euro senza contare poi le spese per le locandine e la sala e quindi va meditato bene se vale la pena esporre o no ma io credo che se un fotografo ha un messaggio da poter dare e qualche scatto da poter condividere con gli altri allora può valere la pena mettere da parte il denaro ed allestire una propria mostra personale.
Non si diventerà famosi o ricchi ma se alla fine si avrà la percezione di essere riusciti a trasmettere ciò che si voleva allora la fatica e le spese saranno ampiamente ripagate dalle sensazioni che si vivranno.
Review Sony DSC-F828
Eccomi qua con
Come ho avuto modo di scrivere in precedenza questa macchina era nelle mie mire fin dalla sua presentazione ma all’epoca la concorrenza era molta in questo settore ed iniziavano ad uscire le prime reflex entry level a prezzi umani e così non la presi in favore di altre proposte anche se mi affascinava non poco. Oggi sono potute venire in possesso di un esemplare in perfette condizioni per un prezzo stracciato, tenendo conto che nel 2003 costava 1000 euro e che oggi l’ho portata a casa per meno di 100 per togliermi lo sfizio non posso lamentarmi.
La prima cosa che balza all’occhio è la lente, un Carl Zeiss serie T (quindi di fascia professionale) con luminosità f 2-2.8 spalmata su una escursione equivalente a 28-200mm, veramente non male quindi per la luminosità, altro discorso per la profondità di campo essendo il sensore di ridotte dimensioni ma si sa che è il prezzo da pagare nelle bridge.
La seconda cosa che salta all’occhio è il fatto che la lente è basculante rispetto al corpo e questa caratteristica, assieme alle sorelle della serie F la rendeva unica e particolare. Vi dico subito che oggi come 10 anni fa reputo questa scelta perfetta per una bridge rispetto al monitor snodabile perché poter ruotare il corpo rispetto alla lente permette di avere sempre la migliore ergonomia in fase di scatto per quanto riguarda la presa.
Altra particolarità di questa F828 era ed è il fatto di poter scattare foto in pieno buio grazie all’IL, in pratica è come avere un visore notturno e questo ci permette di scattare senza flash e senza alcune luce ambiente, utile per fare foto particolari.
Altra nota di rilievo era e rimane la il laser che assiste la messa a fuoco, in pratica per migliorare la precisione della messa a fuoco con poca luce invece di usare un led o una serie di lampi pre scatto
Il mirino è di tipo elettronico e se per l’epoca era di ottima fattura oggi non regge il confronto con i mirini elettronici cui siamo abituati, è usabile ma di scarsa qualità seppur a colori e riporta tutte le informazioni in fase di scatto.
Lo schermo è in linea con gli schermi del tempo, piccolo, poco risoluto ma ben leggibile anche al sole.
Ottima la disposizione dei comandi, tutto a portata di dito una volta fatta l’abitudine.
Il menù e ridotto all’osso, 10 anni fa non c’erano migliaia di voci selezionabili, tutto semplice e veloce e soprattutto pochi parametri modificabili, cosa positiva da un lato ma limitante se si è abituati ad usare tutti i menù e sottomenù odierni.
Il corpo macchina è in lega di magnesio, altra cosa che la distingueva all’epoca, le altre erano in plastica e si sentiva, questa F828 trasmette solidità e garantisce la durata nel tempo.
Il sensore era ed è particolare perché usa una matrice a 4 colori invece dei soliti 3 e questo gli permette di restituire non solo colori naturali ma anche molto ricchi di sfumature.
Per finire troviamo anche un piccolo schermo nella parte superiore che può essere illuminato e che riporta i dati di scatto come sulle reflex.
Le note dolenti non mancano ovviamente, la prima lacuna che mi viene in mente è la mancanza di un sistema di stabilizzazione, un vero peccato, fosse stata una stabilizzazione ottica o sul sensore poco importa ma avrebbe migliorato molto l’usabilità con poca luce visto il livello di rumore generato dal piccolo sensore da 8Mp.
La batteria come tradizione Sony è ottima e garantisce una buona durata, siamo sui 500 scatti e per quanto riguarda la memoria abbiamo a disposizione un doppio slot, uno per le memory stick di Sony ed uno per le CF decisamente più economiche.
Altra pecca la lentezza se si scatta in formato raw o tiff, si devono macinare i secondi in attesa della scrittura del file…meglio andare di jpeg.
Io la trovo una macchina estremamente attuale e utilizzabile conoscendone i limiti, il meglio di se lo da di giorno senza salire con gli ISO che fino a 100 (si parte da 64) sono pulitissimi, a 200 il rumore si nota e 400-800 possono risultare critici ma comunque la grana a mio avviso non è male perché facilmente lavorabile al pc e che comunque ricorda la grana della vecchia pellicola.
Vi metto gli scatti eseguiti alle diverse sensibilità con i ritagli.
ISO 64
ISO 64 CROP
ISO 100
ISO 100 CROP
ISO 200
ISO 200 CROP
ISO 400
ISO 400 CROP
ISO 800
ISO 800 CROP
A mio avviso se sono aggiornasse questo corpo con un’ottica stabilizzata ed un sensore moderno sempre da 8Mp avrebbe dalla sua parte la migliore bridge sul mercato ma si sa che gli aggiornamenti sono mal visti e si punta su novità eclatanti ma spesso inutili.
sabato 2 febbraio 2013
Modelle e Olympus
Alcuni scatti eseguiti in occasione di workshop con modelle con liberatorie per uso non commerciale degli scatti.
giovedì 31 gennaio 2013
M.Zuiko 75-300mm II f4.8-6.7
Dopo l’annuncio di Tamron e del suo 14-150 per il micro4\3 oggi è la volta di Olympus che ha deciso di aggiornare il suo super tele obiettivo che equivale ad un 150-600mm nel formato 35mm, una lunghezza focale notevole anche se al costo di una luminosità non eccelsa e sfruttabile solo in ottime condizioni di luce.
La nuova versione porta in dote il nuovo motore MSC silenzioso e veloce ed il nuovo trattamento ZERO delle lenti che dovrebbe apportare benefici sulle aberrazioni cromatiche.
Il prezzo in America sarà di 549 dollari, in Italia a mio avviso lo si troverà attorno ai 650 euro, forse qualcosa meno su ebay.
A mio giudizio è una lente che può benissimo restare in negozio a meno che non siate cacciatori di passerotti da fotografare a mezzogiorno a ferragosto perché onestamente una focale così spinta su una lente buia rende l’usabilità al limite del decente.
Tamron 14-150 per micro 4\3
Finalmente Tamron ha deciso di mettersi a produrre ottiche anche per il sistema micro 4\3 e la sua prima creatura sarà, un tutto fare 14-150mm f 3.5-5.8.
Io non sono amante di queste lenti ma hanno il grosso vantaggio di essere pratiche e se la qualità sarà almeno pari allo Zuiko 14-150 potrebbe rivelarsi un must have per i possessori di Panasonic o Olympus visto che il prezzo dovrebbe essere inferiore a quello delle analoghe proposte delle case ufficiali.
Da notare che avrà due colorazioni, argento o nero per adattarsi ai colori dei corpi macchina e che il barilotto sarà in metallo, ottimo per la durata nel tempo.
La lente avrà anche lo stabilizzatore incorporato che potrà essere disattivato in modo da lavorare perfettamente su corpi Panasonic o Olympus, attendiamo la data di presentazione ed il prezzo.
mercoledì 30 gennaio 2013
Corpo macchina grande equivale a professionista
Di una cosa mi sono reso conto, le persone identificano un fotografo come professionista basandosi unicamente alla grandezza dell’attrezzatura che usa.
La cosa ha anche un senso se ci si mette nei panni di un profano che reputa il bestione migliore della bestiolina, il problema è che anche molti fotografi si sentono psicologicamente castrati ad utilizzare corpi e lenti piccoli e leggeri seppur migliori di tanti bisonti.
Quando partecipo ad una sessione fotografica di gruppo è bello osservare la reverenza mistica che le persone provano davanti ad un corpo full frame e relative ottiche di grosso calibro e la superficialità, quasi la tenerezza, con cui guardano il corpo macchina e le lenti che utilizzo io.
Ancora più interessante è notare poi, quando ci si confronta sugli scatti, sentire frasi del tipo:” ah però, non credevo!, “ma guarda Olympus…” e cose così e notare come qualcosa nella loro mente sia vacillato messi davanti all’evidenza dei fatti che la qualità non deve per forza essere retaggio di corpi macchina ed ottiche grandi.
Io ho notato la differenza nel porsi con me quando fotografo alle manifestazioni pubbliche che hanno le persone da quando sono passato dalla E-5 e relative ottiche pro alla E-M5 con le sue ottiche minuscole, le persone prima mi fermavano, mi interrogavano, mi facevano i complimenti per l’attrezzatura mentre ora passo del tutto inosservato. Sia chiaro che la cosa mi piace, il mio carattere mi porta ad essere abbastanza schivo e non riesco a trovarmi a mio agio se qualcuno si mette a fissare quello che faccio e con
Forse noi fotografi ci siamo lasciati abbindolare un po’ troppo dal marketing delle grandi aziende perché bisogna rendersi conto che l’elettronica di una Canon 5D Mark III potrebbe tranquillamente essere riposta in un corpo come quello della E-M5, cosa cambierebbe se succedesse tenendo presente solo il risultato finale e cioè la foto?
Nulla ovviamente ma il fattore psicologico d’avere un corpo possente tra le mani genera anche sicurezza in chi lo maneggia e questo chi studia marketing lo sa, hanno fatto la stessa cosa con i SUV per cui se uno si prende una Panda si sente un uomo incompleto rispetto a chi si prende una 4x4 che userà solo per andare a fare la spesa ma sentendosi un dio nel farlo.
Io per primo alle volte rischio il baratro della possenza quando in un centro commercial eimpugno una full frame o se ripenso alle sensazioni che mi dava la E-5 con su il 50-200 e magari anche il battery grip, poi però ripenso alla mia schiena, al fatto che andavo in giro con un borsone del peso di 6 chile a pieno regime e che oggi vivo felice con meno di un chilo al collo.
Olympus OMD E-m5 migliore fotocamera del 2012 secondo Dpreview
Dpreview è storicamente un sito di riferimento nel panorama fotografico digitale per le recensioni che fa e le conclusione che trae, siano esse del tutto veritiere o di parte come spesso è accaduto.
Personalmente mi sono stupito della classifica stilata che vede al primo posto
Una volta tanto si assiste a qualcosa di straordinario visto che Olympus non è sicuramente il marchio con maggior numero di seguaci sul forum del sito e neanche uno di quei marchi che spende soldoni in pubblicità sullo stesso quindi mi viene da dire che se è stata valutata come la migliore macchina del 2012 forse forse ha realmente e inequivocabilmente doti ottime che le vengono giustamente riconosciute.
Io onestamente mi sarei aspettato di vedere a suo tempo anche la E-5 sul podio per le peculiarità che possiede ma non era ancora il tempo di aprire le menti probabilmente e guardare oltre i soliti noti, un vero peccato perché un sito come Dpreview è in grado di far cambiare le sorti in termini di vendite di una macchina e penso che se invece di perdere tanto tempo dietro al rumore digitale si fosse concentrato più su altri fattori come qualità del file, delle lenti, dei corpi ecc allora avrebbe potuto valutare meglio e più serenamente anche i prodotti Olympus usciti prima della E-m5.
lunedì 28 gennaio 2013
Gariz half case Olympus OMD E-M5
Alla fine, dopo un pò che ci pensavo, ho acquistato anche per la omd la custodia in pelle della Gariz con cui mi ero trovato benissimo sulla epl3.
La custodia è di ottima fattura ed in pelle di qualità e le cuciture rosse si sposano con la tracolla in mio possesso.
La peculiarità di questa custodia sta nel fatto che lascia libero l'accesso al vano batteria, cosa che l' impugnatura supplementare non fa e l'avere l'attacco per le tracolle "rapide" sul fondo in metallo.
Vi lascio le foto,il prezzo è di 80 euro su ebay.
Foto fatte con il cellulare...chiedo scusa per la qualità.
sabato 26 gennaio 2013
Sony F828 il passato ritorna
Era il 2003 quando Sony presentò la sua ammiraglia, la bridge F828 che succedeva alla mitica F717, 10 anni fa dunque, un'enormità tecnologicamente parlando. All'epoca io avevo sia una Panasonic FZ30 che una reflex Nikon d70 e quella Sony mi aveva conquistato per le sue forme avveniristiche e per alcune soluzioni tecniche all'avanguardia e per certi versi mai eguagliate ma il suo prezzo pari a 1000 euro era esagerato.
Oggi, a distanza di 10 anni sono venuto in possesso di questa macchinetta conoscendone perfettamente i pregi ed i difetti (non pochi) ma l'acquisto è stato il frutto di lunghe riflessioni e mirato a determinati ambiti di utilizzo.
La F828 fu la prima bridge ad arrivare alla soglia degli 8Mp su un sensore CCD a 4 colori all'avanguardia ma di dimensioni ridotte, cosa che causava un eccessivo rumore già a 200 ISO, numeri che oggi sembrano assurdi essendoci abituati a file puliti fino a 3200 ISO ma all'epoca per le bridge superare indenni i 200 ISO era un sogno.
La lente è la punta di diamante di questa lente, un 28-200 equivalente f2-2.8 che assieme al corpo basculante rende questa macchina unica e inimitabile per ergonomia e libertà di utilizzo.
Perchè ho scelto questa macchina?
Perchè fa foto al buio grazie alla visione notturna, perchè il sensore CCD a 4 colori restituiva ottimi colori, perchè l'autofocus era preciso anche al buio grazie al reticolo laser usato per illuminare i soggetti e perchè sono un sentimentale e adoro queste macchine che hanno fatto comunque la storia della fotografia digitale.
A breve una review e qualche scatto di prova, ha senso a 10 anni dalla sua presentazione? Perchè no...ormai si trova a prezzi stracciati e potrebbe stuzzicare qualche altro palato.
venerdì 25 gennaio 2013
Luminosità della lente, velocità dell'otturatore e filtri ND
Un problema che potreste dover affrontare se non possedete una macchina fotografica professionale può essere causato dalla seguente concomitanza di fattori:
- lente molto luminosa
- luce ambiente forte
- velocità dell’otturatore non eccelsa
Mettiamo caso che dobbiate fare una serie di ritratti ad una persona in una giornata soleggiata ( lo so, non è la condizione ideale…) e che vogliate sfoggiare la vostra lente luminosa, magari un f1.8 per poter esaltare lo sfocato del ritratto ma che il vostro corpo macchina arrivi al massimo a 1\4000 di secondo come velocità dell’otturatore ( la maggior parte), che risultate otterreste?
Ovviamente dipende dalla circostanza ma nel peggiore dei casi vi ritrovereste a non poter scattare perché la macchina non riuscirebbe a bilanciare la troppa luce con la velocità dell’otturatore oppure potreste ritrovarvi la sagoma dell’otturatore stesso nella foto.
In questi frangenti o si possiede un corpo professionale che arriva a 1\8000 di secondo di velocità e potrebbe ancora non bastare oppure si ricorre ad un filtro ND o a densità neutra.
Cos’è e come funziona?
Questo tipo di filtro ha il compito di agire su tutte le lunghezze d’onda della luce riuscendo così a preservare i colori senza andare a modificarli e nel fare questo abbassa la quantità di luce che arriva al sensore. Ne esistono di molte gradazioni a seconda della densità che crescendo riduce progressivamente la quantità di luce che fa passare.
Con un filtro ND sulla nostra lente avremo la possibilità di mantenere il nostro diaframma aperto e quindi anche l’effetto sfocato che desideriamo abbassando però i tempi di posa necessari, in pratica, volendo semplificare al massimo, otteniamo lo stesso effetto sui tempi che avremmo andando a chiudere il diaframma senza modificare però la profondità di campo.
Sono essenziali questi filtri? Io onestamente li ho usati solo in un paio di occasioni e quindi posso dire che si vive tranquillamente anche senza se si sanno le condizioni di luce ideali per fare le foto, se invece si va un po’ all’avventura o si crede che capiteranno foto occasionali particolari averne un paio nella borsa da usare al momento potrebbe risultare una scelta azzeccata.
Tenete conto che oltre ad essere usati con lenti luminose i filtri ND possono servire anche ad esempio nelle lunghe esposizioni come può essere uno scatto fatto ad un fiume con tempi lunghi per trasmettere il senso di movimento dell’acqua in cui per non bruciare la foto è necessario ridurre la quantità di luce in relazione ai tempi di posa.
mercoledì 23 gennaio 2013
Valore di una foto
Mi è capitato di partecipare a mostre e di vendere mie fotografie e la cosa che mi ha sempre messo ansia era la definizione del prezzo.
Io non sono bravo in queste cose, a vendere il mio tempo fotografico intendo e spesso mi ritrovo a regalare servizi e scatti alle persone perchè non riesco a percepire la fotografia, lo scatto, come un qualcosa di monetizzabile.
Ovviamente ci sono volte in cui si deve fissare un prezzo come durante le esposizioni il cui fine è anche la vendita dell'opera e allora si scopre quanto può valere la tua "arte".
Il prezzo massimo cui sono riuscito a vendere una mia foto in una galleria d'arte a Firenze è stato 450 euro, si trattava di una foto fatta a Venezia durante un carnevale, elaborata al pc e stampata su tela con il risultato finale che si avvicinava molto ad un quadro. Il prezzo era stato fissato a 450 euro perchè la sola stampa mi era costata 90 euro, poi si dovevano aggiungere le spese di esposizione tra invio dell'opera e quota di partecipazione alla rassegna che in tutto ammontavano a 100 euro e quindi in realtà il mio guadagno era stato di 250 euro una volta tolte le spese.
Per foto normali invece la tariffa che riesco ad ottenere è di circa 100 euro per formati A3 a colori e 150 per i bianchi e neri su foto fatte su commissione per lo più. Io nel proporre un prezzo calcolo le spese di cui devo rientrare come la stampa e poi valuto sul momento le ore spese per fare le foto.
Per servizi lunghi come matrimoni ad esempio o per fare book fotografici ad aspiranti modelle il prezzo varia a seconda del tempo richiesto, alle volte si riesce a fare tutto velocemente, altre volte bisogna spendere parecchio tempo per trovare la giusta locazione e luce, dipende sia dal soggetto che dalle giornate se si lavora all'aperto mentre in casa è più semplice ma meno di impatto a mio avviso.
Io trovo grande difficoltà a pormi con parenti e amici perchè mi è molto difficile chiedere di essere pagato da un lato e vedo che dall'altra parte le foto che faccio non vengono percepite come qualcosa di valore. Questa è una cosa strana ma credo anche diffusa, chi mi conosce apprezza le mie foto ma non percepisce il fatto che possano portare un ricavo mentre magari chi entra in una mostra e vede i miei scatti è disposto a pagare per averli e allora mi chiedo se le foto abbiano un loro valore o se tutto dipende da come si presenta la confezione.
A tal proprosito e con questo chiudo il post, mi viene in mente un esperimento condotto tempo fa in America in cui uno dei più grandi violinisti, pagato fior fior di soldi ad ogni esibizione, venne messo nella metro a suonare come un barbone per vedere se la sua arte gli avrebbe fruttato più di quello che raccimolava un normale senza tetto.
Il risultato fu che nessuno gli diede bada e guadagnò come l'ultimo degli stonati.
A cosa si deve il successo allora?
venerdì 18 gennaio 2013
Manico o mezzo fotografico?
Su Facebook ho letto la seguente frase :” Una sera andai a cena da una conoscente, per caso avevo dietro alcune mie fotografie, le feci vedere e lei esclamò che erano stupende e che sicuramente erano state fatte con una buonissima macchina fotografica. Al momento d’andare via nel salutare le dissi che la cena era stata ottima e le feci i complimenti per la padella che aveva usato che sicuramente era di tipo professionale”.
Di suo è una frase semplice ma ha un significato amaro perché rappresenta la percezione della fotografia che la maggior parte delle persone ha e che si è spostata dalla bravura del fotografo al mezzo usato per lo scatto.
È abbastanza triste constatare come sia caduta in basso la reputazione del fotografo, da professionista e alle volte anche artista è stato ridotto ad operaio (senza offesa per gli operai) che usa uno strumento e che a lui affida il risultato finale.
Io sono cresciuto con la convinzione che a fare la differenza è l’occhio, non la macchina fotografica usata e nell’era della pellicola effettivamente funzionava così perché la pellicola non permetteva errori o imbrogli che invece con il digitale sono alla portata di tutti.
Oggi si dice tranquillamente che se fai uno scatto sbagliato è un errore, se ne fai 100 diventa una mostra personale ed è vero, foto discutibili vengono spacciate per artistiche solo per coprire l’incompetenza del fotografo.
Proprio in questi giorni di neve il giornale locale ha caricato nella sua versione online una foto emblematica, una stazione ferroviaria sotto il manto nevoso, scatto anche bello da vedere se a farlo fosse stato uno qualunque con un cellulare ma invece la foto era di un sedicente professionista ed i commenti erano tutti una lusinga ed un sussegguirsi di frasi che lodavano la bravura ed il fatto che si vedeva che era opera di attrezzatura seria. Ora…la prima cosa che a me è saltata agli occhi è stata il bilanciamento del bianco sbagliato con la neve color azzurrino, tipico errore da neofita che lascia il bilanciamento del bianco su automatico con la neve…e sarebbe lo scatto di un sedicente professionista? E ancor più grave tutti a lodarlo invece di fargli notare l’errore?
Credo che tutto si riassuma con l’aumentare dell’ignoranza fotografica che ha portato con se il digitale e la perdita di importanza che aveva un tempo il fotografo.
Forse sono io troppo pignolo, ma credo che nel mometno in cui una persona si fregia del titolo di professionista, in qualsiasi campo, a fare la differenza deve essere in primo luogo il suo sapere ed il suo modo di operare soprattutto in campi come quello fotografico dove per essere un professionista basta aprire partita IVA e farsi pagare per lavori spesso mediocri.
martedì 15 gennaio 2013
Panasonic TZ-40 e Olympus SH-50
Al CES 2013 Panasonic e Olympus hanno presentato quelle che dovrebbero rappresentare le rispettive ammiraglie nel segmento delle compatte ultra zoom, rispettivamente la TZ-40 e la SH-50.
La Panasonic ha alle spalle tutta la saga delle TZ, io avevo a suo tempo sia la TZ-20 che la TZ-30, discrete macchine se paragonate alla media delle compatte con il plus di un obiettivo ultra zoom in un corpo estremamente compatto. La Olympus porta in dote alla sua SH-50 sia lo stile delle Pen che lo stabilizzatore a 5 assi della OMD, fatto questo che la rende unica nel panorama delle compatte e che comporta un grosso vantaggio per quanto riguarda la riprese video potendo compensare ogni tipo di oscillazione provocata da chi effettua la ripresa.
I sensori sono ormai standard in questo segmento con risoluzioni esagerate a mio avviso, superare i 10Mp nel settore delle compatte vuole dire solamente seguire il marketing sacrificando la qualità finale delle foto ma si sa che molti si sentono castrati se sulla scatola non ci sono i numerosi scritti a lettere cubitali.
Risoluzione a parte queste due compatte a mio avviso rappresentano quanto di meglio si possa acquistare se si è alla ricerca di zoom molto spinti ma racchiusi in corpi molto compatti anche se saranno da attendere le prove sul campo per dare un giudizio in merito alla qualità dei file prodotti che si spera rappresentino anche il fattore chiave nella scelta dell’acquisto.
La Panasonic porterà in dote anche
La Olympus avrà la compatibilità con le schede di memoria FlashAir che hanno di loro
Entrambe le macchina hanno la pecca di avere delle lenti buie che partiranno da f3,5 , il compromesso è necessario per poterne contenere le dimensioni in virtù degli zoom 20X che portano in dote ma questo le renderà meno versatili in caso di luce non ottimale obbligando a salire con gli ISO a sfavore della qualità finale degli scatti.
Personalmente da ex possessore di una Panasonic FZ-
mercoledì 9 gennaio 2013
Samsung NX 300
Di recente Samsung ha presentato la sua nuova mirrorless NX 300, evoluzione della NX 200 da cui eredita parte dello stile, la risoluzione ma ne amplifica le doti grazie al nuovo sistema di messa a fuoco ibrido e al nuovo processore di immagine. Proprio il nuovo sistema di messa a fuoco che sta prendendo piede nelle mirrorless è la cosa che più dovrebbe interessare perché va a combinare la messa a fuoco a contrasto tipica delle compatte con quella a differenza di fase delle reflex che risulta molto più veloce.
Molti potrebbero storcere il naso leggendo la marca, Samsung, produttrice di frigoriferi, lavatrici ed ogni tipologia di oggetto elettronico che produce anche ottiche e corpi macchina ma alla facile ironia bisogna far posto anche alle competenze. Samsung è un colosso tra i più grandi al mondo e sicuramente la sua attività di ricerca e sviluppo in quanto a risorse è di diversi ordini di grandezza più grande rispetto a quelli di marchi fotografici storici come Canon, Nikon, Olympus ecc… e in un mondo in cui l’elettronica fa la differenza tra uno scatto bello dal punto di vista qualitativo o scarso non è poco.
Ovviamente la foto dipende dal fotografo, questo è indiscutibile, ma è altrettanto ovvio che oggi la macchina fotografica svolge un ruolo fondamentale per quanto riguarda la buona resa del file e per questo oltre a fare foto tecnicamente corrette ormai siamo anche dipendenti dallo strumento usato per eseguirle in quanto a resa finale.
Samsung ha dalla sua un parco ottiche limitato ma con ottimi fissi e discreti zoom e quindi non andrebbe scartata a priori se ci si affacciasse privi di un corredo al mondo mirrorless, diversamente si sa che le ottiche alla fine ti legano ad un sistema anche per tutta la vita visti i loro costi.
La NX
Manca il mirino, cosa che potrebbe far storcere il naso ma per chi proviene dal mondo delle compatte questa mancanza non darà fastidio a mio avviso e sono presenti le funzioni WiFi per poter condividere al volo gli scatti con tablet o smartphone per elaborarli praticamente in tempo reale.
Lo stile del corpo macchina a me piace molto, segue la filosofia retrò portata avanti anche da altre case ma senza esasperarla e riuscendo a ritagliarsi un suo perché ed una sua anima in un segmento che sembra ormai puntare o su copie delle proprie glorie del passato o sul futurismo estremo.
La NX 300 è anche la prima macchina al mondo che con una sola lente darà la possibilità di fotografare in modo classico o in 3D, funzione non essenziale ma interessante soprattutto per gli amanti delle nuove tecnologie che provvisti di appositi televisori potranno filmare la famiglia in tre dimensioni.
Per i difetti bisogna aspettare una prova su strada, ci saranno sicuramente come è inevitabile che sia ma a mio parere questa macchina per Samsung rappresenta finalmente la maturità in campo mirrorless da cui partire per erodere fette di mercato ai concorrenti e spero di avere la possibilità di testarla sul campo per valutarla al meglio.
lunedì 31 dicembre 2012
Anno nuovo...fotocamera nuova?
La Olympus e-m5 mi ha regalato un 2012 di buone soddisfazioni ed ora mi trovo a riflettere se rimanere con lei o se assaggiare un altra pietanza. Il problema come sempre è il corredo, il corpo macchina costa relativamente poco ma comprare nuove ottiche può essere un salasso. Tra le macchine che mi piacciono attualmente ci sono la Pentax k5 II, la Fuji x-e1 e la Sony nex 7. Tre macchine molto diverse tra loro e dalla OMD e con ottiche degne di nota.
Mi sa che dovrò riflettere ancora parecchio!
martedì 25 dicembre 2012
Auguri di buon Natale a tutti voi
Ad un passo dalle 50.000 visite colgo l'occasione per augurare a tutti coloro che sono passati per questo blog un lieto Natale ed un buon 2013.
Buone foto a tutti voi.
mercoledì 19 dicembre 2012
Tenere per se le proprie foto o condividerle con il mondo?
In questi giorni molti si stanno chiedendo se rimanere su piattaforme come Facebook e Instagram per quanto concerne il salvataggio e la condivisione delle proprie immagini.
Il problema può essere irrilevante per la maggior parte delle persone che di solito usano questi social network per condividere senza pensieri le proprie foto fatte quasi esclusivamente con i cellulari.
Esistono però anche i professionisti o coloro che alla fotografia dedicano una parte della propria vita che non vedono di buon occhio che i loro lavori possano essere utilizzati da questi fornitori di servizio per usi commerciali senza venir risarciti in qualche misura.
Personalmente ritengo che le nuove politiche di questi social network in materia di utilizzo dei dati degli utenti, incluse le fotografie, sia inaccettabile per il semplice fatto che vengono imposte e non concordate.
Sono perfettamente d’accordo con il fatto che un servizio se gratuito può cambiare le regole a proprio piacimento ma credo sempre nel rispetto del lavoro altrui e nel fatto che se un guadagno dovesse esserci dovrebbe arricchire anche chi il lavoro lo ha eseguito materialmente seppur in modo simbolico.
Io ho deciso di togliere le mie foto sia da Facebook che da Instagram e mi dispiace perché erano comunque dei veicoli per condividere una passione e poter crescere attraverso gli scatti altrui da cui trarre idee e suggerimenti.
Continuerò ad utilizzare Google+ e Flickr che offrono maggiori garanzie di tutela intellettuale e proprio in questo senso mi sento preso in giro perché mentre a noi dicono che scaricare musica o film è un reato loro si prendono il diritto di fare lo stesso con il nostro materiale intellettuale.
Di sicuro il mondo della fotografia non risentirà della mia decisione, ci saranno milioni di bravi fotografi che continueranno a postare e a condividere i propri lavori ma credo che tanti faranno come me impoverendo di fatto una condivisione bella ed importante che avvicinava professionisti e amatori.
martedì 18 dicembre 2012
Instagram potrà vendere le nostre foto
Io mal sopporto Facebook e tutto quello che gli ruota attorno e mi puzzava il fatto che avesse acquistato Instagram senza un secondo fine.
Ecco fatto e servito il tranello…dal 2013 Instagram ( Facebook ) potrà vendere le foto caricate dagli utenti senza chiedere il permesso e senza riconoscere alcun compenso, bello vero?
La banca dati di Instagram è immensa e ci sono foto meravigliose fatte da giovani creativi e bravi ad usare smartphone e programmi vari che amano condividere le loro opere con il mondo e che si vedranno sfruttati lacerando ancor di più il mondo dei professionisti.
Unica possibilità concessa è quella di cancellare il proprio account entro la fine dell’anno…grazie mille per la gentilezza!
Personalmente appena arriverò a casa scaricherò l’intero archivio delle mie foto che ho online e cancellerò il mio account, un vero peccato, vorrà dire che inizierò ad usare Google+ e Flickr, meno social ma anche meno ladri!
lunedì 17 dicembre 2012
Ottiche Samyang
Sia nel micro 4\3 che in tutti gli altri sistemi alle volte si vorrebbero ottiche buone ma a prezzi contenuti, una possibile soluzione viene offerta dalla Samyang.
Questa azienda produce lenti prive di autofocus ma con tutti gli attacchi disponibili sul mercato e i loro prezzi sono bassi se rapportati a lenti analoghe presenti nei cataloghi dei vari produttori. Io ho avuto modo di provarle con attacco 4\3 quando avevo la e5 e devo ammettere di esserne rimasto piacevolmente colpito per la resa ottica e la qualità costruttiva generale. Molti potrebbero storcere il naso davanti alla mancanza di auto focus ma almeno per me non era un problema essendo comunque abituato a focheggiare a mano anche con le ottiche di serie.
Io le consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono sperimentare ottiche luminose senza dover vendere un rene e a tutti gli amanti del fuoco manuale, difficilmente potranno deludere le aspettative a fronte di un risparmio di denaro notevole.










