mercoledì 16 ottobre 2013

Test ISO Olympus OMD EM5

Vi posto una serie di scatti e relativi crop per valutare la tenuta agli alti iso del sensore della Olympus OMD EM5. Le foto sono fatte nella condizione peggiore ovvero quasi totale assenza di luce, condizione che normalmente porterebbe comunque all'uso del flash ma credo che così si possa valutare la peggiore ipotesi possibile. Alle volte infatti mi è capitato dei vedere test di alte sensibilità in condizioni di luce normale, cosa assurda visto che il rumore viene prodotto non tanto dalla sensibilità in se quanto dalla mancanza di luce che non eccita a dovere i singoli pixel.
Le foto seguono il seguente ordine ISO : 200-400-800-1600-3200-6400-12800-25600 prima i crop e poi le foto intere:

ISO 200




ISO 400




ISO 800




ISO 1600




ISO 3200




ISO 6400




ISO 12800




ISO 25600




Personalmente mi ritengo soddisfatto dei risultati, in condizioni appena migliori di luce il rumore cala notevolmente e questi sono i JPG così come li ha sfornati la macchina, lavorando dei file raw i risultati sarebbero stati anche migliori.

mercoledì 9 ottobre 2013

RECENSIONE REVIEW OLYMPUS OMD EM5

Un anno fa Olympus presentò la sua ammiraglia nel segmento delle mirrorless, la OMD Em5, una macchina interessante sotto molti aspetti che oggi è stata affiancata dalla sorella maggiore Em1 che mira ai professionisti puri mentre la Em5 è più votata agli amatori esigenti.

CORPO MACCHINA

Il corpo macchina è realizzato in lega di magnesio che le conferisce sia una ottima rigidità strutturale che una buona leggerezza.
Uno dei fattori che mi spinse un anno fa a comperare questa macchina fu la compattezza, lo spessore è veramente poco e questo è un indubbio vantaggio per il contenimento sia dei pesi che degli ingombri ma si traduce anche in un feeling ed una ergonomia non proprio ottimali se si hanno mani grandi.
Di sicuro il modo migliore per gustare la Em5 è quello di utilizzare gli ottimi fissi di casa Olympus e Panasonic che permettono di mantenere un buon rapporto peso-ingombri senza sacrificare la qualità. Ovviamente ciò ha un prezzo sia economico che in termini di comodità, andare in giro con 6 lenti fisse per coprire varie focali può risultare scomodo oltre che oneroso.
In alterativa si può optare per i due zoom Panasonic, il 12-35 f2.8 ed il 35-100 f2.8, due lenti che da sole valgono un corredo di fissi come copertura focale ma che permettono di andare in giro con meno attrezzatura mantenendo la tropicalizzazione del corpo ed un'ottima luminosità.
Ovviamente l'ergonomia vacilla, già usando il 12-35 si deve montare anche il grip aggiuntivo altrimenti risulta scomoda da usare e con il 35-100 è praticamente una scelta obbligata.

SENSORE

La Olympus OMD Em5 ha decretato un salto di qualità notevole per Olympus per quanto riguarda la tenuta agli alti ISO e la qualità generale delle immagini. Questo nuovo sensore costruito da Sony ha infatti permesso di contenere il rumore e scattare foto pulite a 6400 ISO, cosa impensabile con i sensori Panasonic di precedente generazione.
La nitidezza e la resa cromatica, frutto sia del sensore che del processore di immagine, risultano migliori di molte aps-c presenti sul mercato che godono di sensori leggermente più grandi ed alcuni siti specializzati si sono spinti a dire che può tranquillamente rivaleggiare con le full frame. Sinceramente non so se sia vero, di sicuro la resa finale, la qualità e la pulizia degli scatti non faranno pentire gli acquirenti della Em5.

STABILIZZATORE

Non sono un amante dello stabilizzatore, lo tengo sempre spento a meno che non sia necessario usarlo, questo oltretutto permette un notevole risparmio di energia che sulla OMD risulta essere scarsa rispetto alle tradizionali reflex.
Lo stabilizzatore innovativo presente su questa macchina fotografica copre tutti gli assi e non solo quello verticale-orizzontale, una novità assoluta che permette di scattare con tempi che possono arrivare ai 2 secondi se si ha la mano ferma. Tutto ciò si traduce in un minore bisogno di salire con la sensibilità a tutto vantaggio della qualità della foto.

COMANDI

Ci sono tutti, magari un po' troppo compressi se si hanno dita grosse ma di sicuro non si può dire che manchino sia i pulsanti che le ghiere oltre alla possibilità di impostarli a proprio piacimento a livello di funzioni. Io mi trovo molto bene a lavorare con questa macchina, una volta settati i pulsanti secondo le mie esigenze ho avuto tutto a portata di dito durante gli scatti senza mai riscontrare problemi. Ovviamente ci vuole un po' per prendere confidenza con i tanti parametri accessibili ma alla fine un fotografo scatta in modo abbastanza ripetitivo e quindi deve solo calibrare la macchina alle sue esigenze specifiche.

MESSA A FUOCO

Io sono un amante della messa a fuoco su punto centrale e voglio che questo punto sia il più piccolo e preciso possibile.
Normalmente l'area coperta dal riquadro di messa a fuoco copre un'area molto grande dello schermo, cosa a me inutile ma si può rimpicciolire notevolmente garantendo una migliore precisione della messa a fuoco su ciò che interessa.

FILTRI ARTISTICI

Non sono indispensabili ma diciamoci la verità, alle volte usarli è divertente e ci permette di ottenere gli effetti che avremmo comunque ottenuto in post produzione perdendo tempo.
Ce ne sono per tutti i gusti e sono anche modificabili senza contare la possibilità di eseguire con un singolo scatto l'elaborazione della foto con uno o più filtri a piacere in modo da avere oltre all'originale anche i file già elaborati e pronti all'uso.

MIRINO ELETTRONICO

Io ero scettico sui mirini elettronici, più che altro per lo sfarfallio che notavo negli anni passati su diversi modelli provati. Sulla OMD Em5 potete scordare di avere un mirino elettronico. Zero sfarfallii, buona risoluzione e possibilità di vedere in tempo reale tutte le modifiche apportate direttamente sulla foto prima di premere il pulsante di scatto sono valori aggiunti che un tradizionale mirino ottico non potrà mai offrire. Se poi siete proprio schizzinosi il mirino della Em1 è ancora più grande e risoluto e supera anche i migliori mirini ottici delle full frame.
Purtroppo o per fortuna a seconda dei gusti l'integrazione del mirino ha aumentato le dimensioni della macchina, nulla di che ovviamente ma per me le linee della serie Pen sono fantastiche e alle volte le rimpiango per un puro fattore estetico, a livello funzionale invece avere un mirino è fantastico.
Una chicca sta nel fatto di poter agire sulle alte luci e basse luci selettivamente in fase di ripresa così da avere uno scatto preciso ed accurato sotto questo punto di vista, può sembrare inutile ma se fate ritratti diventerà uno strumento indispensabile per andare a modellare la luce prima della ripresa e non doversi pensare dopo.

VELOCITA' DI MESSA A FUOCO E PRECISIONE

Sfido chiunque a dire che non è veloce e precisa, si potevano avere dei dubbi e dei tentennamenti con la generazione passata ma ora siamo a livelli ottimi ed ancora migliorati con la nuova Em1. La OMD Em5 è una macchina che non tradisce le aspettative neanche per foto sportive, unico neo la velocità massima dell'otturatore che si ferma a 1\4000 di secondo, poco se c'è tanta luce e si usano lenti luminose, in tal senso è obbligatorio guardare alla nuova ammiraglia che arriva a 1\8000 di secondo permettendo foto sportive in tutte le condizioni.
Per le foto che faccio io con soggetti statici o in movimento normale non ho mai avuto problemi sia per quanto riguarda la velocità che la precisione della messa a fuoco anche in condizioni di scarsa luce o con soggetti poco contrastati che in teoria avrebbero dovuto mandare in crisi la messa a fuoco a contrasto della macchina.

MONITOR

Senza infamia e senza lode, purtroppo è un amoled con i pro ed i contro del caso, consuma meno di un lcd ma satura molto i colori, bisogna prenderci la mano per valutare correttamente i colori soprattutto se poi si stampano gli scatti.
Per il resto c'è tutto, quello che serve a livello di informazioni e la visione è buona anche in presenza di luce forte potendo regolarne la luminosità.
Peccato che sia solo basculante, si può orientare verso l'alto ed il basso ma non girare di lato, per chi come me ha avuto modo di usare lo schermo della e5 questa è una grave mancanza.


PREGI E DIFETTI

I pregi sono tanti in questa macchina, si va dalle ridotte dimensioni all'ottima resa passando per la miriade di controlli manuali disponibili che mettono a proprio agio anche il fotografo più esigente.
Tra i difetti citerei la mancanza di ergonomia con lenti più grandi dei fissi e la durata della batteria, si riescono a fare anche 400 scatti stando attenti ai consumi ma se si fotografa in modo serio spesso non si ha il tempo materiale per queste attenzioni e si rischia di finire la carica in 300 scatti dovendo portare dietro almeno 4 batterie per un lavoro normale. Speravo che la nuova Em1 avesse risolto il problema optando per batterie diverse ma purtroppo non lo hanno fatto, cosa questa che lascerà perplessi non pochi fotografi professionisti e sportivi che dell'autonomia hanno un grande bisogno.

venerdì 21 giugno 2013

Samsung Galaxy NX, mirrorless con Android

Ci siamo, alla fine è arrivata una mirrorless con ottiche intercambiabili, sistema operativo completo Android e connettività 3G, una macchina interessante per molti aspetti.
In primo luogo parliamo di una fotocamera con sensore aps-c e quindi di dimensioni ragionevoli per foto di qualità e con 20Mp si spera che la gestione del rumore sia buona almeno fino a 1600 iso.
La presenza di Android apre nuovi orizzonti per quanto riguarda le possibilità di elaborazione delle immagini in movimento senza bisogno di pc o altro sia per effettuare le modifiche sia per la condivisione essendo presente il modulo 3G.
L'auto focus è di tipo ibrido e questo assicura ottime prestazioni anche nelle situazioni in cui il sistema a solo rilevamento di contrasto tipico di molte mirrorless va in crisi come le scene scarsamente illuminate o prive di contrasti ben definiti.
La batteria è di 4.000mAh, un record positivo ma ovviamente un processore quad core ed un sistema operativo completo richiedono anche molta energia e inoltre l'alloggiamento della batteria trova posto nell'impugnatura rendendola particolarmente ergonomica a differenza di molte altre mirrorless che sacrificano questo aspetto.
Chi conosce ed utilizza Android sullo smartphone sa le potenzialità creative che permette ad un fotografo e ora che nascono questi gioiellini sicuramente il mercato delle applicazioni avrà una spinta verso l'alto sia in prestazioni che in possibilità creative.
I puristi storceranno il naso ma questo è il futuro in un mondo dove scatto, elaborazione e condivisione devono essere sempre più istantanei e anche se probabilmente non sarà Samsung a fare il colpaccio a livello di vendite io scommetto che entro un paio di anni anche Canon e Nikon sforneranno modelli simili aprendo realmente le danze a questo nuovo segmento di fotocamere.
Ora è il turno delle ottiche, Samsung ha già qualcosa di interessante in catalogo ma si deve applicare su questo aspetto se vuole veramente entrare a far parte della cerchia di produttori seri in un settore dove la concorrenza è spietata e vonce non solo chi innova ma anche chi sa catturare l'attenzione dei fotografi vecchia scuola.

giovedì 20 giugno 2013

Filtro polarizzatore circolare

I filtri per le lenti andavano estremamente di moda con le macchine a pellicola ed avevano i loro perchè soprattutto per chi non si sviluppava le pellicole in camera oscura e si doveva basare solamente sullo scatto per ottenere il risultato sperato.
Oggi con il digitale i filtri per le lenti hanno assunto connotazioni diverse, si possono riprodurre senza problemi al pc senza spendere soldi e solitamente la gente compra un filtro UV solo per proteggere la lente frontale.
La prima cosa che va detta è che i filtri non sono tutti uguali e che non è vero che risparmiando si hanno gli stessi risultati, un buon filtro sia UV che polarizzatore costa dai 40 euro in sù, quelli da 9-10 euro sono pezzi di vetro da lasciare nei negozi perchè apportano più danni che guadagni.
Il filtro polarizzatore circolare nello specifico è un filtro che si usa per eliminare i riflessi delle superfici lucide o dell'acqua ed è detto circolare perchè può ruotare andando ad adattarsi al tipo di ripresa che stiamo effettuando, ce ne sono anche di tipo fisso ma non li consiglio mai perchè limitanti.
Il funzionalmento del filtro polarizzatore è semplice, evita i riflessi ma non solo, aumenta anche la saturazione dei colori e per questo è particolarmente indicato a chi fa fotografia paesaggistica ma ci sono degli accorgimenti da seguire. In primo luogo questo filtro funziona se abbiamo il sole o la fonte di luce posta lateralmente, se invece l'abbiamo davanti o perfettamente alle nostre spalle il polarizzatore non serve a nulla, detto questo il fatto che la lente ruoti serve a scegliere l'intensità del filtro a seconda della quantità di luce e per trovare il livello ottimale l'unico modo è la pratica e l'attenta osservazione nel mirino.
Un fatto importante è che i filtri polarizzatori portano via luce tra 1 e 2 stop e di questo va tenuto conto soprattutto se si monta su lenti già buie come quelle dei kit perchè i tempi di posa si allungheranno o la macchina potrebbe salire con gli iso per compensare la minore luce ricevuta.
Ci sono persone che tengono sempre su il filtro polarizzatore, io lo sconsiglio, per proteggere la lente meglio un filtro UV di qualità che non ruba luce e rende più nitide le foto, il filtro polarizzatore va usato solo se serve e con maestria se si vogliono dei buoni risultati.
Ultimo accorgimento da tenere a mente è che se la lente ruota durante la messa a fuoco ( poche per fortuna ) dovremo prima inquadrare, mettere a fuoco e solo successivamente andare ad agire sul polarizzatore.

mercoledì 19 giugno 2013

Corsi di fotografia per i cellulari

Questa mi mancava, ieri su Facebook mi è arrivato l'invito a partecipare ad un corso fotografico riservato a chi fotografa con cellulari e smartphone.
Ora, che con questi apparecchi si possano eseguire anche belle foto in presenza di buona luce è indubbio ma mi sembra assurdo creare dei corsi di fotografia annessi, io vedo molto più sensato fare dei corsi di inquadratura e soprattutto di ritocco fotografico insegnando ad usare i programmi, anche molto validi, che questi oggetti mettono a disposizione. Trovo stupido fare lezioni sul diaframma, profondità di campo, tempi ecc... a persone che intendono usare un cellulare per dar vita agli scatti, è come rubare le caramelle ad un bambino.
Oggi giorno ci sono in giro apparecchi che fanno le scarpe a parecchie compatte di fascia media, penso al Nokia Lumia 920 o all'HTC One che offrono due nuove concezioni di sensori che regalano ottime immagini ma che per essere sfruttati al meglio anno bisogno di conoscenze informatiche più che di tecnica fotografica vecchio stampo. I ragazzini di oggi questo lo hanno già capito, basta guardare le foto che postano su Instagram per capire la loro abilità nell'uso dei programmi di ritocco fotografico con cui danno vita ad immagini fortemente personalizzate e di grande impatto visivo.
Certamente ci saranno anche i polli che a questi corsi prenderanno parte spendendo 100 euro per niente ma ritengo che essi apparterranno alla categoria del vorrei ma non posso perchè nulla di ciò che impareranno gli sarà realmente di aiuto negli scatti che poi andranno a fare.
Una cosa è sicura, ogni giorno la gente si inventa qualcosa di nuovo per fare soldi e indubbiamente ci riesce viste le adesioni continue che riescono a riscuotere.
Il mio consiglio, se siete fotografi conpulsivi ed utilizzate i vostri cellulari per scattare è quello di scaricare programmi come Snapseed su Android o simili su iOS e WM e di imparare a sfruttarli al massimo, con i filtri che mettono a disposizione ed un buon occhio per le scene avrete già tutto quello che vi serve per fare bei lavori.
Il resto verrà con la pratica e l'allenamento.

giovedì 13 giugno 2013

Nuovo aggiornamento firmware 1.7 Olympus OMD

Giusto come nota di servizio è uscito l'aggiornamento 1.7 per la OMD che va a dare il supporto al nuovo mirino elettronico vf4 da poco presentato.  Come sempre gli aggiornamenti portano anche correzioni minori non segnalate ma presenti quindi meglio farlo  con le solite precauzioni e leggendo attentamente le istruzioni sul pc senza premere AVANTI a casaccio,pena il blocco della macchina.

lunedì 10 giugno 2013

Corretta esposizione Panasonic Lumix 12-35 f2.8 su Olympus OMD

In questi giorni ho avuto modo di provare il 12-35 all’aperto in condizioni di forte luce e ho potuto constatare che lungo tutta l’escursione dello zoom per avere una corretta esposizione dovevo sotto esporre di almeno 1\3 il valore rispetto allo zero. Questo accorgimento si è rivelato obbligato per non bruciare le alte luci mentre l’esposizione delle ombre risultava comunque buona. Il motivo di tale sovra esposizione dell’accoppiata 12-35 e omd non la so, con il 50mm f2 zuiko e con il 45mm 1.8 non ho dovuto effettuare correzioni a parità di condizioni quindi credo che si tratti di qualcosa di fisico intrinseco della lente o di un dialogo non perfetto tra corpo e lente. Il fatto di suo non costituisce un problema sia chiaro, una volta impostata la macchina non ci si pensa più, in alternativa si può lavorare direttamente con l’istogramma andando a tagliare solo le alte luci se dovesse servire, possibilità offerta dalla Olympus e attivabile con tasto rapido anche se io mi sono trovato maggiormente a mio agio lavorando con l’esposizione.

 

 

 

mercoledì 29 maggio 2013

Inesattezze sul 4\3 e micro4\3

È incredibile quanto anni di disinformazione abbiano segnato il pensiero fotografico degli utenti digitali. Naturalmente mi riferisco al fatto che ancora oggi mi tocca sentire baggianate campate per aria nei confronti della profondità di campo nel mondo 4\3 e micro4\3 rispetto agli altri standard.

Nello specifico mi è capitato di fare una uscita con dei possessori di corpi Canon, sia full frame che aps-c e tutti quanti eravamo armati dei nostri bei 24-70 equivalenti f 2.8. L’uscita è andata bene, tranquilla, fino a quando un compagno di fotografia non se ne è uscito, guardando la marca della mia macchina fotografica e la lente, sostenendo che in realtà si trattava sì di un 24-70 equivalente ma anche di un f5.6 perché va raddoppiata anche la profondità di campo e non solo la lunghezza focale sul sensore 4\3.

Che tristezza.

A parte che mi è toccato spiegargli come la luminosità e la pdc non siano la stessa cosa e che un f2.8 di luminosità rimane tale a prescindere dal formato del sensore (cosa che lo ha lasciato a bocca aperta), è stato molto interessante vedere la sua faccia mentre gli spiegavo che neanche il suo 2.8 era tale come pdc usando lui un aps-c. Molti sono convinti che se si parla di equivalentza con il 35mm l’aps-c coincida in tutto tranne che nella lunghezza focale mentre anche per quel sensore la profondità di campo aumenta e va moltiplicata per il fattore di moltiplicazione del sistema.

È triste constatare che ancora oggi molti rimangano basiti nell’apprendere che un sensore 4\3 paga rispetto ad un sensore aps-c solo uno 0.5 di pdc in più e non 2 come nel caso di una ff.

Il dramma è che la cosa non viene spiegata adeguatamente neanche ai “corsi” di fotografia cui questa gente partecipa e che spesso, essendo sponsorizzati da talune case, tendono a lanciare messaggi errati agli studenti per accapparrarsi nuovi adepti.

A tal proposito ricordo ancora un episodio accaduto un paio di anni fa quando accompagnai la mia ragazza ad un corso base di fotografia perché voleva capirci qualcosa e a metà della prima lezione mi ritrovai a scontrarmi apertamente con il “docente” che sosteneva inesattezze e che messo davanti all’evidenza dei numeri mi pregò di allontanarmi perché disturbavo.

Purtroppo in fotografia così come in ogni campo ci sono i talebani che vedono solo un marchio, cosa che posso anche comprendere, se non si impegnassero anche a denigrare gli altri senza basi reali di discussione.

 

 

 

 

 

venerdì 24 maggio 2013

Perchè i professionisti con full frame usano sempre il flash?

Credo che a tutti sia capitato di vedere all’opera dei professionisti armati il più delle volte di corpi Canon ff con attaccato uno splendido 24-70 f 2,8 che nell’esercizio del loro lavoro usavano sistematicamente il flash.

Ora, con la possibilità di scattare ad iso elevati e con ottiche luminose perché usare il flash?

La risposta è semplice in realtà e da sola toglie parte del vantaggio derivante dall’usare il pieno formato e si chiama profondità di campo.

Il flash viene usato per diversi motivi, in primo luogo lascia congelare l’attimo a iso bassi senza rischiare il micro mosso del soggetto e preservando la massima qualità del file.

In secondo luogo permette di chiudere il diaframma ed avere tutto a fuoco.

Già perché uno dei problemi quando si fanno i servizi fotografici, specialmente a manifestazioni o convegni, è riuscire ad avere foto nitide con poco sfocato visto che non devono risultare artistiche e con una ff si deve chiudere il diaframma anche a f6-8 alle volte.

È qua che entra in gioco il problema delle ff, la pcd è ridottissima a parità di diaframma rispetto a una aps-c o a una 4\3 e quindi se con una ff si volesse scattare a luce ambiente a f2.8 si andrebbe incontro ad uno sfocato poco indicato rispetto allo scattare la stessa foto, sempre a luce ambiente e f2.8 con formati ridotti.

La cosa potrà sembrare banale ma in realtà non lo è.

Credo che tutti concordino con il fatto che una foto a luce ambiente è mille volte migliore rispetto ad una in cui si usa il flash per quanto riguarda l’ambientazione ed anche il minor disturbo arrecato a chi viene fotografato ed ecco il motivo per cui non ho optato per una ff quando ho cambiato sistema.

Personalmente quando mi trovo a fare foto alle presentazioni dei libri o a qualche cerimonia preferisco lasciare da parte il flash per non disturbare e poter fotografare a f2.8 e anche a f1.8 con i fissi mi permette di tenere tempi di tutta sicurezza per avere foto nitide a iso che arrivano al massimo a 400 nei casi peggiori.

I vantaggi del ff sono molti e indiscutibili ma è giusto anche sottolineare che non è un sistema adatto a tutti e a tutto come erronaemente il marketing cerca di far credere inducendo molti ad acquisti costosi e non sempre soddisfacienti.

Sempre per la pdc le ff sono poco indicate per le fotografie macro se si vogliono i soggetti completamente a fuoco, io con lo Zuiko 50mm f2 macro sono costretto a chiudere il diaframma a f6 come minimo per avere un’ape a fuoco in  tutta la sua lunghezza mentre con una ff dovrei usare f12 per avere lo stesso risultato. Cosa cambierebbe? I tempi di scatto ovviamente! Se a f6 scatto a 200 iso mettiamo con un tempo di 1\125” (la butto là) con f12 il tempo raddoppierebbe ed un insetto è poco incline a rimanere fermo. Certo potrei salire con gli iso per compensare e mantenere bassi i tempi di scatto ma andrei a degradare la qualità della foto per quanto puliti possano essere gli alti iso di una ff.

Il mio consiglio quindi è di non seguire le mode ma i propri reali bisogni e partire dal tipo di foto e di risultato che si vuole ottenere per scegliere un sistema.

 

 

JPG vs RAW, quale formato scegliere?

Uno dei quesiti che mi viene posto spesso è quale formato scegliere per salvare le foto in fase di acquisizione nelle macchine che mettono a disposizione anche l’opzione del raw.

La risposta non è univoca, dipende dal tipo di foto, dall’uso che vogliamo farne e dal tempo che vogliamo dedicare alla post produzione.

Per prima cosa il tipo di foto, se stiamo scattando per puro svago, senza particolari esigenze e senza particolari problematiche legate alla luce ambiente il jpg va più che bene e scegliendo la massima qualità possibile nel menù della macchina avremo anche un ottimo compromesso in termini di pesi.

L’uso che faremo della foto è anche importante, se infatti stiamo scattando per il piacere di farlo o per ricordi personali il jpg soddisferà le nostre esigenze, se però abbiamo intenzione di andare a lavorare il file con filtri e programmi di ritocco bisogna sempre ricordarsi che ad ogni salvataggio perderemo qualità e dati senza contare il fatto che non potremo risalire allo scatto originale. Scrivo questo perché mi hanno chiesto di “recuperare” una foto su cui erano state fatte delle modifiche importanti ma essendo un file jpg era impossibile farlo.

Altro punto importante è capire se vogliamo la foto bella e pronta o se vogliamo averne il controllo maggiore possibile, il raw infatti ci permette di cambiare parecchie impostazione in fase di sviluppo al pc ed il più importante è sicuramente il bilanciamento del bianco assieme al controllo delle alte e basse luci. Tutto questo si traduce ovviamente in tempo da dedicare al lavoro della foto, lo avete? Siete disposti a passare in rassena ogni foto per svilupparla? Già perché applicare lo sviluppo automatico non ha senso, a quel punto meglio usare il jpg direttamente.

Bisogna chiarire anche il fatto che il raw occupa tanto spazio e quindi ha bisogno di supporti adeguati e calcolando che è sempre meglio avere almeno due supporti separati su cui fare beckup ridontandi le spese possono essere elevate se si iniziano ad accumulare migliaia di foto.

Il jpg rappresenta per me il formato giusto per il 90% delle foto e dei fotografi, me compreso, e permette comunque un buon recupero dello scatto se si fa qualche errore in fase di ripresa.

Il raw personalmente lo uso per le foto importanti come compleanni e cerimonie, matrimoni in particolare, perché devo essere sicuro del risultato da punto di vista cromatico e spesso le luci artificiali mettono in crisi proprio questo aspetto.

 

 

giovedì 23 maggio 2013

Foto con Panasonic 35-100mm f2.8 e Olympus OMD

Ecco qualche scatto eseguito con il Panasonic 35-100, per non essere una lente macro si comporta bene direi.













Corredo Panasonic Lumix 12-35 e 35-100 su Olympus OMD E-m5

Da qualche giorno sto saggiando il nuovo corredo fotografico composto dalle ottiche Panasonic 12-35 2.8 e 35-100 2.8 in accoppiata alla mia Olympus OMD E-m5 e qualche conclusione la posso già trarre in attesa di fare una analisi approfondita dei risultati fotografici.

Per prima cosa devo dire che pesi ed ingombri con questo corredo sono ridotti ai minimi termini, una borsetta per tenere la lente non in uso e via senza pensieri con una praticità che con il mio vecchio corredo 4\3 era impensabile.

L’ergonomia è buona con entrambe le lenti anche se si vede che sono state disegnate attorno alla GH3 e quindi avrebbero bisogno di un corpo un pelo più grosso di quello della OMD ma comunque con l’impugnatura aggiuntiva si riesce a raggiungere un bon bilanciamento e la presa risulta ben salda soprattutto con il 35-100.

La velocità di messa a fuoco è per queste lenti a buonissimi livelli, praticamente istantanea, fanno meglio solo i fissi Zuiko di ultima generazione ma parliamo di millesimi di secondo che non influiscono con l’uso pratico e sulla E-P5 dovrebbero andare ancora meglio visto che integra un nuovo e più efficiente algoritmo di messa a fuoco (che spero venga implementato nella OMD al prossimo aggiornamento).

Personalmente ho disattivato lo stabilizzatore del corpo macchina ed uso solo se necessario quello della lente perché molto più pratico e veloce da attivare senza passare per i menù della macchina e comunque molto valido dal punto di vista della stabilizzazione, questo accorgimento permette di preservare la durata della batteria e di ottenere la stabilizzazione dell’immagine nel mirino senza dover appena abilitare questa ulteriore funzione prevista anche usando lo stabilizzatore del corpo macchina.

Il 12-35 si presenta come la lente tutto fare da tenere sempre attaccata quando si fa una uscita fotografica, permette infatti di gestire i panorami, i ritratti e comunque 70mm equivalenti rappresentano un ingrandimento soddisfaciente per la maggior parte delle foto. La lente è compatta, si allunga di 2 centimetri a massima focale e non ruota permettendo così di utilizzare filtri circolari senza problemi, io ho dotato entrambe le lenti di filtro UV di protezione senza lesinare e pagandoli 60 euro l’uno ma d’altro canto mettere un fondo di bottiglia davanti a lenti così sarebbe un contro senso.

Sia il 12-35 che il 35-100 a mio avviso offrono il massimo della qualità già a f3.5, a 2.8 siamo a ottimi livelli al centro e un pelo morbidi ai bordi ma chiudendo di uno stop la situazione diventa uniforme su tutto il fotogramma.

Un neo della OMD è il fatto di avere un otturatore che lavora al massimo a 1\4000 di secondo, cosa che in caso di piena luce può impedire di usare il diaframma a tutta apertura costringendo a chiuderlo, un vero peccato, sulla nuova E-P5 l’otturatore va a 1\8000, velocità adeguata a gestire in tutte le situazione una lente luminosa senza problemi.

Non ho testato la tropicalizzazione delle lenti ma dalla qualità costruttiva di ottimo livello deduco che non ci saranno problemi a scattare sotto la pioggia, entrambe presentano un bel barilotto in metallo così come in metallo è l’attacco degli obiettivi, due fattori che ne assicurano la durata nel tempo.

Entrambe le lenti arrivano dotate di paraluce e sacchetto di trasporto, dotazione completa quinti a differenza degli Zuiko che con il passaggio al micro si sono dimenticati per strada questi gadget a mio avviso utili.

Anche se il tempo per fare foto è poco ultimamente per adesso posso dirmi più che soddisfatto dei miei acquisti e non rimpiango ne il 9-18mm ne il 14-150 che ho venduto per fare cassa.

 

I prezzi…punto per molti dolente ma che sono di molto inferiori a quelli dei concorrenti Canon e Nikon di pari focali e luminosità sono stati i seguenti:

- per il Panasonic 12-35mm f2.8  850 euro

- per il Panasonic 35-100mm f2.8 1.100 euro

 

Il prezzo del 12-35 è stato basso perché acquistato presso Fordigit.com che ha sede a San Marino, l’indirizzo esatto è www.fordigit.com , tempi di spedizioni rispettati e devo anche fare un plauso alla cortesia dello staff, ero preoccupato di dover pagare qualche spesa doganale ma tra San Marino e l’Italia non sono previste e la spedizione avviene con corriere espresso assicurato.

Il 35-100 invece l’ho preso in negozio qua a Trieste con piccolo sconto.

A breve inizierò a postare i risultati fotografici di queste due lenti sperando di riuscire a fare foto un po’ in tutte le situazioni di luce possibile che si possono incontrare nell’uso normale di ogni giorno.

 

 

 

Foto Panasonic Lumix 12-35 f2.8 su OMD

Ecco il piccolo zoom da poco arrivato, a breve la recensione.

mercoledì 22 maggio 2013

Olympus E-P5

La casa olympica ha da poco presentato la nuova ammiraglia della serie Pen arrivata alla sua quarta generazione ( il numero 4 si salta perché porta male in Giappone ) e finalmente ha sfornato quella che a mio avviso sarebbe dovuta essere la serie Pen fin dall’inizio.

Il corpo è in metallo, le linee ricordano perfettamente la mitica serie Pen a pellicola, ci sono due rotelle per le impostazioni di uso più comune e una levetta che permette di impostare altre due funzioni alle stesse così da ottimizzare gli spazi senza sacrificare la versatilità.

La nuova E-P5 porta in dote lo stesso sensore della OMD, quindi un sensore Sony da 16 Mp che si comporta molto bene sia per quanto riguarda i dettagli che la gestione del rumore. Assieme al sensore ritroviamo come sulla OMD l’innovativo stabilizzatore a 5 assi che a detta della casa è stato ulteriormente migliorato e cosa ancora più importante su questa E-P5 troviamo un otturatore che finalmente arriva a 1\8000” di velocità il che si traduce in foto sportive finalmente possibili e la possibilità di sfruttare la luminosità dei fissi anche di giorno.

Oltre a cià la nuova Pen vanta un rinnovato sistema di messa a fuoco che a detta di Olympus e di chi ha avuto la fortuna di provarla è molto più rapido di quello già veloce della OMD.

Tutto questo ben di dio è condito con un monitor basculante touch ( non amoled ) e dal collegamento WiFi per scaricare le foto sullo smartphone o sul pc senza cavi, da notare anche il fatto che proprio per smartphone è disponibile una applicazione che permette non solo di comandare a distanza la macchina ma anche di inquadrare tramite il monitor del cellulare, chicca che piacerà a chi fa foto naturalistiche e vuole comandarla a distanza senza disturbare i soggetti.

Il corpo è in metallo, non tropicalizzato e manca il mirino elettronico, due peculiarità che la contraddistinguono dalla serie OMD ma proprio con la E-P5 è stato presentato un nuovo mirino con schermo ad alta risoluzione prodotto da Epson che grazie a tempi di refresh elevati e alta densità dei pixel riesce a gareggiare con molti mirini ottici montati sulle reflex classiche.

Sicuramente è una bella macchina, presentata in colore nero, argento e bianco sarà in vendita da giugno si spera ad un prezzo che dovrebbe aggirarsi attorno agli 800 euro per il solo corpo, un prezzo in linea con la qualità e quantità di chicche presenti.

A chi si rivolge? A tutti coloro che amano le linee classiche e non hanno bisogno di tropicalizzazione e mirino elettronico, spero solo di trovare a breve sulla prossima OMD tutto ciò che è presente su questa E-P5 altrimenti Olympus commetterebbe un brutto passo falso nei confronti dei propri clienti semi professionisti e professionisti che le hanno dato fiducia in questo nuovo segmento di mercato.

 

 

 

HLD-6 battery drain, consumo anomalo della batteria sulla OMD

Prima di scrivere questo post ho fatto parecchie prove sulla durata della batteria sulla mia OMD sia con che senza il battery grip HLD-6 e sono giunto a delle conclusioni che hanno trovato riscontro anche in alcuni forum stranieri.

La prova è stata molto semplice ed è consistita nell’usare la stessa batteria prima inserita da sola nel corpo macchina e poi inserita da sola ma nel battery grip per valutare se la mia sensazione di minore durata fosse reale o solo frutto di suggestione personale.

Ovviamente le impostazioni della macchina erano identiche con stabilizzatore disinserito (lo uso solo se realmente necessario), visione attraverso il mirino elettronico, niente flash e ripresa imnpostata su standard con disattivazione automatica della macchina dopo 1 minuto di inattività.

Con questa configurazione e il 35-100 attaccato alla macchina ho fatto con la batteria inserito nel corpo 450 scatti prima del suo esaurimento.

Una volta ricaricata la batteria ed inserita nel battery grip ho continuato a fotografare sempre con il 35-100 ed il numero di scatti è sceso a 350.

100 scatti in meno sono tanti e a mio avviso derivano da qualche problema hardware o software perché il calo coincide con quelo che si ottiene disattivando lo spegnimento automatico della macchina ed in pratica il consumo risulta continuo.

Personalmente trovo seccante questo problema perché ho preso il battery grip più per aumentare l’autonomia che per un fattore ergonomico e in aggiunta a questo non utilizzo neanche la sola impugnatura perché per cambiare batteria nel corpo macchina devo ogni volta smontarla.

Per fortuna in mio aiuto viene la custodia in pelle della Geriz che ho acquistato e che oltre a proteggere il corpo macchina ha anche l’apertura sul fondo in acciaio per cambiare la batteria senza doverla togliere.

Questo per ora è il peggior difetto che ho riscontrato nella OMD e non è un difetto da poco su una ammiraglia che fa della modularità il suo cavallo di battaglia. Si vocifera in una prossima em6 in fase di studio, essendo uscita da poco la ep5 che supera la omd per quanto riguarda velocità della messa a fuoco, velocità dell’otturatore e bontà dello stabilizzatore mi aspetto che il tutto si ritrovi verso ottobre in una nuova ammiraglia Olympus che, mi auguro, segua almeno in parte le linee della GH3 di Panasonic.

 

 

 

martedì 7 maggio 2013

Confronto Lumix 35-100 con Canon 70-200

A proposito delle differenze di peso e dimensioni degli zoom f2.8 offerti da Canon e Panasonic a parità di focale coperta e luminosità vi posto una immagine degli stessi.

La prima è un corpo Canon con il 70-200 f2.8, la seconda monta il 70-200 f4 e la terza mostra la GH3 con su il Panasonic 35-100 f2.8 (70-200 equivalente).

Come si vede a parità di luminosità e copertura focale le dimensioni dell’attrezzatura sono a favore del connubio Panasonic che personalmente apprezzo moltissimo proprio per questo. Probabilmente in tal senso con la GH3 e i due zoom f2.8 Panasonic ha superato Olympus per quanto riguarda l’ergonomia corpo-lenti, ho tenuto in mano la GH3 e devo ammettere che è molto migliore come ergonomia rispetto alla mia OMD con montata l’impugnatura aggiuntiva senza contare che a livello di qualità dell’immagine ormai Panasonic non ha nulla da invidiare ai concorrenti pagando solo il nome del marchio poco associato al mondo fotografico.

A luglio potrei passare al corpo Panasonic abbandonando Olympus e tenendo solo i fissi da ritratto Zuiko perché fotografare vuole dire anche avere la giusta impugnatura e i giusti ingombri se si vuole fotografare serenamente anche se devo ammettere che lasciare la casa olympica un po’ mi dispiacerebbe ma di una em7 ancora non si sente nulla e la ep5 di cui girano le foto non mi attira per niente.

Per qualcuno un post come questo potrebbe essere di parte e forse è vero ma in realtà nasce dalla necessità di difendere la varietà dell’offerta fotografica presente sul mercato cercando di dimostrare che non esistono proposte serie solo da parte di una o due case produttrici ma che invece oggi l’utente avanzato ha a disposizione una miriade di possibilità ottime a cui attingere.

 

 

 

lunedì 6 maggio 2013

Foto Bavisela 2013 a Trieste fatte con la OMD e il Panasonic 35-100 f2.8

Ecco il link per visionare le foto anche se caricate a bassa risoluzione per motivi di spazio :   https://www.facebook.com/media/set/?set=a.579203332112342.1073741825.535124863186856&type=1  sono della gara chiamata Bavisela a Trieste una maratona cui partecipano più di 8000 persone.

Panasonic 35-100 f2.8 VS omologhi Canon e Nikon

 


Continua la disinformazione sui forum di fotografia contro cui mi sono praticamente rassegnato a lottare. La questione riguarda il fatto che se si fa un confronto tra il Panasonic 35-100 e gli omologhi Canon e Nikon le persone iniziano ad attaccarsi alle cavolate per difendere i propri marchi del cuore.

Per prima cosa va detta una cosa, un 35-100mm f2.8 sul micro 4\3 paga nei confronti delle aps-c  mezzo stop di profondità di campo mentre la luminosità rimane identica. Questo concetto sembra non entrare in testa agli utenti Canon e Nikon che continuano a parlare di luminosità e profondità di campo come se fossero la stessa cosa o dipendessero gli uni agli altri in modo diretto.

Un Panasonic 35-100mm f2.8 equivale ad un Canon o Nikon 70-300mm come copertura focale equivalente e permette di avere la stessa identica luminosità e quindi velocità a parità di luce ma ad un peso, una compattezza ed un prezzo decisamente minori.

Lo sfocato è minore e dipende dal rapporto di moltiplicazione del formato ma sinceramente in un teleobiettivo che mi serve per riprese da lontano preferisco avere una pdc maggiore per avere a fuoco il soggetto inquadrato e non incorrere in una mancanza di messa a fuoco nel punto scelto. A questo proposito va sottolineato che spesso proprio i cannoni Canon o Nikon vengono usati a f4 o superiori per aumentare la pdc mentre con il sistema micro4\3 si possono usare diaframmi minori e quindi maggiore velocità di scatto tenendo uguale la pdc. A questo pochi pensano ma è un fattore importante specialmente nelle fotografie sportive dove serve una lente luminosa ma anche un sistema che mi permetta di avere a fuoco l’intera scena.

Ieri poi ho avuto modo di fotografare una gara podistica con a fianco a degli utenti Canon e relativi cannoni bianchi di grande impatto visivo ma anche di grande impatto “fisico” visto che sono dovuti ricorrere al monopiede per sorreggere macchina e lente per circa tre ore mentre io avevo la mia piuma in mano senza problemi. Proprio in questa occasione ho potuto sentire i loro lamentii per il fatto che dovevano settare a f5.6 per avere a fuoco i visi dei corridori ma anche alzare gli iso per mantenere la velocità di scatto adeguata ad evitare il mosso mentre io scattavo a f2.8 senza problemi.

Certo, se dovessi usare una lente per i ritratti e volessi lo sfocato da paura non userei il 35-100 ma lo Zuiko 45mm 1.8 oppure il suo fratellone 75mm 1.8 ma sono lenti fisse nate per questo scopo, da uno zoom mi aspetto altre peculiarità.

 

sabato 4 maggio 2013

Recensione Review Panasonic Lumix G 35-100 f 2.8 prima parte

Eccomi qua a parlare dello zoom lumix 35-100 2.8 assieme a qualche foto finalmente.
Per iniziare ecco una carellata di immagini di questa lente montata sulla mia Olympus OMD E-m5:






Proseguo con degli scatti a 35 mm e poi a 100 mm







E poi ecco delle immagini a 100mm che vanno da f2.8 a salire 










Uno scatto a 100mm



ed uno sempre a 100mm con successivo crop







Domani farò foto ad una gara podistica e metterò altri scatti di esempio, per ora posso dirmi molto soddisfatto di questa lente.

venerdì 3 maggio 2013

Prime impressioni Olympus OMD Em5 + Panasonic Lumix G 35-100mm 2.8

Eccomi qua in compagnia del nuovo arrivato, il Panasonic 35-100mm f2.8 equivalente ad uno 70-200 sul full frame.

Alla fine è arrivata prima questa lente della sorella minore che è ancora a San Marino e che spero arrivi quanto prima.

La lente è giunta da poco nelle mie mani, ci ho fatto solo qualche scatto di prova per verificarne il corretto funzionamento e quindi questa non è una recensione ma una presa di contatto ma, spero già domenica, avrò modo di testarla sul campo in modo più approfondito.

Inizio col dire che il prezzo di 1.190 euro non è affatto male, se si andasse a prendere un lente di equivalente lunghezza focale e luminosità in casa Canon o Nikon si spenderebbe il doppio e si avrebbero il doppio dei pesi e degli ingombri, dico questo perché in rete ho sentito lamenti sul fattore economico ma la qualità si paga e comunque il mercato offre alternative più economiche ma anche di minor pregio.

La lente viene fornita con paraluce (Olympus impara te ne prego) e sacchetto morbido, quindi dotazione completa e un altro fattore importante è rappresentato dalla garanzia Fowa (importatore ufficiale Italia) di ben 4 anni rispetto ai soliti 2, fatto da non trascurare a mio avviso.

La costruzione è ineccepibile, piccolo, compatto e della misura limite per essere usato sulla OMD anche senza battery grip che comunque ne aumenta il bilanciamento.

La lente non si estende in lunghezza lavorando lo zoom all’interno del barilotto, è tropicalizzata e la gomma dell’anello per lo zoom è molto piacevole al tatto.

È presente lo stabilizzatore sulla lente e l’apposito interruttore per disabilitarlo, ho fatto solo un paio di scatti di prova e a mio avviso sembra che lo stabilizzatore dell’ottica compensi meglio il micro mosso rispetto a quello del corpo macchina Olympus, farò prove più serie ma questa è la mia prima impressione.

La velocità di messa a fuoco è ottima, come si preme a metà il pulsante di scatto la lente mette a fuoco all’istante, ho provato la stessa lente sulla Panasonic GH3 e mi è sembrato ancora più veloce rispetto alla OMD, si parla di frazioni di secondo ma per un uso sportivo della fotografia può fare la differenza.

A mio avviso questa lente è da avere in un corredo micro 4\3 se si vogliono fare foto “serie” e per serie intendo in tutte le condizioni, dalla poca luce a quelle sotto le intemperie, diversamente si può benissimo vivere con lenti dal costo minore.

Io ho deciso di vendere tutto il mio precedente bagaglio di lenti (zuiko 14-150, 9-18, 14-42) e corpi (epl3, e1) per acquistare i due obiettivi Lumix, il 12-35 ed il 35-100 perché a mio avviso, accoppiati ad un corpo macchina tropicalizzato come la OMD o la GH3 offrono tutto ciò che ad un fotografo esigente può servire con pesi e ingombri molto contenuti senza sacrificare però la qualità.

Allego tre foto fatte al volo con il cellulare solo per mostrare la lente montata sul corpo Olympus per far avere una idea delle dimensioni dell’accoppiata, seguirà una recensione di questo obiettivo per verificarne sul campo potenzialità ed eventuali limiti.