mercoledì 13 agosto 2014

Review Gariz Black Genuine leather half case for Olympus EM1

Da quando ho intrapreso la strada delle Pen prima e delle OMD poi ho sempre “vestito” e protetto i miei corpi macchina con le custodie in pelle della Gariz.
Per chi non conoscesse questa marca dico solo che è sinonimo di qualità e di materiali pregiati, si paga abbastanza ma c’è la sostanza e questo è quello che conta.
Nella fattispecie la custodia si presenta molto ben fatta, pelle nera con curvature sinuose che ben si sposano con il corpo  della macchina e fondo in acciaio che lascia libero lo sportello per la batteria.
La custodia lascia liberi tutti gli accessi ai connettori laterali e alla scheda di memoria rendendo possibile il suo utilizzo senza dover stare a smontare e rimontare ogni volta.
Unico “neo”, ma fisiologico, è che con la custodia il foro per l’attacco del cavalletto non si trova più in asse con la lente ma leggermente spostato, una piccolezza che oltretutto interesserà una piccola parte di utilizzatori.
Dal punto di vista dell’uso la custodia permette di guadagnare qualche millimetro utile per avere una presa salda del corpo macchina per chi ha mani grandi e la sensazione della pelle è sempre piacevole.
La custodia arriva in una confezione nera molto elegante come da tradizione Gariz e a differenza di quanto accadeva fino a qualche anno fa ora è possibile acquistarla anche in Inghilterra invece che dall’Asia evitando così il non leggero fardello delle tasse doganali.
L’indirizzo per poterla acquistare in Europa è il seguente: www.lovecases.co.uk , troverete anche molti altri accessori di classe per molti corpi macchina e un plauso va alla spedizione che avviene tramite DHL e il pacco arriva il giorno dopo il pagamento di norma, al massimo due per quelle che sono le mie esperienze personali.
Di seguito alcune foto della custodia assieme alla macchina.



martedì 12 agosto 2014

Prospettiva e punti di vista nella fotografia

Spesso un aspetto molto importante nella fotografia passa in secondo piano o non viene preso per niente in considerazione, la prospettiva.
Io guardo spesso siti come Instagram, YouPic o Flickr e un aspetto che salta all’occhio è la piattezza della maggior parte delle foto, immagini belle nella maggior parte dei casi ma che sanno di già visto, di già esplorato e quindi che trasmettono meno di quanto potrebbero.
L’errore più facile da commettere quando si scatta è quello di portare semplicemente la fotocamera davanti al viso e premere il pulsante di scatto, la cosa più naturale si potrebbe pensare ma anche la più banale. Le foto migliori, quelle che attirano l’attenzione dell’osservatore e che emergono dalla massa solitamente non hanno nulla in più rispetto alle altre se non un diverso punto di ripresa, una prospettiva inaspettata che spiazza l’osservatore.
Facciamo un esempio, se state facendo i turisti e vi trovate davanti al Colosseo nel 99% dei casi scatterete una foto ad altezza d’uomo per riprendere il monumento, cosa succederebbe se invece appoggiaste la fotocamera a terra riprendendolo dal basso verso l’alto? Creereste un’immagine diversa, una prospettiva da bambino si potrebbe dire che abbinato ad un grandangolo farebbe dire WOW a molti, specialmente se in post produzione avrete l’accortezza di esaltare colori e contrasti, magari anche azzardando un hdr.
Per molti pensare in modo diverso, uscire dagli schemi, rappresenta una forzatura insuperabile e la fotografia in questo aiuta moltissimo perché poi diventa un atteggiamento mentale che si riflette nel vivere quotidiano, si impara cioè a vedere tutto da più angolazioni e non solo da un singolo punto di vista.
La prospettiva ha fatto la fortuna della pittura, quando si passò dalle immagini piatte a quelle dotate di profondità il salto fu epocale e lo stesso avviene con le fotografie, cercare la profondità, la dinamicità è fondamentale, soprattutto oggi che scattano tutti foto con ogni genere di supporto.
I grandi fotografi erano e sono capaci di fare questo con una macchina fotografica, alcuni per capacità innata e altri per apprendimento sul campo.
Se guardo le foto che postano le persone al rientro da una vacanza spesso mi incazzo mentalmente perché vedo tante fotografie mancate, ci sono immagini, ricordi per loro ma che agli altri non trasmettono nulla perché piatte, monotone e già viste grazie alla rete che rende visitabile il mondo intero per immagini. Mi chiedo perché ci sono tanti orizzonti storti, perché non hanno fatto qualche passo in più o meno per togliere o inglobare dei dettagli ecc…tutte cose che nascono spontanee quando ami la fotografia ma che ovviamente a loro risultano superflue.
Sia chiaro che non appartengo alla schiera dei grandi fotografi, forse appena a quella dei mediocri ma faccio lo sforzo di migliorare e lo sforzo più grande è rappresentato dal cercare cose diverse o almeno prospettive diverse per raccontare qualcosa che già si conosce.
Le macchine fotografiche di oggi permettono di fare di tutto a livello di ripresa e elaborazione ma rimangono strumenti e basta, poi è l’occhio della persona a fare la differenza, la sua sensibilità e il colpo d’occhio, tutti aspetti su cui ci si può allenare migliorando di foto in foto.
Questo a mio avviso dovrebbero insegnare ai vari corsi di fotografia ma purtroppo è un aspetto spesso trascurato in favore di altri come la tecnica e varie cognizioni puramente teoriche che non fanno la differenza alla fine.

venerdì 8 agosto 2014

Cultura fotografica

Siamo tutti vittime del marketing, inutile negarlo, quello che fa male però è vedere che molti peccano proprio di cultura fotografica.

Oggi è una moda, una tendenza fare a gara a chi ha la lente più grande e il corpo più vistoso, un po’ come quelli che acquistano un SUV per poi girare nel centro storico della città per intenderci.

Personalmente ho visto persone ammirare estasiate degli zoom mastodontici con aperture tipo f4-6.3 affascinate dalle dimensioni e dal senso di professionalità ad esse legate e rimanere invece indifferenti davanti ad un fisso ultra luminoso e otticamente perfetto. Ovviamente queste persone appartengono alla categoria dei foto amatori per nulla evoluti, gente che non capirebbe la qualità neanche se a spiegargliela fosse Piero Angela in persona.

Sicuramente ciò non influisce sul modo di fotografare di chi di fotografia ne capisce qualcosa ma mette in grave crisi chi di fotografia ci campa perché spesso i foto amatori lavorano in nero portando via fonti di reddito e esibiscono attrezzature dalle dubbie qualità ma che al pubblico fanno molta impressione. Sembrerò un po’ snob dicendo questo, me ne rendo conto ma cavolo se posso ammettere la mancanza di cultura fotografica tra le persone normali molto meno tollerante riesco ad essere verso chi si spaccia per fotografo o anche solo amante della fotografia.

 

Io dico sempre che in mano alla persona giusta questa:

 

 

Faceva questo:

 

 

Mentre nelle mani di fotografi moderni queste:

 

 

 

Riescono a malapena a fare questo:

 

 

 

Non so se serve aggiungere molto altro, le immagini parlano sempre da sole.

 

 

Panasonic Leica Summilux 25mm 1.4 + Olympus EM1

Devo ammetterlo, ho sempre avuto un certo amore per i fissi 50mm equivalenti, forse perché lo Zuiko OM 50mm 1.4 fu la mia prima lente abbinata alla OM1.
Fino a non molto tempo fa utilizzavo come cinquantino lo Zuiko 25mm 2.8 nato per il 4\3 e adattato al micro, lente onesta, discretamente veloce sulla EM1 grazie alla messa a fuoco a contrasto di fase ma una lente con i suoi  limiti in fatto di nitidezza, e luminosità dovuti al fatto di essere una lente pancake.
Il Summilux Leica 25mm 1.4 prodotto per Panasonic è un altro pianeta su tutti i fronti.
Per prima cosa va detto che a differenza delle ottiche venute dopo  marchiate Leica questa appartiene alle prime serie prodotte direttamente dalla Leica stessa per conto di Panasonic mentre in seguito divenne Panasonic il produttore su specifiche Leica e si vede la differenza.
La lente senza paraluce risulta compatta e giustamente bilanciata con il corpo EM1, sulle altre potrebbe risultare leggermente grande già così e aggiungendo il generoso paraluce le dimensioni quasi raddoppiano in lunghezza mantenendo a mio avviso comunque una compattezza ottima per una lente non pancake.
Il Summilux parte da f 1.4, ideale quindi per foto in interni senza flash e per ottimi sfocati, in questa situazione, soprattutto in ambienti luminosi, avere un corpo il cui otturatore lavora a 1\8000 è essenziale altrimenti si deve per forza chiudere il diaframma o usare filtri ND per diminuire la luce.
La peculiarità di questa lente che la rende unica è il fatto d’avere una nitidezza pazzesca già a 1.4 al centro e ottima ai bordi e a f2 la nitidezza diventa uniforme su tutto il fotogramma, cosa rara per una lente di questa luminosità.
Per molti il 50 è una misura inutile, ne carne ne pesce ma per me rappresenta l’ideale per come guardo io il mondo e alla fine riesco a fare dai ritratti ai paesaggi senza difficoltà riscoprendo il gusto di muovere le gambe invece di giocare con lo zoom stando fermo.
Onestamente in questa lente difetti non ne ho mai trovati, buona costruzione, ghiera della messa a fuoco liscia come la seta, nitidezza ai vertici, resa cromatica ottima…insomma a mio avviso rappresenta il top per il mondo micro4\3 se escludiamo il 75mm Zuiko che però è una lente maggiormente specifica nell’uso.
In passato alcuni lamentavano il prezzo di questo vetro senza conoscerne la qualità ovviamente, è vero che nella concorrenza ci sono cinquantini 1.4 economici ma non sono neanche lontanamente comparabili come qualità ottica e per avvicinarsi in tral senso anche gli avversari chiedono mezzo rene in pegno.

Ecco una serie di immagini invece per apprezzare lo sfocato a diverse aperture del diaframma









Ho avuto modo di testare anche il 25mm 1.8 Zuiko, ottima lente ma a mio avviso inferiore a questa come resa anche se maggiormente adatta a corpi macchina come della serie Pen grazie alle minori dimensioni.
Se cercate un cinquantino luminoso questo è quello che fa per voi e oggi, nel mercato dell’usato, lo si trova attorno ai 380 euro, cifra più che onesta per la qualità della lente.


domenica 3 agosto 2014

Foto Zuiko 50-200 SWD + Olympus EM1


Alcuni scatti con la coppia Zuiko 50-200 SWD e corpo Olympus EM1, tutti a mano libera, ottimo lo stabilizzatore della OMD!










mercoledì 30 luglio 2014

Mirrorless significa piccolo ed economico per forza?

Quando Olympus presentò al mondo il progetto micro4\3 assieme a Panasonic iniziò a girare un mito riguardante il rimpicciolimento dei corpi macchina e delle ottiche oltre ad un presunto abbattimento dei costi per l’acquirente.

Già allora io dissentivo con queste teorie e il tempo mi ha dato ragione per vari motivi.

Prima di tutto le dimensioni, togliere il meccanismo dello specchio ed il pentaprisma fa indubbiamente risparmiare spazio ma non così tanto come in molti pensavano perché alla fine al posto del mirino ottico devi metterci uno elettronico (almeno nelle macchine serie) e perché l’ergonomia non può essere sacrificata in nome della compattezza. Se guardiamo il mercato i professionisti o comunque gli amatori evoluti hanno premiato le mirrorless dalle dimensioni di poco inferiori alle reflex tradizionali, quel tanto che basta per intenderci per guadagnare qualcosa sul fronte del peso generale del sistema mentre le macchine ultra compatte, simili a delle compattine non sono state ben digerite dal pubblico.

Il fatto è che se si vuole tenere un sensore di dimensioni decenti, minimo il formato micro4\3, le ottiche non possono scendere sotto una certa soglia di grandezza per motivi fisici e se le rimpiccioliscono troppo diventano buie e poco allettanti. Pensiamo alle ottiche in kit, Panasonic e Olympus hanno creato dei piccoli capolavori di miniaturizzazione con le ottiche collassabili ma non hanno fatto miracoli osservandole una volta aperte e un corpo deve bilanciarsi almeno con lenti così.

Non parliamo delle lenti luminose, inutile girarci attorno, se vuoi la lente luminosa devi avere un diametro decente e per rimanere nel campo della compattezza devi puntare sui fissi, ottiche stupende ma poco pratiche per la massa che cerca il tutto in uno pronto all’uso.

I prezzi, altra fantasia degli utenti che pensavano che tolto specchio e prisma si sarebbero abbattuti i costi. Ma quando mai, è vero che le parti meccaniche sono meno ma la parte elettronica ha fatto salti evolutivi enormi e costosi per far fronte a problemi come surriscaldamento dei sensori sempre accesi, messe a fuoco sempre più veloci e ora a doppio sistema di messa a fuoco integrata, tutte cose che si pagano.

Io credo che in molti abbiano commesso errori nell’approccio a questi sistemi e che anche i produttori abbiano sbagliato il marketing fin dall’inizio, dovevano esaltare altri punti come l’affidabilità ad esempio proprio per l’assenza o quasi di parti meccaniche soggette ad usura.

Oggi grazie al cielo tutte le marche si sono lanciate in questo segmento e proprio marchi storici come Nikon e Canon si trovano a dover inseguire (con scarsi risultati) coloro che per primi hanno puntato sulle mirrorless.

A mio avviso in questo segmento o si sceglie il micro4\3 per la quantità e bontà delle lenti usabili e dei corpi a disposizione oppure si deve guardare Fuji che ha creduto realmente nel sistema mirrorless che ha creato risollevandosi dal baratro del fallimento.

Personalmente poi se dovessi scegliere oggi una reflex tradizionale punterei su Pentax, unica marca che offre un corpo professionale compatto che può concorrere con macchine come la EM1, la GH4 o la XT1 a livello di ergonomia.

sabato 26 luglio 2014

Zuiko 50-200SWD + EC-14 + Olympus EM1

Continuo a sperimentare lo zoom 4\3 50-200 swd adattato sul corpo micro della EM1, stavolta aggiungendo anche il moltiplicatore 1.4X ec14. Come è noto questo moltiplicatore ha il grande pregio di non far perdere nitidezza alla lente e alza di 1 solo stop la luminosità lasciandolo abbastanza luminoso in rapporto all'ingrandimento.
Usando questa accoppiata sempre a massima focale ho trovato praticamente irrinunciabile lo stabilizzatore di immagine del mirino elettronico che evita di farsi venire il mal di mare mentre si inquadra il soggetto che, nelle foto a seguire, era ben distante.
Ho provato la messa a fuoco sia a singolo punto centrale che su area centrale allargata e mi sembra che in questo ultimo caso abbia dato migliori risultati anche se la precisione che si aveva con la e5 sul singolo punto centrale non è eguagliata.
Come velocità e precisione diciamo che si va a soggetto, se il contrasto e l'illuminazione sono buoni allora la messa a fuoco è immediata ma basta poco per renderla più difficoltosa, diciamo che a occhio un 95% delle foto sono state messe a fuoco subito, il resto ho dovuto far rifare la messa fuoco.
Non ho provato l'auto focus continuo che oltretutto non uso mai.
Di seguito alcuni scatti senza particolari pretese, l'uscita serviva solo a testare il tutto in attesa di fare foto più pensate e mirate, scatti così come sono sfornati da mamma Oly in jpg con il solo ridimensionamento in tramite Windows.
Dati di scatto variabili, iso manuali tra i 600 e gli 800, tempo nuvoloso, esposizione quasi sempre su media al centro e qualche punto centrale, stabilizzatore attivo sui 5 assi.














giovedì 24 luglio 2014

Zuiko Micro 75mm 1.8 + Olympus EM1

Posto alcune foto di una delle migliori lenti da ritratto non solo in casa Olympus ma del mercato fotografico in generale. La lente è compatta, pesa il giusto e costa quanto vale anche se qualcuno si è lamentato del suo costo eccessivo probabilmente non ha idea dei prezzi delle lenti da ritratto di qualità anche per gli altri sistemi.
Le foto sono fatte con un cellulare e la qualità non è il massimo, chiedo scusa, il paraluce non è originale...mi spiace ma non darò mai 80 euro per un paraluce...