venerdì 11 marzo 2016

Gabbiani a Trieste

Ieri durante una passeggiata in riva al mare a Trieste mi sono imbattuto in uno stormo di gabbiani e gabbianelle e così mi sono divertito a scattare alcune foto.

Corpo macchina Olympus e-5 e lente Zuiko 50-200 swd, foto fatte a massima escursione quindi a 400mm equivalenti, messa a fuoco su singolo punto centrale e misurazione spot della luce, f4 per tutti gli scatti.

Come sempre il vecchio carro armato non ha tradito le mie aspettative con la messa a fuoco singola, sicuramente con quella continua avrebbe sbagliato molti scatti visto che era il tallone d’Achille delle macchine Olympus 4\3 rispetto a Canon e Nikon.

Peccato che la giornata fosse nuvolosa e non ben soleggiata altrimenti sarebbero venute meglio ma purtroppo ormai scatto solo nei ritagli di tempo come la pausa pranzo di ieri. Le foto sono in formato 3:2 perché era rimasta una precedente impostazione in tal senso.

 

lunedì 29 febbraio 2016

Fujifilm X70

Fujifilm ha presentato una macchina da taschino estremamente interessante per gli amanti dei panorami e delle foto in interni,la X70.

Questa macchina dal corpo in metallo e dall’aspetto un po’ retrò ha al suo interno un sensore aps-c da 16 MegaPixel di ultima generazione che garantisce ottimi risultati in termini di tenuta agli alti iso.

L’ottica è un fisso equivalente a 28mm nel formato 35mm con luminosità massima f2.8.

Per molti avere una sola lente oltretutto grandangolare potrebbe essere un limite insormontabile, di sicuro non è indirizzata ai ritrattisti ma per gli amanti delle foto panoramiche, delle foto in interni dove spesso si lotta con il poco spazio a disposizione questa lunghezza focale risulta ottima.

Fujifilm ha dichiarato di aver lavorato in modo da avere la massima nitidezza dal centro ai bordi anche a tutta apertura e c’è da crederle.

Purtroppo le dimensioni ultra compatte hanno portato ad alcuni sacrifici come la totale mancanza di un mirino, cosa che personalmente non condivido, se Sony è riuscita a piazzarne uno nella serie X100 la cosa era fattibile anche in questa macchina. Il fotografo dovrà quindi utilizzare il monitor touch per tutte le operazioni, monitor basculante e ruotabile di 180° per poter eseguire auto ritratti.

Il prezzo non è propriamente basso, si parla di 700 euro che per una macchina dall’ottica fissa potrebbero sembrare troppi all’acquirente finale. Allo stesso prezzo o poco più ci sono ottime compatte con sensore da 1” e zoom 28-100 ben più flessibile e dalla qualità finale comunque egregia.

Personalmente preferire investire in un corpo mirrorless con zoom standard o anche con un fisso luminoso ma avendo poi la possibilità di cambiare in futuro ottica piuttosto che spendere una cifra importante per una macchina così ma sono gusti e pensieri personali.

Di seguito il link per vedere la presentazione della macchina:  https://youtu.be/IaSiA-jPnWg

 

giovedì 18 febbraio 2016

Pentax K1, il ruggito di Pentax

Da anni si vociferava sul ritorno di Pentax al full frame e finalmente è avvenuto con la presentazione della nuova K1, una macchina con tutti i numeri per far parlare di se.
Le dimensioni sono generose se paragonate alle aps-c ma rispetto alle full frame delle altre marche risulta comunque compatta.
Questa macchina offre un corpo in magnesio, tropicalizzato e, almeno dalle immagini, ergonomico con una impugnatura più che generosa.
Il sensore ha 36 Mp e lavora a 14bit privo di filtro passo a passo ma con soluzione software per ripristinarlo se servisse maggiore definizione dei dettagli e dei colori.
La stabilizzazione è affidata al sensore sui 5 assi rendendo così stabilizzate tutte le ottiche montate e parliamo di compatibilità con le ottiche della casa a partire dagli anni ’70, ottima notizia per gli affezionati del marchio.
Altra chicca è l’illuminazione degli sportelli e della baionetta per lavorare in tranquillità anche al buio, una cosa mai pensata prima ma che in effetti può risultare utile.
Per la memorizzazione ci si affida a due sportelli SD con supporto a schede ultra veloci e non manca connettività WiFi e GPS.
Il monitor è “strano”, è una unità da 3.2” con un innovativo sistema di basculamento che offre parecchi gradi di mobilità ma non il ribaltamento completo, d’altro canto autoscatti in mano con una full frame sono difficili da eseguire.
Forse solo l’auto focus è un pelo sotto le aspettative contando 33 punti di messa a fuoco ma concentrati nella parte centrale del fotogramma. Va detto che la maggior parte dei fotografi scatta con singolo punto centrale o zone limitrofe ma sicuramente saranno penalizzate le riprese di soggetti in movimento con messa a fuoco continua.
Prezzo? 1.700 dollari per il solo corpo, che si trasformeranno in 2.000 euro presumo, non esagerati al momento del lancio a mio avviso.
Bella vero?
A me piace molto, è fuori dal budget e dalle mie mire ma è una bella notizia per il mercato poter contare su un nuovo concorrente e non solo sui soliti marchi noti.
A seguire alcune foto ufficiali della Pentax K1 prese dal sito Pentax

martedì 16 febbraio 2016

Tropicalizzazione in fotografia

Cosa si intende per corpo macchina e lente tropicalizzati?

In effetti non esiste un valore internazionale di riferimento che determini la tropicalizzazione di una macchina fotografica o di una lente, diciamo che con questo termine i costruttori indicano la possibilità di un loro prodotto di lavorare in presenza di acqua.

Quanta acqua?

Dipende dal costruttore sostanzialmente. Esistono tropicalizzazioni blande, adatte a sopportare un po’ di pioggia leggera e tropicalizzazioni pesanti, adatte a garantire l’operatività in ambienti tropicali sotto acquazzoni che durano un giorno intero.

Si sa quali marchi sono i migliori come tropicalizzazione? Ovviamente si dovrebbero prendere in considerazione i singoli corpi ma se leggete un po’ di forum e siti di fotografia vedrete che i meno blasonati risultano i migliori in tal senso con Olympus e Pentax che battono Canon e Nikon. Probabilmente questo è dato anche dalla differenza numerica di prodotti a catalogo, Olympus e Pentax si concentrano su pochi modelli e devono farli nel modo migliore mentre Canon e Nikon avendo a catalogo molti più corpi possono usare gradi di tropicalizzazione diversi a seconda delle fasce di prezzo.

Alla fine comunque la tropicalizzazione serve solo a chi fotografa sotto la pioggia?

No, essa serve a impedire che acqua ma anche polvere, sabbia, sale al mare possano entrare nel corpo macchina creando problemi alle parti elettroniche ma anche meccaniche come l’otturatore o la tendina.

Ovviamente il tutto ha un senso se anche la lente è tropicalizzata altrimenti il discorso viene meno.

Anche per le lenti la tropicalizzazione ha un valore che va oltre il lavoro sotto la pioggia, pensate ai tanti che usano gli zoom e si ritrovano pelucchi o granelli di polvere all’interno delle lenti, cose che fanno saltare i nervi vi assicuro! La tropicalizzazione impedisce che ciò accada a ritarda anche l’insorgere di muffe sulle lenti dovute all’infiltrazione di eccessiva umidità nei barilotti.

Sia chiaro che senza tropicalizzazione si vive benissimo avendo cura del proprio materiale ma se spendendo poco di più la si può avere a mio avviso vale la pena come investimento.

 

lunedì 15 febbraio 2016

Fotografare paesaggi

I paesaggi sono la cosa più comoda da fotografare perché la natura ce li mette a disposizione ma non per questo sono i più facili da immortalare.
Molte persone pensano che fare foto paesaggistiche sia più semplice che lavorare con modelle ma solitamente è vero il contrario. Chi fotografa in studio o anche all’aperto con un soggetto umano ha il totale controllo di tutto, luce, sfondo, esposizione, trucco ecc…
Lavorare con la natura invece richiede pazienza, studio dei luoghi, fare chilometri di camminate per osservare lo stesso paesaggio da diverse angolazioni, in diverse ore della giornata per valutare la luce migliore.
Capita anche di ritrovarsi a pianificare per giorni un singolo scatto, magari in montagna, arrivare al momento del click e vedere il tempo mutare all’improvviso mandando in malora i calcoli fatti.
Per i paesaggi servono grandangoli, più è ampia l’area inquadrata e più riuscirà a stupire l’osservatore ma bisogna stare attenti a scegliere lenti che abbiano un’ottima gestione ottica per evitare effetti grotteschi simili a quelli generati dai fish eye.
Diciamo che una buona lente per paesaggi dovrebbe avere attorno ai 12-14 mm equivalenti nel formato full frame. Queste lenti per evitare distorsioni ottiche troppo accentuate solitamente sono parecchio costose e molti allora optano per un classico 28 mm equivalente.
Per esperienza vi assicuro che i risultati sono molto diversi.
Per avere un 28mm equivalente non serve nemmeno andare a spendere soldi per una reflex, basta una compatta qualsiasi o addirittura uno smart phone per ottenere lo stesso risultato in termini di copertura quindi se volete usare questa lunghezza focale evitate fatiche inutili e scattate con macchine leggere e trasportabili.
Se invece siete dei masochisti come il sottoscritto armatevi di un buon vetro e iniziate le vostre camminate di esplorazione, segnatevi ora e luogo, la luce, le ombre, fate qualche scatto al volo con il telefono come promemoria.
Una volta scelto il punto ideale per lo scatto, l’ora più consona per ottenere le luci migliori ed essere giunti al momento dello scatto sedetevi, montate il cavalletto e immergetevi nel mirino. In questo momento dovete ragionare parecchio, il cambio di luce, specialmente in montagna è questione di minuti alle volte e quindi occhio, studiate l’esposizione prima dello scatto, non bruciate le alte luci e tenete a mente il vostro progetto.
La differenza tra uno scatto riuscito e una foto qualunque avviene proprio in questo momento, quando raccoglierete i frutti delle fatiche e delle valutazioni fatte. I paesaggisti sono simili a giocatori di scacchi, non sparano raffiche di fotografie, non consumano gli otturatori come se fossero dei mitragliatori, sono dei cecchini, sparano di precisione e a colpo quasi sicuro.
Anni fa quando mi dilettavo ad andare in montagna per ferrate passavo più tempo a studiare gli scatti che a farne e alle volte scendevo a valle con una decina di foto e basta mentre altri del gruppo scaricavano intere schede di memoria.
Ora non dico di aver sempre portato a casa scatti migliori degli altri però è anche una questione di numeri e di culo direi, se si scatta a raffica qualcosa si coglie sempre ma è fotografia? Sarebbe come andare a caccia usando un fucile a pallettoni e sparare su uno stormo di uccelli, qualcosa cadrà di sicuro.
Un ambito in cui la tropicalizzazione di corpo e ottiche risulta importante e quasi fondamentale è la fotografia paesaggistica oltre a quella di caccia fotografica perché il tempo alle volte muta improvvisamente oppure si vuole scattare di proposito sotto la pioggia. Nel mio gruppo ho visto di tutto, da chi ha buttato lente e corpo perché ha preso un po’ di acqua a chi si attrezzava con delle protezioni di plastica stile tende per proteggere l’attrezzatura, scelta scomoda e poco pratica se ci si deve muovere spesso. Io suggerisco di investire in un sistema tropicalizzato se si sente la vocazione verso questa tipologia di foto, si spende di più all’inizio ma ci si lascia aperta qualsiasi porta senza rimpianti futuri.
Per quanto riguarda i dati di scatto invece le regole non sono fisse, io ho sempre preferito ISO bassi, cavalletto, tempi lunghi se necessario e diaframma ottimale che nel mio caso è compreso tra 4 e 5.6 in termini di resa del dettaglio. Per la gestione del file oltre al solito raw io scatto con jpeg tenendo i livelli a zero per avere la massima lavorabilità in post produzione.

La mia borsa fotografica

Zaino o borsa fotografica per le uscite?
Ogni fotografo amatoriale o professionista si è posto questa domanda nel momento in cui ha iniziato ad avere ottiche, flash e batterie da portarsi dietro per un lavoro o anche semplicemente per una gita fuori porta.
Personalmente dopo averli sperimentati entrambi ho scelto la borsa, meno comoda magari per il trasporto rispetto allo zaino ma molto più comoda a mio avviso nelle operazioni di cambio ottica.
Per gli utilizzi standard mi avvalgo di una Tamrac Pro8, una borsa compatta, di buona fattura e ottima resistenza.
Al suo interno trova posto la seguente attrezzatura:
-corpo macchina Olympus e-5
-zoom Zuiko 7-14
-zoom Zuiko 14-54
-zoom Zuiko 50-200
-fisso Zuiko 50mm
-flash Nissin i40
-cavi vari per scaricare le foto sul telefono o tablet
-4 batterie di scorta
-bombola d’aria e salviette per pulizia lenti

Il peso si aggira sui 4 chili circa ma mi assicura un utilizzo a 360° coprendo dal grandangolo spinto con 14 mm equivalenti al tele con 400mm equivalenti.
Questo è uno dei punti di forza del sistema 4\3 ed oggi ancora di più con il micro 4\3, tutte le lenti che ho sono professionali, tropicalizzate e con luminosità f2.8-3.5 per gli zoom e f2 per il fisso.
Provate a cercare ottiche con pari caratteristiche per Canon e Nikon per quanto riguarda luminosità, copertura focale e resistenza, metteteci un corpo professionale e vedrete che non vi starà mai dentro la stessa borsa e con lo stesso peso.
La borsa dei fotografica è come la borsa delle donne, strettamente personale, ad alcuni basta una lente per vivere felici, ad altri serve avere tutta l’attrezzatura per sentirsi liberi di decidere al momento cosa utilizzare.
Io appartengo alla seconda categoria se esco a fare foto “serie”, con l’intenzione di scattare per stampare, magari per un progetto più ampio o per un concorso a tema.
Con lo zaino avevo dietro la stessa attrezzatura, il trasporto era più confortevole potendo dividere il peso su entrambe le spalle ma poi dovevo sempre tirarlo giù, appoggiarlo a terra ecc…mentre con la borsa riesco a fare tutto al volo perdendo meno tempo, gusti personali.

mercoledì 3 febbraio 2016

Meglio Canon o Nikon?

Una delle domande che pongono più spesso sui forum dedicati alla fotografia e che mi sono sentito porre spesso anche io è quale marchio tra Canon e Nikon sia il migliore.
Ma che domanda è?
Sarebbe come scegliere tra Mercedes e BMW, se si mettono da parte gusti personali e barricate da fan boy ambedue i marchi offrono ottimi corpi e ottime ottiche.
Quello che rispondo spesso io è di guardare anche al resto del mercato che non è composto solo da Canon e Nikon e vanta offerte altrettanto valide e alle volte anche superiori.
Esistono marchi come Pentax, Olympus, Sony e sono tutti ottimi con molti punti a loro favore che dovrebbero farli preferire ai soliti marchi che spesso vivono di rendita dai tempi della pellicola.
Certo, se uno fa foto sportive in cui serve un autofocus continuo che assicuri il risultato (parlo di professionisti a bordo campo) allora Canon è indiscutibilmente il top ma quanti vivono di scatti al volo? I fotoamatori hanno reale bisogno di autofocus continui iper veloci? No, la maggior parte delle foto le scattano con scatto singolo su punto centrale e molti neanche sanno cosa sia la misurazione della luce, ben più importante.
Le mode purtroppo non seguono la qualità e tantomeno i bisogni reali degli acquirenti e questo provoca molti danni anche nel mondo della fotografia. Provate a chiedere alle persone il nome di un marchio di macchine fotografiche, spareranno Canon al 60% e Nikon il rimanente 40% e il motivo è semplice, pubblicità e presenza nei centri commerciali con espositori dedicati e venditori istruiti direttamente dalle case madri. Ora, quando mai nei centri commerciali si è trovata la qualità assoluta? E parlo per tutto, dai vestiti alle scarpe oltre all’elettronica. Il caviale di prima scelta lo trovate alla Coop o dal rivenditore di fiducia?
Non voglio dire che Canon o Nikon siano scarse, dico solo che devono molto del loro successo al settore vendite più che a una superiorità reale sui concorrenti che non godono della stessa visibilità nella grande distribuzione.
Ma parliamo nel dettaglio dei concorrenti e parliamo di cose concrete, il sensore per esempio, Canon usa i suoi ma il resto del mondo fotografico usa i sensori prodotti da Sony tranne Panasonic che se li produce per conto proprio. Già questo dovrebbe far riflettere, se il sensore è uguale non si potranno avere grosse differenze qualitative, ci saranno differenze cromatiche in base agli algoritmi scelti ma la resa agli alti iso ecc…saranno molto simili.
Per quanto riguarda le lenti potremmo discutere per mesi, Canon offre ottimi tele, Nikon è migliore nei grandangoli ma gli altri non sono da meno, gli Zuiko coprono dal grandangolo spinto al super tele e tutto a luminosità spesso superiori a quelle offerte dalla concorrenza. Le lenti Pentax annoverano dei fissi invidiabili, Panasonic ha un reparto ottico di ottima qualità così come le lenti di Sony.
Al giorno d’oggi pensare realmente che possa esistere un marchio superiore agli altri è pura e semplice utopia o scelta di campo soggettiva, nella realtà se si prendono prodotti di fascia alta si cade sempre in piedi e si ottengono sempre ottimi risultati.
Quello che le persone dovrebbero fare è semplicemente smettere di leggere i numeri riportati sulle scatole, smettere di seguire mille forum di parte e mettersi in testa che per scegliere il prodotto giusto prima bisogna studiare la fotografia, la tecnica e poi capire quale genere di fotografia interessa fare realmente e in base a quello poi scegliere il marchio che copre meglio le proprie reali esigenze.
Purtroppo la maggior parte delle persone fa l’operazione inversa, si fa incantare dal venditore di turno, torna a casa con un giocattolo costoso e poi scopre che non adatto alle proprie esigenze.
La pigrizia non paga mai, i risultati arrivano solo se prima si studia e si ha l’umiltà di fare la gavetta.
Io consiglio sempre di prendere una bridge, magari buona e usata per risparmiare e sperimentare quali sono le lunghezze focali più usate così da poter in un secondo momento acquistare una reflex e relative lenti in modo consapevole.
Ho un collega che per mesi mi ha stressato di domande perché doveva comprarsi una reflex, abbiamo passato ore a parlare, gli ho illustrato pro e contro, gli ho mostrato le differenze REALI e poi cosa ha fatto? È andato al Trony e ha preso la prima in offerta con doppio zoom che ha trovato lamentandosi dopo qualche tempo per la qualità infima delle lenti. Ora, se spendi 600 euro per corpo macchina e due lenti ti verrà il dubbio che siano dei fondi di bottiglia? Ora lo ha capito ma perché non ascoltare subito? Per pigrizia (i soldi non gli mancavano) e per bravura del venditore, non competenza sia ben chiaro.
Quando mi chiedono perché uso Olympus spreco ancora il mio tempo a rispondere, a spiegare i pro che offre questo sistema, ascoltano o sembra che ascoltino almeno e poi rimangono comunque interdetti e chiedono nuovamente perché non uso Canon o Nikon. Allora prendo alcune foto che ho stampato in grande formato e le faccio vedere e gli dico :” ecco perché”. Rimangono interdetti, chiedono con che macchina le ho fatte, che lenti ho usato e rimangono ancora interdetti. Ora, a parte il fatto che se sai fotografare lo scatto bello lo porti a casa anche con la bridge loro non riescono proprio a capacitarsi della qualità associata al marchio ed è tremendo.
Purtroppo grossi danni in tal senso li fanno anche i corsi di fotografia, spesso sponsorizzati, in cui i docenti parlano alla platea non in modo generale ma usando e predicando solo la propria attrezzatura creando così orde di discepoli poco informati.
Io credo che la cosa migliore sia poter avere un corpo performante e duraturo, delle buone lenti e, cosa importante, file pronti all’uso fin da subito, senza bisogno di sbattere la testa con il fotoritocco.
Queste cose tutte assieme con Canon per esempio non le ho mai trovate, corpi validi, lenti valide ma per ottenere il massimo dagli scatti il passaggio al pc è praticamente obbligatorio. Con Nikon ho avuto esperienze migliori ma solo con Olympus ho trovato un pacchetto completo che mi rende la vita facile e tranquilla. Ovviamente è una valutazione soggettiva determinata da gusti personali, da ergonomie e feeling, un canonista non sarà d’accordo probabilmente. Quello che è praticamente certo è che ad esempio un utente Canon o Nikon parlerà senza avere avuto esperienze dirette con altri marchi ma solo per sentito dire e questo è un grosso limite a mio avviso. Per valutare, per scegliere e soprattutto per sentenziare bisogna provare diversi sistemi e darsi il tempo di capire perché vanno o non vanno bene. Prendere un corpo, una lente e viverci tutta la vita è una cosa normale e sacrosanta ma sentenziare che quel corpo e quella lente sono il top assenza aver provato la concorrenza è solo supponenza e arroganza.
Ricordate solo di diffidare da chi vi da per assolute cose che assolute non sono, se un commesso vi venderà una cosa come la migliore, se un amico vi parlerà unicamente di un marchio senza conoscerne altri e cose simili allora prendete le distanze e cercate informazioni e valutazioni altrove.



mercoledì 20 gennaio 2016

Riflessioni sul mondo della fotografia

Ogni anno mi soffermo a riflettere sulla fotografia intesa come attrezzatura, sulle innovazioni viste l’anno precedente e sulle proposte delle varie case cercando di capire se e come il mondo fotografico sia cambiato.

Siamo arrivati al 2016 e sono passati 16 anni da quando ho iniziato ad usare macchine fotografiche digitali arrivando dalla pellicola vivendone quindi tutta l’evoluzione dalla nascita ai giorni d’oggi.

Ho assistito alla morte di marchi storici come Minolta, acquisita da Sony e la nascita di nuovi marchi come Panasonic che dal nulla si è inventato marchio di peso nel mondo della fotografia digitale.

Il passaggio da pellicola a sensore ha decretato una rivoluzione in cui solo chi si è saputo reinventare ed ha investito pesantemente in ricerca e sviluppo è sopravvissuto, un cambiamento epocale che nessuno aveva previsto.

Ricordo (sembro un vecchio) il fervore dei primi anni del digitale con soluzioni di tutti i tipi che cercavano di capire i bisogni dei “nuovi utenti” con macchine i cui corpi e lenti erano snodati, con altre che salvavano le foto su dvd fino ad arrivare ad alcune che avevano forme da disco volante. Il tutto pensando che il passaggio da pellicola a sensore dovesse portare con sé anche un cambiamento nel modo di fotografare.

Tutti questi progetti si sono arenati, sono falliti perché alla fine la macchina perfetta già esisteva, andava solo sostituito materiale di registrazione ma la forma quella doveva essere perché già figlia di sperimentazioni e miglioramenti nel corso dei decenni.

Oggi siamo tornati alle forme classiche ed hanno successo, non è una moda vintage ma una semplice presa di coscienza da parte delle aziende che hanno cercato di modificare i corpi macchina in chiave futuristica senza che ve ne fosse bisogno.

Ormai e aggiungerei per fortuna le aziende hanno ripreso a lavorare sulla qualità delle foto più che sulla forma delle macchine fotografiche mirando alla sostanza e non alla forma.

Il 2016 ha visto l’affermarsi dei sensori da 1” nella fascia delle compatte premium con conseguente miglioramento delle immagini ad alti iso mettendo da parte la corsa alle super zoom che avevano come compromesso proprio la grandezza del sensore.

Anche nell’ambito delle mirror less e delle full frame si è visto un affinamento dei modelli già in produzione piuttosto che rivoluzioni a tutto vantaggio di chi punta sulla qualità finale.

Diciamo quindi che forse le aziende hanno finalmente capito che gli utenti normali si accontentano degli scatti fatti con i telefoni mentre chi ha un palato fine vuole qualcosa di veramente migliore sia che si tratti di una compatta da taschino o di una macchina a lenti intercambiabili.

 

 

 

lunedì 18 gennaio 2016

Olympus e5 + Zuiko 50-200 swd

Ci sono giornate in cui prendere la vecchia signora e uscire a fare degli scatti con montato il sempre splendido Zuiko 50-200 swd è quasi un imperativo.
Ieri mattina ho avuto modo e possibilità di ritagliarmi un’oretta per fare degli scatti al volo sul lungomare ed ho ritrovato la sempre verde velocità di messa a fuoco e precisione di questa “vecchia” lente abbinata all’ultima ammiraglia 4\3 di Olympus, la e5.
Avrà anche “soli” 12 Mega Pixel, avrà 6 anni sulle spalle ma le foto le fa ancora bene come il primo giorno dimostrando che la corsa alle novità è più un fattore mentale di noi utenti che una reale necessità operativa.

venerdì 15 gennaio 2016

Flash Nissin i40

Il Nissin i40 è un flash che mi ha sorpreso molto in senso positivo e che vi consiglio vivamente di prendere in considerazione come futuro acquisto.
Questo flash è piccolo, molto piccolo ma è fatto veramente bene con diverse parti in metallo come il piedino di aggancio e lo snodo della testa oltre ad essere completo di piccolo piedistallo e di piccolo soft box.
A livello di potenza siamo a buonissimi livelli con numero di guida 40 che, per un flash così piccolo, sono molti.
Io lo uso abbinato allo Zuiko 12-54 e copre perfettamente l’intera lunghezza focale lavorando in ttl.
Altra chicca è il fatto che con il sistema Olympus-Panasonic il flash può essere comandato a distanza usando il lampeggiatore della fotocamera esattamente come avviene per i flash ufficiali delle due case.
Lo snodo della testa è sia in verticale che in orizzontale dando piena libertà di utilizzo al fotografo soprattutto in casa potendo sfruttare le pareti per non indirizzare il flash direttamente sui soggetti.
Ovviamente oltre alla modalità ttl si possono scegliere anche quella manuale, quella veloce per tempi di posa molto rapidi oppure la modalità ripresa che sfrutta una luce a led come illuminatore, non molto potente ma utile in ambienti molto bui per fare i filmati.
I tempi di ricarica sono ottimi se usate delle buone batterie.
Oltre al soft box il flash ha incluso un piccolo diffusore a scomparsa per attenuare il lampo e un piccolo pannello riflettente sempre a scomparsa per quando si punta verso l’alto l’unità.
Difetti?
Io non sono un esperto di flash, li uso solo se strettamente necessario e sinceramente difetti non ne ho trovati. Il prezzo è in linea con la qualità offerta, si trova sui 240 euro ma ho visto offerte su Amazon per 160 euro e bisogna tenere conto che un flash si compra una volta sola comunque e durerà per parecchi anni.
A seguire alcune immagini del Nissin anche abbinato alla mia Olympus e-5.


martedì 17 novembre 2015

4 anni con la Olympus E-5 e non sentirli

Quando parliamo di tecnologia il tempo assume un significato particolarmente importante visti i progressi che si susseguono a ritmo praticamente mensile e questo vale anche per la fotografia.

Ai tempi della pellicola le cose erano diverse, un corpo macchina robusto poteva durare una vita a un amatore perché alla fine se la meccanica interna era robusta la sola cosa che si cambiava era la pellicola assieme alla lente.

Oggi il discorso è un po’ più complicato perché un corpo macchina robusto con ottima meccanica ha un sensore che non si può sostituire e quindi rimane legato ad esso fino a quando non si cambia tutto.

Io nel 2011 presi una Olympus E-5, ultima ammiraglia della casa per quanto riguarda la famiglia delle reflex, il top che all’epoca potesse offrire Olympus e pochi mesi dopo l’acquisto nacque mio figlio con le relative migliaia di fotografie che in questi anni gli ho fatto oltre a quelle legate alle mie uscite fotografiche.

Sente il peso degli anni e tanto lavoro?

No.

Da un lato io sono un maniaco della manutenzione e della cura e se dopo questi anni di lavoro è ancora perfetta come appena uscita dalla scatola sicuramente parte del merito va alle mie cure che però spero siano le stesse che qualunque fotografo riserva alla sua “piccola”.

Alla E-5 ho affiancato di tutto, dalle mirrorless Olympus e Panasonic alle compatte premium ma il cuore è sempre tornato al mirino ottico alla fine con tutte le limitazioni del caso sia ben chiaro.

Il fatto è che i 12 Mp della E-5 per il dettaglio che tirano fuori, la pulizia delle immagini e la perfetta sinergia con le lenti in mio possesso fanno sì che anche provando cose nuove, più potenti, più progredite e potenzialmente migliori alla fine io ritorni al carro armato di vecchia generazione.

Ho potuto saggiare molto in questi anni fotograficamente parlando, anche reflex full frame, senza mai rimanerne stregato o anche solo impressionato. Ho valutato i tanti vantaggi della E-M1 con le lenti serie pro senza però trovare un motivo che me le facesse tenere o preferire al sistema 4\3 di precedente generazione.

Sarà che crescendo di età si inizia a rallentare e a riflettere maggiormente sui reali benefici delle cose ma se guardo le foto uscite da altre macchine non trovo la stessa bontà a 360°, magari hanno qualche picco in più ma anche qualcuno in meno mentre con la E-5 è tutto lineare, equilibrato.

Alla fine finisco sempre per uscire con la E-5 e un paio di lenti se so di voler fare fotografie oppure solo con il corpo attaccato al 14-54II che a mio avviso, pur non essendo un fulmine come il 12-60, è la miglior lente tutto fare che io abbia mai provato per assenza di distorsioni, aberrazioni ecc…

Sono passati 4 anni e per una macchina digitale equivalgono ad almeno 20 rispetto alle analogiche ma non li sente questo ammasso di magnesio, elettronica e vetro.

Con un otturatore garantito per almeno 150.000 scatti la preoccupazione maggiore è legata alla tenuta dell’elettronica ma in tal senso mi rincuora vedere macchine Olympus come la E-1 perfettamente funzionanti dopo un decennio dalla messa in commercio.

Non sto dicendo che il mercato attuale non sia meglio della E-5, solo un pazzo lo affermerebbe ma un conto è un nuovo acquisto e allora uno punta al top del momento come investimento e altra cosa è avere la possibilità di comparare il top di oggi e quello di ieri per oltre un anno di convivenza e poi scegliere in modo ponderato, senza le illusioni dei test o le recensioni spesso fuorvianti dei siti specializzati.

Io per primo ho speso ore e ore a leggere recensioni sia chiaro e ancora oggi lo faccio per tenermi aggiornato ma la realtà è tutt’altra cosa. Quando si scatta nella vita reale si tengono gli ISO bassi, si impara ad esporre correttamente per sfruttare al massimo la gamma dinamica a disposizione e i test perdono valore perché non fotografiamo in un laboratorio ma nel mondo reale.

È inutile cercare di negare che le macchine di 10 anni fa scattavano ottime foto (parlo sempre di top di gamma) e che oggi quelle foto ci sembrano misere solo perché il marketing martellante ci impone acquisti nuovi ogni 6 mesi. Oggi fa sorridere pensare a una reflex top di gamma con sensore da 5 Mp ma posso assicurarvi che le foto scattate con una E-1 a quella risoluzione risultano ancora oggi migliori di tante reflex moderne da 18 o 24 Mp e i 12 della E-5 non hanno nulla da invidiare ai 16 della E-M1 di oggi se non per il minore crop eseguibile in post produzione.

Ovviamente lo stesso discorso lo si può fare anche per le altre marche, io nomino Olympus perché è quella che ho usato ed uso maggiormente ma per Canon, Nikon o Sony vale lo stesso discorso.

Purtroppo la pubblicità è un nemico del nostro cervello e chiunque abbia letto qualche trattato sul marketing sa di cosa sto parlando, il generare bisogni quando in realtà non servirebbero, l’indurre alla spesa senza una reale e tangibile necessità o miglioramento.

 

 

venerdì 13 novembre 2015

Una settimana con il Nexus 5X

Dopo una settimana credo di poter parlare in modo decente del nuovo Nexus 5X a differenza di molti siti che recensiscono i prodotti dopo averli usati un giorno o poco più.

Intanto va detto che il lavoro di Google sull’ottimizzazione dei consumi si vede e molto quando il telefono è in pausa con consumi praticamente nulli mentre con Lollipop il sistema risultava energivoro anche in questa situazione.

Il telefono arriva a sera senza problemi con un uso normale del telefono e per normale intendo:

-2 mail in push

-Facebook e relative notifiche

-Messenger

-What’s Up

-una ventina di foto al giorno con relative upload

-uso misto 3G WiFi

-luminosità manuale scelta a seconda della situazione

-qualche telefonata al giorno

-la sera visione di film o filmati

Con questo uso faccio tranquillamente 4 ore e mezza di schermo acceso che si traducono in un telefono che resta acceso dalle 8 alle 22.

Di telefoni ne ho avuti e ne ho diversi, con batterie ben più capienti di quella del Nexus e la media nella durata è simile se non peggiore quindi direi che il lavoro di ottimizzazione sia hardware che software è stato ottimo senza puntare al top dei processori ma scegliendone uno buono ma non energivoro.

Punti deboli?

Per il prezzo avrebbe potuto essere dotato di stabilizzatore di immagine, non per reale necessità ma appunto per il prezzo di vendita.

La porta usb-C una volta preso un adattatore non crea problemi, leggo tranquillamente le periferiche e se serve posso usare un batteria esterna in emergenza anche se ad oggi non si è mai verificata questa evenienza, sarebbe stato bello avere l’adattatore in dotazione ma ormai fanno così, Sony non mette neanche il carica batterie nella scatola.

La scelta della plastica a me piace, il peso risulta irrisorio e la praticità in un telefono per me è tutto.

Certo, telefoni come il Mate S sono anni luce più belli a livello stilistico con vetri curvi, bordi smussati e tutto quello che si vuole ma questo non serve a nulla nell’uso reale del telefono ma solo a soddisfare l’utente medio che capisce poco di hardware.

Nell’arena ci sono telefoni che costano anche meno del Nexus e offrono di più, è innegabile ed è sempre stato così ma non sono dei Nexus, non ricevono aggiornamenti costanti e sicuri nel tempo, non offrono un sistema operativo pulito e configurabile a proprio uso e consumo.

A chi mi chiede se vale la pena prenderlo io rispondo sempre che dipende dal tipo di utilizzo.

Se uno cerca ottime foto, peso contenuto, buone specifiche e tanta sostanza sì, vale la pena prenderlo altrimenti basta andare su Amazon o simili e prendere un telefono sui 300 euro per vivere comunque sereni e felici.

Ho letto che molti preferiscono spendere 200 euro in più e prendere il fratello maggiore, ne vale la pena?

Per me no, le dimensioni aumentano e vi assicuro che nella tasca posteriore dei pantaloni le differenze si sentono, me ne accorgo io tra lo Zenfone 2 e il Nexus 5X. È vero che a livello di potenza il fratello maggiore ha muscoli ben più grossi ma servono? Per chattare, scrivere su Facebooke Instagram e leggere qualche news? Perché è questo l’utilizzo del 99% degli utenti anche se si illudono di fare chissà cosa con lo smartphone.

Il mio consiglio è di puntare al 5X se volete un Nexus oggi, ovviamente versione da 32 Giga di memoria che sono il minimo sindacale per non avere problemi di spazio. Offre tanto anche se i numeri non fanno scalpore, è un ottimo compromesso tra grandezza e portatilità e soddisfa al 100% l’utente senza lasciare fianchi esposti a problemi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì 3 novembre 2015

Nexus 5X test fotocamera

Il nuovo Nexus 5X ha tra le sue peculiarità la fotocamera. Parliamo nel dettaglio di un sensore da 12Mp con singoli pixel più grandi rispetto alla media che dovrebbero favorire l’acquisizione di immagini con poca luce.

In questi giorni la sto mettendo alla frusta provandola in tutte le situazioni tipo e fino ad ora ne è uscita sempre bene con immagini ottime di giorno anche eseguendo un crop al 100% e molto buone in condizioni di scarsa luminosità.

Allego degli scatti di prova con relativo ingrandimento, purtroppo la compressione porta ad una perdita di qualità che nella realtà non c’è.

Le foto con scarsa illuminazione sono eseguita a mano libera e iso automatici, tutte le foto sono fatte con la fotocamera stock senza modifiche.

A mio avviso è ottimo lo sfocato (in relazione alla tipologia di prodotto), la resa cromatica molto neutra e quindi lavorabile in post produzione e la tenuta agli alti iso (sempre in relazione alla tipologia di prodotto).

Purtroppo o per fortuna la fotocamera stock offre veramente poco e zero controlli manuali, per scattare in modo manuale bisogna affidarsi ad altre applicazioni di terze parti che salvano anche in formato raw.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

venerdì 30 ottobre 2015

Recensione Nexus 5X parte prima

Per una volta metto da parte la fotocamera per parlare di uno smartphone da poco nelle mie mani, il Nesus 5X.

In questa prima puntata non scenderò molto nel dettaglio perché avendolo per le mani da appena due giorni posso solo parlare in modo generale di questo telefono riservandomi degli approfondimenti mano a mano che andrò ad usarlo.

Premetto che di cellulari ne so abbastanza, ho avuto telefoni di tutte le marche e sempre di fascia alta passando da Android a Apple e viceversa senza patemi d’animo e senza pregiudizi.

Della famiglia Nexus ho avuto il primo modello, prodotto da HTC e poi uno prodotto da Samsung saltando la famiglia LG e Motorola perché utilizzavo altri terminali.

Oggi sono tornato al Nexus, nuovamente prodotto da LG come il 4 ed il 5  ed il motivo è semplice, volevo avere nuovamente tra le mani un Android puro da plasmare secondo le mie esigenze, tascabile, leggero e con una fotocamera buona e così la scelta è caduta sul 5X.

 

MATERIALI E COSTRUZIONE

 

Policarbonato posteriore e vetro anteriore, niente metallo per questo smartphone ma devo dire che non ne sento la mancanza, usare solo la plastica favorisce la leggerezza e aumenta la ricezione, due cose fondamentali dopo aver avuto negli ultimi tempi telefoni fatti di vetro e metallo oltre che grandi fisicamente.

Sicuramente per chi come me viene da smartphone da 5.5” pesanti passare al Nexus 5X darà strane sensazioni, sembra che sia vuoto per tanto è leggero e le plastica liscia aumenta la sensazione di avere una piuma in mano.

L’assemblaggio risulta comunque ottimo, nessuno scricchiolio e il corpo unibody aumenta la robustezza anche se viene meno l’effetto wow dei top di gamma odierni che vantano corpi in alluminio e vetri anteriori arrotondati sui bordi.

Nexsus vuole dire essere pratici però, badare alla sostanza e non ai fronzoli e quindi la plastica mi va benissimo.

 

SCHERMO

 

5.2” full hd senza infamia e senza lode, ha una saturazione dei colori non esagerata e comunque è godibile, certo un amoled avrebbe fatto più figura ma va bene così. Il touch risulta preciso e reattivo, non ho avuto nessun problema in tal senso e per fortuna non sono ricaduto tra quelli che hanno avuto problemi di schermi tendenti al giallo.

 

AUDIO

 

Buono in capsula, nelle conversazioni si sente molto bene mentre in vivavoce o ascoltando l’audio di un film i bassi non risultano particolarmente corposi anche se il volume è nella media, avrei gradito solo un suono più avvolgente. Da notare che l’uscita è mono e non stereo come potrebbero far pensare le due feritoie anteriori.

 

RICEZIONE

 

Ammetto che avevo paura, LG non è mai stata un mostro nel campo della ricezione e sia il G2 che il G3 presentavano grosse carenze in tal senso. Per fortuna con il Nexus 5X non ho riscontrato problemi ed anzi devo ammettere che le antenne vanno molto bene, al pari dell’Asus Zenfone 2 che avevo poco tempo fa e che si era dimostrato uno dei migliori telefoni in tal senso.

Io non uso il 4G perché non supportato dal mio operatore ma il 3G va benissimo oltre ovviamente al WiFi a casa.

 

REATTIVITA’

 

Ottima, come si conviene a un Nexus, bisognerà vedere con il tempo ed il crescere delle app installate e relative cash come si comporterà ma per ora con una trentina di app installate non ho riscontrato problemi di fluidità.

Bastano 2 Giga di ram? Sì, sono tanti e pure abbondanti, il resto è marketing e avendo provato telefoni con 3 e 4 giga di ram parlo per esperienza diretta.

 

ROM

 

Io ho la versione da 32 Giga, il minimo sindacale non avendo possibilità di essere espansa, quella da 16 sinceramente non so a cosa potrebbe servire a meno che uno non usi lo smartphone come un banale telefono.

 

LETTORE DI IMPRONTE

 

Funziona ed anche molto bene, la lettura per lo sblocco del telefono è praticamente immediata e non sbaglia mai, almeno per ora. Averlo messo nella parte posteriore forse è stata una necessita, avrei preferito averlo davanti per non dover sempre sollevare il telefono per sbloccarlo ma anche su Huawei è posto dietro e vivono tutti sereni.

 

FOTOCAMERA

 

Ottima, farò un focus a parte con scatti d’esempio ma posso tranquillamente dire che finalmente la famiglia Nexus ha una ottima fotocamera che se la gioca alla pari con altri top di gamma. La pecca sta nel software, Google come sempre non si spreca molto in tal senso sia per quanto riguarda la grafica che le funzioni, quelle essenziali ci sono tutte sia chiaro ma la concorrenza offre maggiori voci creative.

Per me che amo la fotografia è essenziale avere in tasca uno strumento che possa soddisfarmi quando magari durante una passeggiata mi viene voglia di scattare una foto e con questo Nexsus posso stare tranquillo.

Per fortuna Google non ha seguito la mania dei mega pixel fermandosi a 12 ma aumentando la grandezza dei singoli foto recettori permettendo, dai dati che si possono leggere, di acquisire il 40% di luce in più rispetto alla concorrenza. Tutto questo si trasforma in immagini ottime di giorno e buone al calar della luce. Devo ancora testare la macchina con altre app dedicate per valutarla bene ma già con quella stock posso dire che ci siamo, colori neutri, non saturi come quelli che restituisce Samsung ad esempio. Ottimo dettaglio e buona gestione della luce ambiente. Da sottolineare la presenza del doppio flash veramente potente e del laser per la messa a fuoco. Manca lo stabilizzatore ottico ma non risulta una mancanza drammatica anche se averlo aiuterebbe ulteriormente nelle foto serali.

 

BATTERIA

 

Avevo paura lo ammetto, la batteria mi sembrava sottodimensionata e non speravo di arrivare al primo pomeriggio con il mio uso che è pesante ed invece mi ha stupito positivamente. Sarà merito di Android 6 che gestisce ottimamente i consumi specialmente quando il telefono è a riposo ma sta di fatto che faccio tranquillamente 4 ore di schermo acceso che si traduce in un giorno di uso continuativo. Questo mi fa ben sperare per tutti gli altri smartphone sul mercato che hanno batterie più capienti di quella del mio Nexus.

Il cruccio come sempre è il fatto che sia integrata ma dai filmati in rete risulta semplice la sostituzione fai da te se e quando sarà necessario.

 

PRIME CONCLUSIONI

 

La parola che descrive meglio questo Nexus 5X è equilibrio.

Il telefono è godibile e piacevole a 360° senza scontentare su nessun fronte magari rinunciando agli effetti speciali di altri concorrenti in singoli settori.

Avrebbero potuto osare di più con la batteria a scapito di un millimetro in più di spessore ma evidentemente Google non lo ha ritenuto necessario e ci fidiamo delle sue valutazioni.

Difetti non ne ho riscontrati, per ora.

Design e materiali rientrano nel campo soggettivo di chi acquista, oggi sembra che senza metallo non si viva ma spesso si dimenticano i pregi del policarbonato .

Manca una certificazione di resistenza all’acqua ma chi se ne frega, avevo il Sony Z3 e avrò fatto giusto un paio di foto al mare in acqua, si può vivere benissimo senza insomma.

La porta type C mi lascia perplesso, ok, è il futuro e tutti la adotteranno nel 2016 ma oggi risulta ancora scarsamente usata e ci si trova costretti ad acquistare degli adattatori per usare battery banck o per poter collegare chiavette o macchine fotografiche al Nexus.

Manca la ricarica a induzione…e direi per fortuna. Avuta sul Nokia  e usata solo qualche volta per sfizio ma in giro mi serve un cavetto e una presa c’è poco da fare.

Nei prossimi giorni effettuerò dei focus su fotocamera e batteria, due elementi essenziali per giudicare un terminale al giorno d’oggi.