Mi chiamo Thomas Lucchetti e vivo a Trieste, una piccola ma affascinante città italiana e la mia passione più grande è la fotografia. Ho iniziato quando per la comunione mi regalarono una compatta a pellicola della Kodak per poi passare alla reflex e, dal 2000 iniziai a usare attrezzatura digitale. Nel mio curriculum ho diverse esposizioni a Firenze e Trieste, ho eseguito diversi book fotografici per aspiranti modelle e immortalato matrimoni e battesimi.
mercoledì 2 ottobre 2019
La fotografia oggi
giovedì 22 agosto 2019
La fotografia non è l'attrezzatura fotografica
lunedì 16 luglio 2018
Quando la voglia ritorna
Oggi rispetto al passato ho una attrezzatura modesta ma ho anche meno "voglie" compulsive e dopo anni passati a spendere per lenti e corpi ho ormai raggiunto la pace dei sensi se così si può dire.
Durante questi ultimi anni ho scattato poco, soprattutto in digitale, tornando a fotografare a pellicola per disintossicarmi dalla folle rincorsa alla tecnologia. Oggi assieme alla mia fidata Olympus E-m 5 II mi godo LA fotografia, con poche lenti e tanto piacere.
Riprenderò a condividere le mie foto e le mie esperienze e cercherò di rimanere connesso perchè questo mondo, che piaccia o no corre sulla rete.
giovedì 6 ottobre 2016
Corso base di fotografia
A cosa dovrebbe servire un corso base di fotografia?
Questa è una domanda che mi sono posto diverse volte vedendo in giro il prolificare di questi corsi tenuti per lo più da dilettanti alle prime armi ma con un bel corredo da sfoggiare in aula.
Un corso base dovrebbe servire a capire le sigle che leggiamo quando osserviamo l'attrezzatura in esposizione nei negozi per prima cosa, così da poter effettuare un acquisto ponderato.
Un corso dovrebbe essere frequentato PRIMA di comprare un corpo macchina e relative lenti perché solo sapendo cosa ci serve e cosa serve per fare determinate foto potremo eseguire un giusto acquisto.
Invece la gente arriva ai corsi già armata di un corpo reflex e relativa lente del kit presi in qualche centro commerciale a basso prezzo convinti che sia l'acquisto migliore che potevano fare.
Mi sono spesso soffermato a leggere i contenuti di questi corsi base e ci ho visto di tutto e di più ma quello che mi ha sconvolto sono state le tempistiche, dieci lezioni da un'ora ciascuna per imparare a fotografare, stiamo scherzando?
Con quelle tempistiche non ottieni neanche una infarinatura dei molteplici aspetti che regolano la fotografia, figuriamo sviscerarli!
Io capisco la voglia di spennare i polli, capisco che di polli ce ne siano tanti in giro ma vi assicuro che un buon manuale di fotografia vi costa meno di un corso base tenuto in quei modi e vi insegnerà comunque molto.
Se di dieci lezioni si vuole parlare allora si deve discutere di al massimo cinque punti:
-iso
-tempi
-esposizione
-bilanciamento del bianco
-regola dei terzi e regola aurea
Con due lezione da un'ora ciascuna si può iniziare a parlare decentemente di questi 5 punti che rappresentano le basi della fotografia a prescindere che si scatti con la compatta o con la reflex.
Invece non si fa, ci si mette a parlare di mille aspetti, di diaframmi, di sensori, di marche, di lunghezze focali ecc…argomenti utili solo quando già si sa fotografare in realtà perché permettono di passare allo step successivo, quello che porta oltre la semplice passione e sfocia in una vera e propria ricerca della perfezione nello scatto.
I prezzi poi sono allucinanti, dai 100 euro a salire per sentire dei discorsi tenuti da adolescenti o quasi che si atteggiano da sapienti solo perché stanno dalla parte giusta della cattedra. Non sono snob o prevenuto, li ho visti e sentiti, alcuni puri li conoscevo, persone che dopo due anni che fotografavano hanno fondato associazioni e si sono elevate a maestri, stiamo scherzando?
Ci sono fotografi amatori con le contro palle che non si sognerebbero mai di mettersi ad insegnare perché consapevoli che non ne sono all'altezza mentre altri fanno pure i soldi.
Il problema è che hanno mercato e il mercato nasce dal fatto che la gente prima compra la reflex, poi non sa usarla e cerca in questi corsi la soluzione.
Rendiamoci conto che la reflex è il punto di arrivo, la fine di una crescita che deve partire dalla compattina e salire gradualmente assieme alle proprie conoscenze e capacità. Prendereste una Ferrari pretendendo di usarla per correre veramente senza aver mai avuto una macchina prima? Spero di no.
Ai miei tempi si faceva la gavetta, si imparava con i rullini, pagando salati gli sbagli visti i costi di stampa e sviluppo ma cavoli se si imparava in fretta così. Oggi c'è il vantaggio del digitale, zero costi di lavoro se non si stampano le foto e così la gente prende e spara a raffica, selezionando poi la sola immagine venuta bene su 1000 cagate e poi si pavoneggia da fotografo esperto.
Ragazzi, aprite gli occhi, non funziona così la fotografia.
Volete imparare veramente a fotografare?
Prendete pure la reflex, metteteci dentro una scheda di memoria da 1 giga o meno se la trovate in modo da uscire ed avere a disposizione pochi scatti e se sbagliate la volta dopo dovrete stare più attenti, dovrete capire perché lo scatto non è riuscito.
Solo così si impara, si diventa fotografi consapevoli.
lunedì 15 febbraio 2016
Fotografare paesaggi
giovedì 30 luglio 2015
Le innovazioni di Olympus nella fotografia digitale
Olympus è un marchio che amo perché fin dall’epoca della pellicola ha innovato il campo della fotografia e gli altri produttori le sono corsi dietro.
Per restare al digitale cito qualche piccola innovazione creata da Olympus e poi copiata (spesso male) dagli altri:
-pulizia automatica del sensore dalla polvere, prima di Olympus nessuno lo aveva e tutti avevano il problema di dover pulire il sensore per evitare spiacevoli sorprese quando riguardavano gli scatti.
-live view, all’inizio gli altri marchi presero in giro Olympus per questa folle idea di permettere anche a chi aveva un reflex di poter visualizzare sullo schermo ciò che stava riprendendo. La storia insegna che nel giro di due anni tutti si buttarono a copiare tale sistema.
-mirrorless, anche qua Olympus ha innovò il mondo delle reflex togliendo lo specchio, riducendo così pesi e ingombri e permettendo una compatibilità totale con ogni lente sul mercato. Gli altri seguirono con esperimenti spesso mal riusciti.
-art filter, altra innovazione, l’elaborazione direttamente in macchina degli scatti con vari filtri pre impostati senza passare per il pc era impensabile fino a quando Olympus non ha tirato fuori il coniglio dal cappello e anche qua gli altri sono corsi dietro.
-schermo orientabile, sembrerà poco ma nessuno prima di Olympus aveva pensato di rendere il display orientabile e sia per la ripresa che per la revisione degli scatti questa è stata una manna.
-stabilizzatore a 5 assi, altra fantastica idea di Olympus,un sensore che oscilla su 5 assi per compensare il micro mosso. Altri stanno seguendo questa via utile anche nella ripresa dei video.
Io credo che chi innova deve essere premiato, chi copia non ha un’anima ma sa solo basarsi sul lavoro altrui.
Per fare un parallelismo Olympus potrebbe benissimo essere considerata la Apple della fotografia solo che il mercato delle immagini è molto più complesso di quello della telefonia o dei pc e a fare i soldi sono quasi sempre i marchi che possono abbattere i prezzi.
Il punto debole di Olympus? Il marketing, l’ho detto e lo ripeterò sempre. Apple è divenuta una potenza per l’ottima campagna marketing portata avanti assieme a buoni prodotti cosa che Olympus non ha saputo fare e qua si vedono le differenze culturali tra americani e giapponesi.
martedì 28 luglio 2015
La lente giusta per una reflex
La parte più importante in una macchina fotografica è la lente che montiamo e su questo non ci piove.
Il sensore, il processore di immagine, il corpo in lega piuttosto che in plastica e tutto il resto sono secondari rispetto alla qualità della lente che scegliamo e per questo consiglio sempre di investire nei vetri piuttosto che nei corpi, soprattutto quando uno inizia a mettere su un corredo fotografico.
Il problema è che ancora oggi vi è scarsa cultura per quanto concerne i numeri che troviamo scritti sulle lenti e molti rivenditori riescono a piazzare fondi di bottiglia dai grandi numeri piuttosto che consigliare qualcosa di valido. Il motivo è semplice, far spendere il doppio all’utente che dovrà in seguito comprare un altro obiettivo.
Per prima cosa bisogna lasciare perdere le lenti dall’escursione focale astronomica perché deve sottostare alle leggi fisiche e scendere quindi a compromessi ottici che fotograficamente parlando sono troppo grandi.
Se cercano di vendervi uno zoom 28-600 mm equivalenti e lo spacciano per ottima lente uscite dal negozio. Quello è un tipo di obiettivo adatto alla vacanza leggera per non avere dietro pesi e fare un po’ di tutto anche se onestamente un fotografo dovrebbe puntare sempre sulla qualità.
Cosa acquistare allora?
In linea di massima nella borsa di un fotografo dovrebbero esserci le seguenti coperture focali equivalenti al 35mm:
-un 28-70mm con f 2.8 costante oppure un 28-100mm con f variabile tre 2.8 e 3.5
-un 100-400mm con f 2.8 costante o almeno un f 2.8-3.5
-una lente fissa per ritratti tra 90 e 150mm con f il più basso possibile
-una lente macro
Con questo piccolo corredo un fotografo potrebbe vivere felice tutta la vita destreggiandosi in tutti gli ambiti fotografici con la certezza di avere degli obiettivi di qualità, luminosi e dalla copertura non estrema per ridurre distorsioni ottiche e aberrazioni cromatiche.
Il costo?
Dipende dalle marche degli obiettivi, diciamo che in linea generale con 3.000 euro (comprando nuovo) ci si sta dentro, molto meno setacciando del buon usato.
Troppi soldi?
La spesa va diluita nel tempo, non si nasce fotografi e quindi si acquistano le cose mano a mano che si prende pratica.
Per chi non vuole spendere esistono in commercio ottime bridge con sensori decenti e buone ottiche che ottengono risultati migliori delle reflex con ottiche scarse.
Diciamo quindi che la prima domanda da porsi deve essere: cosa mi serve realmente?
Stamperò le foto?
È una vera passione o faccio il 90% degli scatti con il cellulare?
Quando ci sono in ballo i soldi è fondamentale essere onesti con se stessi, disilludersi e non cercare l’acquisto che fa figo ma quello giusto.
Ho visto persone dilatare le pupille quando hanno saputo il valore economico del mio corredo ma è una questione di interessi, c’è chi spende per avere una bella auto, chi una bella casa, chi in viaggi e chi come me, nel tempo, ha messo su un corredo che ama.
Se amate la fotografia, come per tutte le cose, il costo avrà la sua importanza ma risparmiando potrete acquistare ottiche di pregio che vi gratificheranno. Se amate la fotografia vedrete la differenza tra un’ottica da 400 euro ed una da 1.400, la vedrete nella nitidezza, nella luminosità, nello sfocato armonioso e nella resa cromatica.
Se volete fare un ritratto il viso dovrà essere perfetto, non deformato da una lente scarsa.
Certo, si deve superare l’ostacolo mentale della lente piccola che non fa figura, perché diciamolo chiaramente, l’ego di molti è proporzionato al cannone che esibiscono quasi fosse un prolungamento del loro pene. Questo è un problema per i professionisti ad esempio perché i clienti quando pagano vogliono vederli armati di una macchina da 5 chili e una lente che sembri un obice e restano delusi se si presentano con un corpo normale e una lente fissa mignon di cui non capiscono la qualità.
Ho visto questa cosa a parecchie cene tra colleghi cui ho preso parte, in locali bui in cui io fotografavo con un 150mm f 1.8 mentre gli altri arrivavano con zoom enormi ma bui. Il risultato? Io fotografavo e loro imprecavano.
Questo alla fine è quello che conta, avere la lente di qualità ti permette di fotografare quando gli altri non possono, ti permette di non usare il flash quando gli altri acciecano e disturbano i presenti, ti permette di fare un ritratto a un parente o amico e regalargli la foto stampata con soddisfazione.
Tutto questo ovviamente riguarda i fotografi, se il discorso fatto non vi tange allora non siete fotografi, mi dispiace, anche a costo di essere brutale le cose vanno dette chiaramente.