sabato 22 febbraio 2014

Test ISO Olympus OMD E-M1

Oggi vi posto il mio test per valutare la bontà del sensore della Olympus OMD E-M1 sotto il profilo della gestione del rumore.
I settaggi sono stati i seguenti:
-IS off
-lente 75mm 1.8 a F4
-messa a fuoco manuale
-esposizione media ponderata al centro
-modo normal
-variato il settaggio della riduzione rumore tra OFF-STANDARD-ALTO
 A voi le foto e relativi crop per una vostra valutazione.

RIDUZIONE RUMORE SPENTA

ISO 100




ISO 100 CROP



ISO 200 



ISO 200 CROP




ISO 400



ISO 400 CROP



ISO 800



ISO 800 CROP



ISO 1600



ISO 1600 CROP



ISO 3200



ISO 3200 CROP



ISO 6400



ISO 6400 CROP



ISO 12800



ISO 12800 CROP



ISO 25600



ISO 25600 CROP




RIDUZIONE RUMORE STANDARD 


ISO 100



ISO 100 CROP



ISO 200



ISO 200 CROP



ISO 400



ISO 400 CROP



ISO 800



ISO 800 CROP



ISO 1600



ISO 1600 CROP



ISO 3200



ISO 3200 CROP



ISO 6400



ISO 6400 CROP



ISO 12800



ISO 12800 CROP



ISO 25600



ISO 25600 CROP





FILTRO RUMORE ALTO



ISO 100



ISO 100 CROP




ISO 200



ISO 200 CROP



ISO 400



ISO 400 CROP



ISO 800




ISO 800 CROP




ISO 1600 



ISO 1600 CROP



ISO 3200



ISO 3200 CROP



ISO 6400




ISO 6400 CROP



ISO 12800



ISO 12800 CROP



ISO 25600



ISO 25600 CROP





















mercoledì 19 febbraio 2014

Regole e tecniche in fotografia

Qualche hanno fa ho accompagnato la mia fidanzata ad un corso base di fotografia perché voleva crearsi le basi tecniche per iniziare e sperava che attraverso un corso le sarebbe stato più facile acquisire le nozioni base ma non ci voleva andare da sola.

La cosa che mi ha lasciato perplesso è stata da subito la mancanza di esperienza, le persone che tenevano il corso le conoscevo da tempo ( non sapevo fossero loro gli insegnanti ) ed avevano iniziato a fotografare solo un paio di anni prima. Ok, non è fondamentale il tempo ma la capacità e l’impegno ma si sa, in qualunque lavoro l’esperienza conta, specialmente se si vuole salire in cattedra.

Per farla breve la mia fidanzata, che comunque un paio di libri se li era letti, alla terza lezione ha deciso di lasciare il corso per evidenti errori del docente e presunzione dello stesso anche messo davanti all’evidenza dei suoi sbagli.

Io non sono un sostenitore di questi corsi, a prescindere da chi li tiene, per me la fotografia è istintiva e deve seguire la mente di chi scatta mentre i corsi cercano di ingabbiare il tutto dentro tecniche prestabilite e regole ferree.

Per me è una cosa inconcepibile.

Il tutto alla fine si risolve nella predisposizione che uno ha o meno nello scegliere l’inquadratura e nell’esprimere qualcosa con lo scatto e queste cose esulano dalla tecnica o dalle regole che si possono apprendere.

A mio avviso un corso base di fotografia dovrebbe trattare di pura e semplice meccanica-elettronica, sapere cos’è un diaframma, a cosa serve, cos’è un sensore e come funziona, conoscere i tipi di lenti che compongono un obiettivo per poter in futuro sceglierne uno di qualità. Il resto è esperienza sul campo e basta.

Parlare di regola aurea, di regola dei terzi e cose del genere a chi di fotografia non sa nulla è assurdo, se uno è portato quando guarda nel mirino queste cose gli vengono naturali perché si tratta semplicemente di riuscire a fare una composizione armoniosa. Se invece non è portato potrà seguire tutte le regole del mondo ma la foto non trasmetterà nulla.

Per fare un paragone è come prendere un quadro e rimanerne affascinati, poi prendere una di quelle tele con il disegno già fatto cui basta aggiungere i colori, mettendo a fianco le due opere, per quanto uguali, il tratto istintivo dell’originale risalterà rispetto a quello per quanto bello ma semplicemente preimpostato.

Diversamente dai corsi credo che siano importanti i workshop fotografici dove dividendo le spese si possono noleggiare sale e pagare delle modelle per potersi esercitare nei ritratti ad esempio oppure le uscite fotografiche a tema dove poi ci si confronta mettendo sul tavolo le foto e cercando di aiutarsi a perfezionare il proprio stile.

Un’altra buona palestra sono le esposizioni collettive, non finalizzate a vincere un premio ma a mettersi in gioco per sentire le critiche che le persone comuni possono fare alle nostre opere. Spesso viviamo nel nostro piccolo villaggio digitale fatto di parenti e amici che ci fanno i complimenti ma che magari non conoscono nulla di fotografia e comunque sono condizionati dai fattori affettivi e non vogliono deluderci. Un estraneo è più sincero e schietto e può sbatterci in faccia delle verità anche amare davanti alle quali non bisogna nascondersi dicendo che è lui a non aver compreso lo scatto ma ci deve stimolare perché ciò che volevamo trasmettere evidentemente non è arrivato.

Le regole nella fotografia digitale lasciano il tempo che trovano grazie alla post produzione, uno scatto nato male può diventare stupendo con il giusto crop e la giusta scelta cromatica effettuata al pc, cosa che con la pellicola era impossibile.

Oggi ritengo che più che un corso di fotografia le persone avrebbero bisogno di fare corsi di educazione fotografica e di legislazione in materia. Vedo sempre più spesso persone girare con cannoni e rubare momenti intimi altrui spacciandole per foto street. Ma quando mai, nessuno dovrebbe violare la vita altrui senza permesso, dovrebbe avere la buona creanza di chiedere alle persone se può scattare la foto e rispettare un eventuale diniego. Le foto ai bambini altrui poi le detesto, girare per i parchi e poi esibire bimbi nei forum è da maniaci e da pervertiti ( oltre ad essere illegale ) ma molti credono che sia la normalità e che anzi sia permesso farlo.

Evidentemente ai tanti corsi di fotografia nessuno insegna rispetto e educazione civica che oggi, più che mai, andrebbero inculcati ai troppi sedicenti fotografi.

 

martedì 18 febbraio 2014

Quale sensore scegliere? Quale corpo? Ogni esigenza ha la propria soluzione.

In fotografia tutto è relativo e molto soggettivo ma una cosa è abbastanza certa, la scelta di un corredo dovrebbe seguire le necessità del fotografo.

Ora, il marketing in questi anni ha convinto la maggior parte delle persone che per fare belle foto bisogna avere un corpo macchina reflex e che con esso tutto sarà rose e fiori.

La realtà è ben diversa, non esiste una soluzione univoca e non sempre il corpo più costoso, il sensore più grande e l’ottica più luminosa si rileva la soluzione migliore.

Cerchiamo di analizzare le diverse situazioni fotografiche che possono interessare una persona.

 

PAESAGGISTICA

Questo genere di fotografia richiede la possibilità di usare grandangoli, diciamo almeno 18mm equivalenti senza entrare nei fish eye, abbiamo bisogno di un sensore che più che mirare ai MegaPixel miri alla buona copertura dinamica e che restituisca colori quanto più reali possibile. La profondità di campo in questo genere fotografico è importante, risulta infatti cruciale poter mettere a fuoco tutto il paesaggio e non perdere qualità ai bordi dell’immagine quindi un sensore piccolo è avvantaggiato rispetto ad uno grande perché permette di avere una elevata profondità di campo a parità di luminosità rispetto ai sensori più grandi.

 

RITRATTISTICA

Le fotografia ritrattistiche sono molto specializzate, c’è bisogno di una buona risoluzione per cogliere i dettagli fini, di lenti luminose per avere un buon sfocato e di un sensore di medie-grandi dimensioni per massimizzare questo aspetto.

Con macchine fotografiche dotate di sensori piccoli si può barare e usare il tele per ottenere un buon sfocato, diciamo 300mm equivalenti ma si avrà lo svantaggio di fotografare da lontano e le lenti di questo tipo a massima lunghezza focale di solito sono morbide.

Importante nei ritratti è scattare in raw e quindi scegliere una macchina con tale opzione per poter poi intervenire a fondo sullo scatto.

La full frame è il paradiso per i ritratti? Bè dipende, con un sensore formato 35mm e una lente luminosa si rischia di mettere a fuoco le pupille e fuori fuoco la fronte, cosa che io odio e che porta comunque a chiudere il diaframma per avere un risultato decente.

 

FOTO A SOGGETTI IN MOVIMENTO

Qua vale la velocità e precisione di messa a fuoco, il sensore è importante ma lo è di più l’algoritmo che regola il tracking del soggetto, meglio puntare su macchine fotografiche che eccellono in questo campo come le Canon che da sempre primeggiano nell’inseguimento del soggetto ( reflex di fascia medio alta ovviamente ). Questo tipo di investimento vale per chi vuole fare foto sportive, a bambini che giocano o animali, tutti soggetti inclini a stare poco fermi.

 

CERIMONIE

Qua conta il binomio sensore-lenti, ci vuole qualcosa che regga bene almeno a 3200 ISO senza perdita di qualità e lenti luminose, chiese, locali ed eventi al chiuso solitamente necessitano di attrezzatura di buon livello ed eventualmente di un flash di supporto dove possibile utilizzarlo senza dare fastidio. Lasciate perdere compatte, bridge, o reflex con ottiche kit poco luminose, andreste a rompere le scatole con fleshetti vari e avreste miseri risultati, meglio godersi le cerimonie a quel punto e lasciare fare a chi può ottenere buoni risultati.

 

SOCIAL NETWORK-WEB

Questo è il terreno di compatte e cellulari, c’è poco da discutere, se siete appassionati del web e avete una vita social in internet e volete condividere il vostro mondo in modo rapido un buon cellulare è la scelta migliore. I Nokia in questo campo sono al momento i migliori, a seguire gli altri con risultati dignitosi fino a quando si parla di visualizzazione a schermo. Se amate condividere la vostra vita o non andate oltra la visualizzazione su uno schermo la scelta giusta è un buon smartphone che, con i tanti validi programmi di ritocco vi darà gioie immense.

 

CORPI MACCHINA

Qua si va molto sul soggettivo, io sostengo da sempre che per fare buone foto bisogna che la macchina e relativo software calzi come un guanto, se vi dovete sforzare, se i tasti non vi sono congeniali o se i menù non rispecchiano la vostra logica mentale cambiate corpo e corredo perché dovreste sforzarvi a lavorare con un attrezzo sbagliato. Per molti un corpo vale l’altro, sono i fotografi della domenica, quelli che non cambiano lenti e vivono sereni ma le cui esigenze sono limitate ma se della fotografia si vuole fare un passatempo serio anche senza essere un professionista allora anche il sentire la macchina come un prolungamento della mano-occhio è fondamentale.

 

Sensore Panasonic nella Olympus E-M1

Una notizia che mi ha sorpreso è stata l’apprendere che la E-M1 non monta il sensore Sony della E-M5 ma uno nuovo di zecca prodotto da Panasonic.

Tutti, io compreso, avevamo dato per scontato che l’alleanza finanziaria tra Olympus e Sony avrebbe avuto come immediata conseguenza l’adozione dei sensori Sony per le future macchine fotografiche e così fu con la E-M5 della quale si decantarono proprio i miglioramenti nel comparto sensore rispetto ai precedenti prodotti da Panasonic.

Oggi si apprende, grazie a siti specializzati nello smontaggio e nello studio delle componentistiche hardware delle macchine fotografiche, che il sensore scelto da Olympus per la E-M1 è prodotto da Panasonic.

Questa notizia è ottima perché dimostra che nonostante i capitali versati da Sony nelle casse di Olympus quest’ultima ha ancora il potere decisionale per scegliere le varie parti che costituiscono i propri prodotti. Va sottolineato anche il balzo in avanti di Panasonic visto che tutti hanno decantato le doti del sensore della E-M1 sia in termini di IQ che di tenuta agli alti ISO.

Forse l’aver perso un partner come Olympus, importante per le vendite, ha messo il pepe al culo di Panasonic oppure Panasonic ha sempre avuto anche proposte di fascia alta come sensori ma Olympus preferiva qualcosa di più economico, non ci è dato saperlo.

Per noi comuni mortali e semplici utilizzatori finali l’unica dato importante è vedere la buona resa finale e l’ottima velocità di messa a fuoco, il resto sono solo nomi sulla carta dei fornitori.

mercoledì 12 febbraio 2014

Nuovi M.Zuiko PRO annunciati da Olympus

In casa Olympus non stanno certamente dormendo sugli allori dopo i successi degli ultimi corpi macchina ed i riconoscimenti per l’eccellenza delle lenti in catalogo e tramite il sito Olympus internazionale si apprende la presentazione di due nuove lenti.

Le lenti in questione appartengono alla categoria PRO, quindi luminose, tropicalizzate e pensate per uso professionale e sono:

-          M.ZUIKO ED 7-14mm f2.8 Pro

-          M.ZUIKO ED 300MM f4 Pro

 

Queste lenti vedranno la luce nel 2015 e andranno a sommarsi al M.ZUIKO 40-150 f2.8 Pro in arrivo questa estate fornendo di fatto assieme alla E-M1 una scelta completa e professionale per i fotografi più esigenti.

Io sono entusiasta per questa scaletta, un parco ottiche di tale pregio nel mondo digitale non è facile trovarla ed anche se i costi saranno alti esse rappresenteranno quanto di meglio si possa volere a mio avviso pur mantenendo la compattezza come punto di riferimento rispetto alle concorrenti aps-c e full frame.

Alla fine del 2015 un professionista potrà contare sul seguente parco ottiche di altissimo livello, luminose e tropicalizzate:

-7-14mm f2.8

-12-40mm f2.8

-40-150mm f2.8

-300mm f4

Oltre a questi zoom d’eccellenza non vanno scordati i fissi:

-17mm f1.8

-25mm f1.8

-45mm f1.8

-75mm f1.8

Lenti di tale qualità, luminosità e nitidezza non possono lasciare indifferente il fotografo esigente o il professionista che ha bisogno in primis di ottiche di alto rango.

Finalmente il micro 4:3 sta creando un ambiente idoneo per accogliere i fotografi pro anche se a me rimane il grande rimpianto per il fatto che anche per il 4:3 standard le lenti di tale pregio erano presenti in catalogo ma furono snobbate dai professionisti a causa di sensori non all’altezza della concorrenza.

Peccato, una E-7 con il corpo della E-1, il sensore e il processore della E-M1 abbinata alle lenti top pro sarebbe stato il massimo raggiungibile da una reflex anche se mi rendo conto che tenere due sistemi e relative linee produttive sarebbe risultato impossibile per una piccola realtà come Olympus divisione foto.

giovedì 30 gennaio 2014

Olympus Stylus 1, recensione-review

Per anni ho affiancato al corredo reflex le compatte, molte delle quali ultra zoom, perché ero affascinato dall’idea di avere sempre con me una macchina compatta ma versatile ma purtroppo la qualità finale era sempre appena accettabile.

Oggi finalmente sembra che i miei desideri siano stati esauditi e dopo un paio di settimane assieme alla Olympus Stylus 1 posso tranquillamente affermare che tra le compatte ultra zoom di meglio non si trova a meno di non puntare sulla Sony che costa anche il doppio però.

 

ERGONOMIA

 

Buona, non dico ottima perché ho le mani grandi e trovo solo la E-M1 ottima, la Stylus è un buon compromesso anche in virtù del fatto che pesa poco e quindi non serve avere un grip particolarmente pronunciato per avere una presa sicura. La macchina si tiene bene e si usa come una reflex grazie all’ottimo mirino elettronico ereditato dalla E-M5 sul quale trova posto anche un piccolo flash a scomparsa.

I pulsanti sono posti in modo diverso rispetto alla serie OMD anche per motivi di spazio ma sono intuitivi senza contare che la ghiera multi funzione ereditata dalla serie XZ rende le impostazioni molto rapide da selezionare.

Le dimensioni della fotocamera sono tali che da spenta si ripone tranquillamente nella tasca del giubbotto oppure attaccata alla cintura in una fondina rendendola molto appetibile per chi vuole avere sempre dietro una macchina fotografica di qualità senza eccessivi pesi.

 

OTTICA

 

La punta di diamante di questa Stylus 1 è senza dubbio la lente Zuiko 10.7X f 2.8 costante che monta, una lente di qualità straordinaria frutto della grande esperienza Zuiko.

In tutte le ultra zoom da me provate negli anni la cosa peggiore era vedere come la resa subisse drastici cali tra minima e massima distanza focale cosa che con la Stylus 1 non avviene e di fatto si ha una resa costante dai 28 ai 300 mm equivalenti soprattutto in termini di nitidezza.

La lente ha il grande pregio di scomparire nel corpo una volta chiusa rendendo gli ingombri praticamente nulli e a sua protezione troviamo un tappo a petalo che si apre e chiude automaticamente, cosa molto comoda rispetto a quello adottato sulla serie XZ che invece si doveva mettere e togliere ogni volta con il pericolo di perderlo.

Una cosa che mi ha affascinato è lo sfocato che si riesce a raggiungere con questa macchina, frutto dello zoom spinto e della luminosità certo ma anche della qualità dell’ottica. Scattando a 300 mm a f2.8 si ottiene un effetto sfocato burroso che si ritrova nelle reflex abbinate a lenti di alta qualità rendendo di fatto possibile eseguire ottimi ritratti isolando il soggetto anche con un sensore di ridotte dimensioni (rispetto alle reflex) ma comunque più grande di quelli che si trovano solitamente nelle ultra zoom.

Altra cosa che mi ha impressionato positivamente è lo stabilizzatore che lavora sulla lente e che permette a 300mm di8 scattare a 1\30” a mano libera, dato soggettivo ovviamente ma buon indicatore sulla qualità dello stabilizzatore stesso.

 

SENSORE

 

12Mp sono più che adeguati per una macchina del genere e trovano un ottimo connubio con la tecnologia BSI e il processore di 6° generazione di casa Olympus. La resa a bassi ISO è ottima, ci si può spingere fino a 800 ISO senza problemi di rumore, oltre diventa percettibile ma gradevole fino a 1600, soglia massima a mio avviso prima di perdere i dettagli fini.

Ad un amatore serve di più?

Non credo, anzi, spesso le persone neanche stampano le foto o le fanno stampare al centro commerciale in 10x15 quindi 12Mp non solo bastano ma avanzano per il 99% delle persone.

 

WIFI

 

Ormai la sinergia tra smartphone e macchine fotografiche è totale ed essenziale e la presenza del wifi nella Stylus 1 rende tutta la filiera lavorativa molto snella, si scatta, si trasferisce tutto sul telefono o tablet, si elabora e si carica on line. Oltre a ciò il controllo remoto della fotocamera tramite cellulare è per me fantastico, lo uso spesso con la E-M1 ed anche con la Stylus 1 e credo che oggi giorno tale possibilità rappresenti un fattore molto importante per chi vive il mondo digitale a 360°, meno utile per chi invece passa al pc per lavorare le foto.

 

BATTERIA

 

Ecco, un punto di svolta rispetto alla serie OMD che vede il tallone di Achille nel numero di scatti risiede proprio nella batteria che nella Stylus 1 permette tranquillamente tra i 600 ed i 700 scatti prima di scaricarsi, ottimo risultato dovuto probabilmente al fatto che il sensore più piccolo assorbe meno corrente oltre al fatto che lo stabilizzatore sull’ottica consuma meno di quello a 5 assi della serie OMD posto sul sensore.

 

PREZZO

 

Quasi 700 euro, la si trova anche a meno volendo, sono troppi?

No, se si vuole una macchina tutto fare di alta qualità come secondo corpo o come corpo unico la spesa è giustificata. Non si può volere una lente di questa qualità, un ottimo mirino elettronico, uno schermo basculante ad alta risoluzione e un corpo ben assemblato per pochi soldi, ci sono molte alternative più economiche tra le ultra zoom ma si perde molto in termini di qualità finale, cosa fotograficamente fondamentale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 29 gennaio 2014

Olympus E-M5 new firmware 2.0

Per i possessori della Olympus E-M5 oggi c'è una buona notizia, è uscito il firmware 2.0 che porta in dote la possibilità di scattare a 100 iso e il punto dimessa a fuoco piccolo come sulla E-M1. Due cose richieste da parecchi forum e ascoltate da mamma oly.

Evitare di dare consigli

Un mio collega si comperato una Nikon entry level dopo mesi passati a torturarmi chiedendomi sempre le stesse cose tipo cosa sono gli iso, l’equivalenza, la grandezza del sensore ecc…

Una cosa mi è apparsa subito chiara dopo l’acquisto, se non spendevo tanto tempo a parlare e a spiegare era uguale.

Già perché questo collega alla fine non ha fatto una scelta ponderata, legata a fattori quali il futuro reale utilizzo della macchina, il tipo di fotografia che gli piace fare o altro ma semplicemente ha trovato una offerta volantino in una catena di elettronica e ci si è fiondato sopra.

Ora, il prezzo era realmente interessante per la macchina e due ottiche ma l’acquisto non doveva essere dettato dal costo ed infatti è insoddisfatto. Ovviamente la colpa è della fotocamera a suo dire.

La super offerta comprendeva una Nikon 5100, il plasticotto 18-35 ed un Tamron 40-200 o qualcosa di simile come lunghezza focale con un valore di diaframma infimo. Va da se che il prezzo rispecchiava semplicemente il valore del lotto con uno sconto proporzionato al fatto che si tratta di una grande catena di distribuzione che non ha mai regalato e mai regalerà la qualità.

Da tutto questo ho tratto diversi insegnamenti:

-      Non sprecare tanto tempo a ripetere le stesse cose, chi ascolta vuole solo sentirsi dire che ha ragione

-      Non sprecare tempo portando foto di esempio, dando link ecc…perché tanto il tutto non verrà minimamente visionato

-      Non dare consigli a uno che lavora con te perché poi ti arruolerà come tutor a vita

-      Non cercare di far capire che si è preso una fregatura, davanti allo sconto gli acquirenti diventano ciechi

-      Non far vedere le proprie foto ai colleghi, poi trovi sempre quello che vuole farla uguale e non si capacita del perché non gli riesca

-      Iniziare ad informarsi sul mondo del calcio, argomento sempre utile per sviare le conversazioni ed evitare domande

-      Smettere di essere disponibile

Ecco, credo che nel male alla fine il fatto di aver tratto degli insegnamenti sia un fatto positivo, c’è sempre da imparare nella vita.

 

Presentata la nuova Olympus E-M10 e alcune lenti, un paio di riflessioni

Oggi è stata presentata ufficialmente la nuova entry level del segmento OMD, la E-M10.

Personalmente credo che Olympus stia commettendo nuovamente gli stessi errori che in un recente passato l’avevano portata sull’orlo del fallimento creando una marea di corpi macchina con poche differenze sostanziali e mettendo in tal modo in confusione un possibile acquirente.

Non molto tempo fa lodavo il fatto che Olympus avesse iniziato a razionalizzare la filiera, pochi modelli, ben fatti, ben supportati a livello di aggiornamenti e dalla vita media di almeno 1 anno senza nuove presentazioni, il metodo Apple in sostanza.

Oggi mi sconforta vedere che a poca distanza dalla E-M1, con ancora in catalogo la E-M5, si sia voluto proporre un ulteriore corpo dedicato a chi vuole mettere piede nella famiglia OMD.

La E-M10 è una E-M5 zoppa, in plastica, con lo stabilizzatore a 3 assi e priva di rotelle dedicate alle scelte rapide ma vanta lo stesso processore di immagine della E-M1ed ha il flash incorporato come la Stylus 1. Troppa confusione, troppe fusioni e mutilazioni su un corpo macchina a mio avviso.

Secondo me se Olympus vuole creare profitti deve razionalizzare le proposte, ha in catalogo la Stylus 1, ottima compatta premium che soddisfa gli amatori, la E-M5 che si propone come mirrorless base per chi vuole un buon compromesso e ottiche intercambiabili e la E-M1 per chi ha il palato fino e pretende il massimo. Tre macchine erano sufficienti e andavano al limite aggiornate con cadenza annuale lasciando alle Pen il compito di strizzare gli occhi al resto della platea.

Invece Olympus ripropone modelli di marketing degli anni ’90-2000 secondo cui solo massimizzando la disponibilità di prodotti si può fare cassa. Balle, lo dimostrano i fallimenti di marchi come Acer, HP e Nokia che hanno creato baratri economici nei loro conti seguendo questa vecchia logica e che non a caso oggi puntano alla razionalizzazione dell’offerta.

Nota positiva della giornata viene dalla presentazione della nuova lente 25mm f1.8 ( 50mm equivalente ), un’ottica interessante per tutti gli utilizzi, luminosa e dal prezzo onesto, dovrebbe attestarsi sui 399 euro e se darà gli stessi risultati qualitativi del 45mm sarà una lente che non potrà mancare nello zaino fotografico.

Anche 9mm f8 ( 18mm equivalenti ) potrebbe essere una scelta accattivante per scatti particolari, prezzo attorno ai 100 euro.

Da utente Olympus devo dire che mi aspettavo di meglio, magari un corpo macchina in meno di cui non si sarebbe sentita la mancanza ed una lente in più tipo un fish eye vero ad un prezzo non troppo esoso.

 

lunedì 6 gennaio 2014

Olympus Stylus 1 review by Robin Wong

Il buon Robin ha recensito la nuova Stylus 1 e le foto parlano chiaro e dicono che è fantastica.
In molti hanno creduto che le foto che aveva postato qualche giorno fa provenissero da una super macchima con super lente ed invece...una super compatta!
A voi il link, buona lettura  http://robinwong.blogspot.com/2014/01/olympus-stylus-1-review.html?m=1

giovedì 2 gennaio 2014

Attendibilità dpreview, giornali e siti del settore.

Dpreview mi sta stupendo ultimamente, per anni ha bersagliato i prodotti Olympus definendoli non all’altezza dei rivali e ponendoli sempre in croce per l’alto rumore ad iso elevati mentre ora giudica la em5 e la em1 come le migliori macchine nella propria fascia di utilizzo tra le mirrorless.
Ora, che Olympus soffrisse agli alti iso era vero ma molti, me compreso, reputavano questo aspetto secondario visti i molti altri vantaggi offerti dal sistema.
Oggi dpreview ha cambiato rotta ponendo in risalto la migliore gestione degli iso dovuta ai nuovi sensori e ai nuovi processori.
Ovviamente sono felice che Olympus finalmente sieda sul trono che le compete anche perché in molti reputano dpreview la bibbia on line e pendono dalle sue labbra per un acquisto ma non mi piace la politica adottata. Un sito specializzato in fotografia e prodotti fotografici non dovrebbe bocciare e sconsigliare per anni dei prodotti valutandone solo un aspetto e rendendolo predominante rispetto a molti altri.
Non ho idea di quante volte nei forum di fotografia mi sono sentito dire che il 4\3 era un sistema perdente per via del rumore e giù a mettere i copia incolla di dpreview per avvallare tali tesi. Alla fine mi ero stancato di rispondere ai teorici e avevo iniziato a postare foto, chiedendo alle menti illuminate di stamparle e poi tornare a parlare di qualità d’immagine.
Una cosa che ho notato però è come il giudizio di quel sito sia cambiato nel momento in cui sono apparse le pubblicità della serie Pen sul sito.
Qualcuno penserà che penso male ma alla fine chi morde la mano del padrone che paga il cibo?
I miglioramenti di Olympus ci sono stati e sono indubbi, quello che appare strano e toglie credibilità a dpreview è il fatto che il cambio di rotta sul giudizio di un intero sistema sia avvenuto con l’arrivo di quel sistema tra gli inserzionisti.
Purtroppo non è un problema solo di dpreview, è la normalità nel mondo dell’editoria in cui articoli e pezzi vengono confezionati se non per adulare gli inserzionasti quanto meno per non parlarne male.
Di sicuro altre case sono state più astute e lungimiranti andando a sponsorizzare i siti di recensione più seguiti sul web con le pubblicità assicurandosi un occhio di riguardo nelle valutazioni finali. Ricordo i tempi della canon 400d, nel 2006, osannata per l’ottima gestione degli iso da siti e riviste, furono quelli gli anni in cui si iniziava a vedere materiale serio e alla portata di tutti nel mondo reflex digitale e furono quelli gli anni in cui i marchi costruirono la propria fortuna.
Purtroppo Olympus ed il marketing non seppero sfruttare la rete e le testate giornalistiche a suo tempo, puntarono sul sistema e sul prodotto convinti che bastasse a persuadere la massa ma non funziona così purtroppo ed in più il passaggio da pellicola a sensore rese difficoltosa la scelta del sistema anche ai professionisti che si affidarono alle recensioni per scegliere dove investire.
Personalmente ho sempre diffidato dei commenti e dei giudizi finali sia delle riviste del settore che dei siti on line, l’idea me la faccio da solo andando a scaricare le immagini da Flickr, leggendo i blog ed i forum per tastare le sensazioni di chi una macchina la usa veramente ogni giorno.
Bisogna dire addio ai siti specializzati?

No, non serve arrivare a tanto, basta capire le dinamiche che li muovono e filtrare le informazioni che danno con senso critico e soprattutto basandosi sulle proprie esperienze personali.

sabato 7 dicembre 2013

Olympus E-M1 + Zuiko 50mm f2

Ho fatto qualche scatto con questa accoppiata, sullo Zuiko c'è poco da dire, è sempre una lente splendida. Con la em1 funziona meglio che con la e5, più veloce nella messa a fuoco che, come con tutte le ottiche 4/3, funziona a rilevamento di fase. Di seguito due scatti.

giovedì 28 novembre 2013

Olympus E-M1 firmware 1.1

Per chi fosse interessato è uscito il primo aggiornamento firmware per la OMD E-M1, questi i dettagli:

Ver.1.1
(Nov. 28 2013)
  • Compensation for chromatic aberration is supported when using the E-M1 and Panasonic’s LUMIX G VARIO 14-140mm/F3.5-5.6 ASPH./POWER O.I.S. (H-FS14140) together.
  • Stabilization of shooting in the Sports mode and Children mode of the SCN mode or C-AF has been improved.
  • Live bulb image quality while noise reduction is on has been improved.
  • Improved AF operation.

Come sempre aggiornare è consigliabile ma occhio a leggere bene le istruzioni passo per passo durante le operazioni, non schiacciate OK a caso e leggete bene e con calma le istruzioni sul monitor.

martedì 26 novembre 2013

Test ISO Olympus OMD E-M1

Uno degli argomenti più spinosi per il 4\3 prima ed il micro 4\3 oggi è sempre stato quello legato al rumore digitale. In questo campo Olympus con i sensori Kodak prima e Panasonic poi aveva sempre sofferto rispetto ai concorrenti ma oggi, con i sensori Sony e la nuova E-M1, le cose sono decisamente cambiate.
Già con la E-M5 si era visto il miglioramento dato dal sensore diverso ma oggi con la E-M1 grazie all'eliminazione del filtro low pass e al nuovo processore di immagine il miglioramento è ancora più marcato.
Ho sviluppato l raw intervenendo solo sull filtro rumore lasciandolo una volta spento e una volta impostato al massimo per capire quanto dettaglio si mangia la riduzione.
Io mi trovavo a circa 3 metri dalla scritta sul muro, ho usato il 12-40 2.8 a massima focale e mi sono stupito di come ritagliando lo scatto sia con che senza filtro le scritte fossero ben leggibili.

FILTRO RUMORE OFF


FILTRO RUMORE MAX




Personalmente credo che a 3200 il filtro possa rimanere tranquillamente spento, la grana è accettabile e non pregiudica le stampe, per i puristi delle foto "lisce" invece è abbastanza interessante vedere che anche a massimo livello di filtro i dettagli rimangono e vengono "pennellate" solo le ombre uniformi.
Di seguito metto delle foto fatte a 6400 ISO, condizioni di luce pessime, diciamo le peggiori per testare un sensore ma almeno sono foto reali e non da laboratorio o create ad arte.

ISO 6400 FILTRO RUMORE OFF



ISO 6400 FILTRO RUMORE LOW



ISO 6400 FILTRO RUMORE STANDARD



ISO 6400 FILTRO RUMORE HIGH



Questa Olympus E-M1 non è una full frame ma anche nel settore in cui per anni Olympus ha sofferto ormai si difende bene.
Io consiglio caldamente l'acquisto di questo piccolo gioiello a tutti gli utenti Olympus che ancora militano nel 4\3, le ottiche sono supportate dall'autofocus ibrido e la resa finale unita ad un corpo macchina che esalta ergonomia e solidità è perfetto.
Possono finalmente dire che, dopo la vendita della e-5 e passaggio al micro4\3 al 100% avvenuto oltre un anno fa Olympus ha sfornato una ammiraglia degna di questo nome.

venerdì 22 novembre 2013

Riflessioni sul mondo Olympus

Chi mi conosce da abbastanza tempo sa che nella mia vita fotografica, che ormai si protrae da 20 anni, ho provato diversi sistemi sia ai tempi della pellicola che con il digitale finendo per scegliere quello offerto da Olympus per tante ragioni.
Negli anni ci sono state le ondate Nikoniane, poi quelle Canoniane e a seconda del periodo nei circoli fotografici ho visto mutare le masse in favore di questa o quella casa a seconda delle recensioni delle riviste o del parere di esperti fotografi internazionali.
Questa cosa non l’ho mai capita onestamente, il parere degli altri è sempre utile, soprattutto se critico, ma rimane un parere e soprattutto è legato non solo al tipo di fotografia che il singolo fa ma anche al feeling personale che instaura con il corpo macchina e le lenti che prova. Io quando ho assaggiato altri sistemi l’ho fatto principalmente per delle specifiche lenti che ritenevo potessero adattarsi bene al tipo di foto che eseguivo in quel periodo mentre oggi la scelta di un sistema sembra essere legata a mode e marketing più che ad esigenze reali.
Una cosa che apprezzavo nel mondo Olympus era il fatto che gli olympici non sentivano il peso delle mode, si parlava di fotografia, di attrezzatura legata al tipo di lavoro svolto, tutto molto pratico e molto stimolante perché al centro del discorso c’era la foto, non la tecnologia.
Tutto questo con il tempo è mutato però.
Ai tempi della e1 il sensore delle macchine era di marca Kodak, pochi MegaPixel, rumore già a 400 iso ma colori favolosi e ottima resa dei dettagli ( con ottiche buone ). Gli altri ci prendevano in giro, dicevano che gli iso erano tutto, che il sensore faceva schifo ecc…ma noi eravamo felici della scelta fatta, le foto stampate erano splendide e facevamo spallucce.
Poi sono arrivati i sensori Panasonic, tanta elettronica e funzioni in più e qualcosa è iniziato a cambiare, iso migliori anche se ancora peggio che le aps-c e già le discussioni sui forum Olympus sono iniziate a migrare dalla foto all’attrezzatura intesa come valutazione fatta al pc dei file prodotti, ci stava in parte, faceva parte del gioco imposto dal dalla tecnologia incalzante.
Oggi abbiamo macchine come la em5 e la nuova em1 che di fatto grazie ai nuovi sensori made in Sony, ai nuovi processori di immagine e alle mille diavolerie offerte dai software non hanno problemi a tenere testa ai file prodotti dai marchi concorrenti e il mutamento di pensiero è giunto al suo apice.
Ieri ho aperto, dopo tanto tempo, un paio di forum dedicati al mondo Olympus sperando di leggere e condividere impressioni di uso della em1, sperando di vedere foto, rese cromatiche e quant’altro e invece niente, tante sterili discussioni su elettronica, su mirini, menù, pulsanti e settaggi ma poche foto.
Forse tutta questa elettronica ci ha allontanato dalla fotografia vera, dall’immagine e gli altri ci erano arrivati prima semplicemente perché avevano macchine che puntavano a quello prima di noi. Io non sono esente da queste manie, sia chiaro, le mie sono riflessioni interiori da cui non mi sottraggo e in cui mi ritrovo ma su cui cerco di riflettere.
La filosofia della casa in parte era cambiata, perdendo anch’essa l’anima originale ma con la em1  forse tornata, più che con altri corpi, alle origini, al tenere il fotografo al centro dell’attenzione mettendogli al contempo a disposizione tutti gli strumenti possibili per aiutarlo nel lavoro. Ho rivisto la vecchia Olympus con la nuova macchina, un corpo costruito attorno alla mano dell’utente e una lente pro costruita attorno al corpo come se il tutto dovesse essere un naturale prolungamento del fotografo.
Era dai tempi della e1 che non accadeva.
Non posso negare che parte del piacere che provavo a fotografare con la e3-e5 assieme allo Zuiko 12-60 sia sciamato nel tempo con il passaggio al micro4\3 proprio perché non trovavo più la filosofia costruttiva che caratterizzava il marchio fin dalle origini anche in termini di ergonomia e qualità dei materiali che possono sembrare fronzoli ma che personalmente ritengo più importanti di tanti discorsi sul rumore digitale.
In questi giorni sto testando la nuova arrivata, è un piacere tenerla in mano, trasmette qualcosa, la impugno bene, con piacere e trovo i pulsanti là dove le mie dita li cercano e scatto, senza troppi pensieri sugli iso, sulla qualità del mirino o sulla durata delle batterie.

mercoledì 20 novembre 2013

Olympus OM-D E-M1 EVF

Olympus E-M1 + Zuiko 12-40 f2.8

C'è voluto un pò ma alla fine il passaggio è stato fatto, dalla em5 alla em1 il passo sembra breve ma non è così ma approfondirò molti dettagli tra qualche giorno dopo aver preso ben confidenza con la nuova arrivata.
Perchè ho deciso di fare il passaggio?
La em5 andava male?
Assolutamente no, la em5 è una bella macchina, fa ottime foto, è leggera ed ha moltissimi altri pregi ma c'è un ma, non è scattata la fiamma.
Sì la fiamma, quel fuoco che senti dentro e che non riguarda solo sentimenti come l'amore verso un'altra persona ma anche il feeling che instauri con un oggetto che usi e che ti porta ad usarlo sempre più e sempre meglio.
Con la em5 questo non è avvenuto, in passato con la e5 e prima con la e3 le sensazioni che le macchine mi trasmettevano erano molte ed erano stimolanti per la creazione fotografica perchè è inutile negare che se utilizzi un oggetto che ti calza a pennello lo utilizzi anche meglio.
Ho provato di tutto con la em5, con il battery grip originale, senza, con una impugnatura after market, con il fondello in pelle, con o senza flash montato e con diverse ottiche ma non c'è stato verso, non me la sentivo bene in mano e questo ha influito anche sul mio modo di vivere la fotografia.
Quando ho avuto la possibilità di tenere in mano la em1 sono tornato alle origini, stesse sensazioni che con la e5 e non ci ho pensato su troppo, ho venduto la em5, qualche ottica e mi sono finanziato l'acquisto della em1 nel kit con il nuovo Zuiko 12-40 f2.8.
Ovviamente ci sono andato a perdere economicamente, oggi il mercato è in stallo ma qualche sacrificio si deve fare se si vuole cambiare corpo visti i prezzi ma se una cosa appaga perchè negarsela fino a quando non si intaccano le finanze familiari?
Della em1 si può leggere molto in giro, dall'estrema libertà di personalizzazione dei tasti fino alla resistenza con un corpo totalmente in magnesio, tropicalizzato e fatto per resistere nel tempo come era sempre stata la filosofia delle ammiraglie Olympus.
Personalmente ne apprezzo l'impugnatura, salda, grande il giusto ed il fatto che ogni tasto e ogni ghiera sta proprio dove la andresti a cercare oltre ad essere configurabili per quanto concerne le funzioni assegnate a proprio gusto.
Certo, si perde parte della trasportabilità con questa macchina rispetto alla em5 ma neanche tanto ad essere sinceri, se gli si piazza sopra il 17mm 1.8 entra nella tasca del giaccone comunque.
Anche per le lenti ho fatto una scelta, ho dato via le due Lumix, il 12-35 ed 35-100 perchè sono tornato in casa Zuiko e attendo che verso gennaio arrivi il 40-150 pro. 
Perchè questa scelta?
Semplice,ogni lente ha una sua anima, una sua resa cromatica ed una sua tridimensionalità ed io con le lenti Panasonic non mi ci sono trovato. Sia chiaro che sono lenti ottime, costruzione e resa di dettaglio ineccepibili e da prime della classe ma non è tutto, non si valuta una lente solo dalla risolvenza ma anche da cosa e come restituisce in termini di colori ad esempio ed in questo ho trovato e trovo ancora che le lenti Zuiko siano una spanna sopra alle altre. Le lenti Panasonic sono più "sterili", diciamo delle prime della classe senza troppa anima se vogliamo, oppure era il binomio lente-corpo e relativi software a non esaltarle al massimo. Lo Zuiko per i miei gusti è molto meglio e parlo di resa complessiva ma ovviamente è gusto e parere personale.
Più avanti farò una recensione approfondita della macchina ma ci devo passare del tempo, pregi e difetti emergono con l'uso mentre ora sarei propenso a vedere solo i lati buoni esaltato dall'acquisto e annebbiato dai soldi spesi.
Una cosa va detta, Olympus ha ascoltato gli utenti stavolta, in passato è andata per la sua strada ma probabilmente aver visto l'orlo del fallimento a pochi passi da lei è servito ad avere un cambio di rotta ed ora è l'utente ad essere al centro della progettazione.
Basterà questa macchina ad attirare i professionisti?
Difficile dirlo, di sicuro le lenti 4\3 ritroveranno mercato ora e i tanti vetri pregiati che girano saliranno di valore potendo contare anche sulla messa a fuoco a contrasto di fase e relativa velocità-precisione. Il rammarico è che siano passati 6 anni dalla e5 alla sua erede, in questo tempo molti sono passati a Canon o Nikon ed ora riprendere la clientela è dura. Se penso a questo non posso non vedere miopia nella direzione della casa ed un pò di rammarico ma è anche vero che Olympus non ha mai abituato a velocità e prodotti nuovi ogni 6 mesi impegnandosi però a tirare sempre fuori il top nel momento in cui ha fatto uscire un nuovo prodotto.
Io spero che la em1 venda bene, visti i pre ordini e la difficoltà a reperirla deduco che tutto procede per il meglio e l'arrivo dell'altro zoom pro tanto atteso non potrà che rinforzare sia le vendite che la stima nei confronti di questo marchio.
Come si diceva poco tempo fa quando molti decretarono la morte di Olympus : Olympus è morta, lunga vita a Olympus!

martedì 5 novembre 2013

Grip J.B. Camera Designs OMD EM5

È arrivato il grip alternativo J.B. Designs  per la Olympus OMD EM5, un grip molto valido, leggero, ben fatto e che lascia libero lo sportello della batteria. Il grip arriva dall'America, 60 dollari + 12 di dogana...vabbè...comunque li vale tutti. Risulta molto più leggero di quello Olympus, non ha comandi aggiuntivi ma risulta comodo come impugnatura. È leggermente più spesso di quello originale e questo è un bene perchè anche un paio di millimetri si sentono su un corpo compatto.

martedì 22 ottobre 2013

Mio PIN BBM BlackBerry Messenger

Per chi utilizza la nuova applicazione BBM BlackBerry Messenger per Android e non solo può contattarmi utilizzando il PIN 7BB4E729 , potremo chattare un pò di fotografia, del mondo Olympus 4\3 e micro4\3 e quant'altro.

mercoledì 16 ottobre 2013

Test ISO Olympus OMD EM5

Vi posto una serie di scatti e relativi crop per valutare la tenuta agli alti iso del sensore della Olympus OMD EM5. Le foto sono fatte nella condizione peggiore ovvero quasi totale assenza di luce, condizione che normalmente porterebbe comunque all'uso del flash ma credo che così si possa valutare la peggiore ipotesi possibile. Alle volte infatti mi è capitato dei vedere test di alte sensibilità in condizioni di luce normale, cosa assurda visto che il rumore viene prodotto non tanto dalla sensibilità in se quanto dalla mancanza di luce che non eccita a dovere i singoli pixel.
Le foto seguono il seguente ordine ISO : 200-400-800-1600-3200-6400-12800-25600 prima i crop e poi le foto intere:

ISO 200




ISO 400




ISO 800




ISO 1600




ISO 3200




ISO 6400




ISO 12800




ISO 25600




Personalmente mi ritengo soddisfatto dei risultati, in condizioni appena migliori di luce il rumore cala notevolmente e questi sono i JPG così come li ha sfornati la macchina, lavorando dei file raw i risultati sarebbero stati anche migliori.

mercoledì 9 ottobre 2013

RECENSIONE REVIEW OLYMPUS OMD EM5

Un anno fa Olympus presentò la sua ammiraglia nel segmento delle mirrorless, la OMD Em5, una macchina interessante sotto molti aspetti che oggi è stata affiancata dalla sorella maggiore Em1 che mira ai professionisti puri mentre la Em5 è più votata agli amatori esigenti.

CORPO MACCHINA

Il corpo macchina è realizzato in lega di magnesio che le conferisce sia una ottima rigidità strutturale che una buona leggerezza.
Uno dei fattori che mi spinse un anno fa a comperare questa macchina fu la compattezza, lo spessore è veramente poco e questo è un indubbio vantaggio per il contenimento sia dei pesi che degli ingombri ma si traduce anche in un feeling ed una ergonomia non proprio ottimali se si hanno mani grandi.
Di sicuro il modo migliore per gustare la Em5 è quello di utilizzare gli ottimi fissi di casa Olympus e Panasonic che permettono di mantenere un buon rapporto peso-ingombri senza sacrificare la qualità. Ovviamente ciò ha un prezzo sia economico che in termini di comodità, andare in giro con 6 lenti fisse per coprire varie focali può risultare scomodo oltre che oneroso.
In alterativa si può optare per i due zoom Panasonic, il 12-35 f2.8 ed il 35-100 f2.8, due lenti che da sole valgono un corredo di fissi come copertura focale ma che permettono di andare in giro con meno attrezzatura mantenendo la tropicalizzazione del corpo ed un'ottima luminosità.
Ovviamente l'ergonomia vacilla, già usando il 12-35 si deve montare anche il grip aggiuntivo altrimenti risulta scomoda da usare e con il 35-100 è praticamente una scelta obbligata.

SENSORE

La Olympus OMD Em5 ha decretato un salto di qualità notevole per Olympus per quanto riguarda la tenuta agli alti ISO e la qualità generale delle immagini. Questo nuovo sensore costruito da Sony ha infatti permesso di contenere il rumore e scattare foto pulite a 6400 ISO, cosa impensabile con i sensori Panasonic di precedente generazione.
La nitidezza e la resa cromatica, frutto sia del sensore che del processore di immagine, risultano migliori di molte aps-c presenti sul mercato che godono di sensori leggermente più grandi ed alcuni siti specializzati si sono spinti a dire che può tranquillamente rivaleggiare con le full frame. Sinceramente non so se sia vero, di sicuro la resa finale, la qualità e la pulizia degli scatti non faranno pentire gli acquirenti della Em5.

STABILIZZATORE

Non sono un amante dello stabilizzatore, lo tengo sempre spento a meno che non sia necessario usarlo, questo oltretutto permette un notevole risparmio di energia che sulla OMD risulta essere scarsa rispetto alle tradizionali reflex.
Lo stabilizzatore innovativo presente su questa macchina fotografica copre tutti gli assi e non solo quello verticale-orizzontale, una novità assoluta che permette di scattare con tempi che possono arrivare ai 2 secondi se si ha la mano ferma. Tutto ciò si traduce in un minore bisogno di salire con la sensibilità a tutto vantaggio della qualità della foto.

COMANDI

Ci sono tutti, magari un po' troppo compressi se si hanno dita grosse ma di sicuro non si può dire che manchino sia i pulsanti che le ghiere oltre alla possibilità di impostarli a proprio piacimento a livello di funzioni. Io mi trovo molto bene a lavorare con questa macchina, una volta settati i pulsanti secondo le mie esigenze ho avuto tutto a portata di dito durante gli scatti senza mai riscontrare problemi. Ovviamente ci vuole un po' per prendere confidenza con i tanti parametri accessibili ma alla fine un fotografo scatta in modo abbastanza ripetitivo e quindi deve solo calibrare la macchina alle sue esigenze specifiche.

MESSA A FUOCO

Io sono un amante della messa a fuoco su punto centrale e voglio che questo punto sia il più piccolo e preciso possibile.
Normalmente l'area coperta dal riquadro di messa a fuoco copre un'area molto grande dello schermo, cosa a me inutile ma si può rimpicciolire notevolmente garantendo una migliore precisione della messa a fuoco su ciò che interessa.

FILTRI ARTISTICI

Non sono indispensabili ma diciamoci la verità, alle volte usarli è divertente e ci permette di ottenere gli effetti che avremmo comunque ottenuto in post produzione perdendo tempo.
Ce ne sono per tutti i gusti e sono anche modificabili senza contare la possibilità di eseguire con un singolo scatto l'elaborazione della foto con uno o più filtri a piacere in modo da avere oltre all'originale anche i file già elaborati e pronti all'uso.

MIRINO ELETTRONICO

Io ero scettico sui mirini elettronici, più che altro per lo sfarfallio che notavo negli anni passati su diversi modelli provati. Sulla OMD Em5 potete scordare di avere un mirino elettronico. Zero sfarfallii, buona risoluzione e possibilità di vedere in tempo reale tutte le modifiche apportate direttamente sulla foto prima di premere il pulsante di scatto sono valori aggiunti che un tradizionale mirino ottico non potrà mai offrire. Se poi siete proprio schizzinosi il mirino della Em1 è ancora più grande e risoluto e supera anche i migliori mirini ottici delle full frame.
Purtroppo o per fortuna a seconda dei gusti l'integrazione del mirino ha aumentato le dimensioni della macchina, nulla di che ovviamente ma per me le linee della serie Pen sono fantastiche e alle volte le rimpiango per un puro fattore estetico, a livello funzionale invece avere un mirino è fantastico.
Una chicca sta nel fatto di poter agire sulle alte luci e basse luci selettivamente in fase di ripresa così da avere uno scatto preciso ed accurato sotto questo punto di vista, può sembrare inutile ma se fate ritratti diventerà uno strumento indispensabile per andare a modellare la luce prima della ripresa e non doversi pensare dopo.

VELOCITA' DI MESSA A FUOCO E PRECISIONE

Sfido chiunque a dire che non è veloce e precisa, si potevano avere dei dubbi e dei tentennamenti con la generazione passata ma ora siamo a livelli ottimi ed ancora migliorati con la nuova Em1. La OMD Em5 è una macchina che non tradisce le aspettative neanche per foto sportive, unico neo la velocità massima dell'otturatore che si ferma a 1\4000 di secondo, poco se c'è tanta luce e si usano lenti luminose, in tal senso è obbligatorio guardare alla nuova ammiraglia che arriva a 1\8000 di secondo permettendo foto sportive in tutte le condizioni.
Per le foto che faccio io con soggetti statici o in movimento normale non ho mai avuto problemi sia per quanto riguarda la velocità che la precisione della messa a fuoco anche in condizioni di scarsa luce o con soggetti poco contrastati che in teoria avrebbero dovuto mandare in crisi la messa a fuoco a contrasto della macchina.

MONITOR

Senza infamia e senza lode, purtroppo è un amoled con i pro ed i contro del caso, consuma meno di un lcd ma satura molto i colori, bisogna prenderci la mano per valutare correttamente i colori soprattutto se poi si stampano gli scatti.
Per il resto c'è tutto, quello che serve a livello di informazioni e la visione è buona anche in presenza di luce forte potendo regolarne la luminosità.
Peccato che sia solo basculante, si può orientare verso l'alto ed il basso ma non girare di lato, per chi come me ha avuto modo di usare lo schermo della e5 questa è una grave mancanza.


PREGI E DIFETTI

I pregi sono tanti in questa macchina, si va dalle ridotte dimensioni all'ottima resa passando per la miriade di controlli manuali disponibili che mettono a proprio agio anche il fotografo più esigente.
Tra i difetti citerei la mancanza di ergonomia con lenti più grandi dei fissi e la durata della batteria, si riescono a fare anche 400 scatti stando attenti ai consumi ma se si fotografa in modo serio spesso non si ha il tempo materiale per queste attenzioni e si rischia di finire la carica in 300 scatti dovendo portare dietro almeno 4 batterie per un lavoro normale. Speravo che la nuova Em1 avesse risolto il problema optando per batterie diverse ma purtroppo non lo hanno fatto, cosa questa che lascerà perplessi non pochi fotografi professionisti e sportivi che dell'autonomia hanno un grande bisogno.